La Legge Dello Specchio: L’Esterno È Interno

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La Legge dello Specchio parla chiaro: il mondo che ci circonda non è altro che il riflesso fedele di ciò che siamo interiormente. L’esterno è lo specchio dell’interno, e la realtà, in ogni sua sfumatura, ci rimanda costantemente a noi stessi.
Questa è l’essenza della Legge dello Specchio, un principio universale strettamente connesso alla Legge di Risonanza, già approfondita in un precedente articolo (di cui consiglio la lettura).
Ma in che modo la realtà ci riflette?
Come si manifesta questa legge nella nostra vita quotidiana?

Hermann Hesse, nel suo libro capolavoro “Demian“, scrive: «Quando odiamo qualcuno, odiamo in lui qualcosa che è dentro di noi». In questa semplice frase, racchiude un concetto profondo: tutto ciò che ci attrae nel mondo, che ammiriamo e che ci procura gioia, rispecchia aspetti di noi stessi già integrati e presenti nel nostro animo.
Allo stesso modo, ciò che ci infastidisce e che non sopportiamo altro non è che il riflesso di quei lati della nostra personalità che ancora non accettiamo e rifiutiamo.
A questo punto, occorre sottolineare che la maggior parte degli esseri umani non è consapevole di questa Legge. Nella vita quotidiana, infatti, tendono a viverla in modo inconsapevole, quasi in uno stato di sonno. Questo li porta a percepire il mondo esterno come qualcosa di “separato” dalla propria coscienza, generando un senso di divisione e impotenza di fronte alla realtà. Credono, erroneamente, di non avere alcun potere di modificarla.

Come già accennato, la Legge dello Specchio ci consente di esteriorizzare l’amplificazione di quelle “zone d’ombra” di noi stessi che tendiamo a reprimere e confinare nel subconscio. Pertanto, quando percepiamo qualcosa di negativo all’esterno, sia nelle persone che nelle situazioni, in realtà stiamo semplicemente riflettendo un aspetto problematico presente dentro di noi. Da questa presa di coscienza emerge una delle emozioni negative più diffuse nell’essere umano: il fastidio.

Se tendiamo a giudicare e criticare spesso gli altri, potrebbe essere un riflesso di una nostra insicurezza o di un senso di inadeguatezza. Se ci lamentiamo spesso delle persone o delle circostanze che ci circondano, potrebbe essere un segno che ci stiamo assumendo poca responsabilità per la nostra vita. Invece di agire per migliorare la situazione, tendiamo a colpevolizzare gli altri.
In entrambi i casi, ciò che ci infastidisce negli altri rispecchia aspetti di noi stessi che non abbiamo ancora affrontato.
Non è un caso che, secondo la Legge di Risonanza, tendiamo ad attrarre persone e situazioni che ci permettono di osservare da vicino ciò che è dentro di noi. In questo senso, l’universo ci offre l’opportunità di crescere e di evolverci, mettendoci di fronte alle nostre ombre.
La Legge dello Specchio, in questa prospettiva, rappresenta un primo passo di osservazione e consapevolezza. Attraverso di essa, prendiamo atto di ciò che ci circonda e di come esso ci influenza. La Legge di Risonanza, invece, rappresenta la fase attiva del processo. È qui che il simile attrae il simile, non per una punizione, ma per offrirci ulteriori specchi in cui rifletterci e conoscerci meglio.

Ora che abbiamo acquisito una maggiore comprensione di questa Legge Universale, è il momento di applicarla a noi stessi attraverso l’auto-osservazione.
Prestiamo attenzione ai nostri fastidi e cerchiamo di comprendere le ragioni per cui proviamo determinate emozioni in presenza di specifiche persone o in determinate situazioni.
Questo processo di introspezione ci permetterà di indagare più a fondo sulla nostra vera essenza, su ciò che si cela nel nostro animo e su quali aspetti interiori necessitano di maggiore attenzione per uscire da questa illusione, da questo sonno profondo o, se preferite, da questo stato ipnotico.
La prima fase di questo percorso ci condurrà alla consapevolezza che i difetti che percepiamo negli altri non risiedono in loro, bensì sono proiezioni della nostra stessa interiorità. Appartengono a noi, dunque. Non c’è da temere: si tratta semplicemente di un processo di conoscenza e di accettazione totale di questi difetti come parte di noi stessi, affinché non si manifestino più all’esterno.
Provare per credere: accettazione è la parola chiave. Amate e perdonate voi stessi, perché là fuori non c’è nulla e nessuno da perdonare.

«Accettare non significa arrendersi, significa prendere atto. Significa smettere di fingere di essere diversi da quel che si è e cominciare a vedere ciò che chiede solo di essere osservato.
Si tratta di un momento fondamentale del viaggio che conduce a sé, quando, dopo essersi trovati a faccia a faccia con le proprie ferite, le fragilità e i lati ombra, si depongono le armi e si accoglie tutto come parte integrante di sé.
È una resa, ma è una resa attiva e audace, che spalanca le braccia e accoglie, la resa coraggiosa e consapevole di chi ha capito che più si respinge e più si attira, che più si ignora e più si fortifica. E che se davvero esiste una cura a tutto questo dolore, forse è dentro un abbraccio che si nasconde.»
(Dal mio libroLa cattiva abitudine di essere infelici“)

All’inizio questo lavoro può non sembrare semplice, perché richiede una buona dose di sincerità e autocritica per riconoscere in noi stessi quei difetti che abbiamo sempre criticato negli altri. Tuttavia, osservandoci con costanza, ogni giorno, soprattutto nei momenti in cui gli altri ci fanno letteralmente infuriare, possiamo fare “scoperte” impensabili su noi stessi e renderci conto che gli altri non sono altro che la rappresentazione amplificata di aspetti della nostra psiche che rifiutiamo di vedere e accettare. Spesso combattiamo contro qualcuno o qualcosa, arrivando persino a odiarlo profondamente, senza immaginare neanche lontanamente che stiamo semplicemente cercando di soffocare un nostro aspetto interiore. Questo è il sonno di cui parlavo nel quale siamo immersi.

Pertanto, secondo la Legge dello Specchio, la persona che ci fa arrabbiare è come uno specchio che riflette una parte di noi stessi, offrendoci la possibilità di conoscerci meglio e migliorare. È un’occasione preziosa per crescere, non per reprimere la rabbia.
Arrabbiarsi è naturale e a volte persino salutare, in quanto permette di sfogare energie represse. Tuttavia, farlo con consapevolezza è ancora più proficuo. Significa assumersi la piena responsabilità delle nostre emozioni e vedere nell’altro non la causa del nostro fastidio, ma uno stimolo per l’introspezione e la crescita personale.
In questa prospettiva, la rabbia si trasforma da un’emozione negativa in un’opportunità di miglioramento. Diventiamo liberi di scegliere come reagire, non lasciandoci dominare dall’impulso. Possiamo così trasformare la rabbia in uno strumento di conoscenza di sé e di evoluzione personale.

La conferma di tutto ciò la si può trovare nel fatto che il fastidio non è mai oggettivo, bensì soggettivo. Una determinata situazione o persona può essere fastidiosa per me, ma non per qualcun altro, ad esempio. Questo ci fa capire che in realtà non è la situazione o la persona ad essere sbagliata, ma siamo noi che ci arroghiamo la facoltà di giudizio, convinti di avere a che fare con qualcosa di esterno a noi, quando in realtà stiamo solo giudicando noi stessi.
Il buon Gesù, che conosceva bene la Legge dello Specchio, l’ha spiegata chiaramente in un passo del Vangelo di Matteo: “Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio che giudicate sarete giudicati, e con la misura con cui misurate sarete misurati“.
Il giudizio verso gli altri e quello verso noi stessi sono semplicemente due facce della stessa medaglia.

“Ricorda che nulla accade per caso, che ogni persona incontrata è uno specchio, ogni dolore un’opportunità di crescita, ogni crisi un punto di rottura da cui rinascere a nuova vita. Cambia dentro, se vuoi che cambi fuori.”
(Dal mio libroSchiavi del Tempo“)

narciso-michelangelo-specchioBasterebbe l’applicazione unanime della Legge dello Specchio per mutare il comportamento della nostra civiltà, in quanto il mondo non riflette ciò che desideriamo ma ciò che siamo.
Quindi non lasciate che il mondo esterno prenda il sopravvento sul vostro mondo interno, perché voi siete gli artefici del mondo, non un semplice prodotto. Quando realizzerete che il mondo è solo una vostra proiezione, allora e solo allora sarete liberi da esso.
In caso contrario, come accadde a Narciso nella mitologia greca, annegherete nel mondo, convinti che il vostro riflesso sia dotato di vita propria!

Tragicomico

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23 commenti

Doriana 14 Dicembre 2019 - 1:21

Premesso che sono una fautrice della legge dello specchio, ho una domanda; ho lasciato il padre dei miei figli per la sua gelosia estrema, ho sopportato per dieci anni, poi ho ceduto.
Mai più sono stata con un uomo geloso, ne mai io sono stata gelosa, mai fatti controlli, o seguito un uomo.
Mi sono detta che mi è capitato un uomo geloso per farmi vedere le mie insicurezze. È possibile o mi sono sbagliata?

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Tragicomico 14 Dicembre 2019 - 9:24

Buongiorno Doriana, Grazie per essere passata dal mio blog e per aver condiviso la tua esperienza con un commento.Mi fa piacere poterti rispondere e condividere alcune riflessioni.
Innanzitutto, è importante sottolineare che la gelosia del tuo partner non è necessariamente un riflesso della tua gelosia verso di lui. Come ben dici, tu stessa ammetti di non aver mai provato gelosia nei suoi confronti.
La gelosia, come ci insegna anche il vocabolario Treccani, è un’emozione complessa che nasce da un timore, spesso infondato, di perdere l’amore o la stima della persona amata a causa di un rivale.
Tuttavia, la gelosia può manifestarsi anche in altri ambiti della vita, non solo nelle relazioni amorose. Pensiamo ad esempio alla gelosia tra fratelli, verso i genitori, o anche in contesti lavorativi o di amicizia.
Riflettere su eventuali esperienze passate di gelosia in altri contesti potrebbe essere un punto di partenza utile per comprendere meglio la radice della gelosia del tuo partner.
Ecco alcune domande che potresti porti: In passato, ho mai vissuto situazioni di gelosia verso fratelli, sorelle, genitori o amici? Ho mai temuto la concorrenza di altri in ambito lavorativo o scolastico? Ho mai avuto paura di perdere un bene materiale o un’occasione importante a causa di altri?
Ecco, allargare la propria cerchia di “gelosie” e forme di attaccamento potrebbe essere il giusto modo per iniziare a individuare una risposta a quello che mi chiedi.

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Marco 20 Dicembre 2019 - 21:47

ti ringrazio per essere arrivato , ora, a questo tuo blog. Proprio oggi ho capito che i difetti che vedo negli altri sono lo specchio dei miei. Ho digitato, nel motore di ricerca “i difetti degli altri sono lo specchio dei nostri” e sono arrivato al tuo blog. Grazie. Non è nemmeno un caso che , dopo aver scritto questo articolo, nel 2014, proprio in questi giorni Doriana abbia commentato. Poi sono arrivato io. Quello che scrivi lo capisco bene, lo sperimento da alcuni anni, ma ho ancora molta strada da fare. Sempre più persone si stanno risvegliando. Mi piace il tuo pseudonimo. La vita è veramente tragicomica. Forse più comica che tragica !! A presto

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Tragicomico 20 Dicembre 2019 - 23:00

Ciao Marco, grazie per essere approdato su questo mio piccolo spazio di divulgazione. Felice per la tua nuova presa di consapevolezza, sarà un bagaglio importante per il tuo proseguo di vita, per conoscere meglio te stesso e capire gli altri. Solo un favore: non fermarti, continua ad essere curioso, cerca, sperimenta, verifica in prima persona, fino a quando sentirai che il vero sta traboccando dentro di te. Riguardo il mio pseudonimo, è una lunga storia, ma hai ragione, la vita è tragicomica e assomiglia molto ad una tragicommedia. Ne approfitto per consigliarti la lettura del mio secondo libro, intitolato “La cattiva abitudine di essere infelici“. Sono certo che potrà aiutarti ad acquisire ulteriore consapevolezza. Grazie e alla prossima!

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Carla Bonotto 30 Marzo 2020 - 13:47

Ecco. Non sono d’accordo. Troppo semplicistico. La strada tracciata dal nostro sentimento_ atteggiamento verso gli altri non è una sola. Certo la teoria dello specchio ne è una ma non l’unica. Ad esempio io rifuggo quelle persone che voglino a tutti i costi conoscere la mia storia o le mie motivazioni. Ed è una questione di intimità, non vi vedo altri motivi.

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Tragicomico 1 Aprile 2020 - 10:54

Ciao Carla, penso di non aver mai detto che ci sia una sola “via”, così come in questo blog ho spiegato spesso e volentieri come le leggi universali siano tante e interconnesse fra loro. Apprezzo la tua critica, ma ci sarebbe molto da approfondire. Buona giornata.

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Sonia 22 Luglio 2023 - 1:07

Forse dietro c’è più un bisogno tuo di riconoscimento

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Susanna 10 Giugno 2020 - 5:59

Salve, sono Susanna, 50 anni. Ci sono persone che “perseguito”, che critico, analizzo, giudico di continuo. Non sopporto chi guadagna molti soldi, chi ha una buona parlantina, chi ha problemi ad esprimere i propri sentimenti, chi si sente vittima… La lista sarebbe lunghissima. Vengo continuamente ferita e infastidita da tante troppe persone. E comincio seriamente a pensare di essere circondata da specchi… È abbastanza inquietante rendersi conto che questi specchi riflettono la tua immagine…
Saluti.
S

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Tragicomico 13 Giugno 2020 - 23:12

E’ inquietante, è vero, soprattutto quando ti rendi conto di come tu possa diventare una calamita nell’attrare un certo tipo di persone, persone che per un motivo o una ragione non riesci a sopportare e ti creano fastidio se non, addirittura, dolore. Talvolta si diventa masochisti, pur di non volgere lo sguardo al proprio interno per indagare.

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Antonilla Esse 14 Giugno 2020 - 11:04

Distinguiamo.
Esempi:
Un figlio, a tavola, si prende un’enorme porzione di cibo, tanto che i suoi due fratelli rimangono affamati;
un contadino coltiva un orto, ma un prepotente gli prende l’ottanta per cento del raccolto;
una persona lascia un bagno sporchissimo.
Non è un riflesso dei miei problemi, sono veri atti di ingiustizia.
In questo caso il “fastidio” certamente non è soggettivo, anzi è molto più che fastidio.
Un bambino di 2 anni viene verbalmente aggredito, o disprezzato ecc.: ha aggressività e disprezzo dentro di sé? Per questo rimane ferito? Mi riferisco a un bambino per valutare meglio la situazione, estremizzando, ma in realtà essere aggrediti fa male quasi a tutti, esclusi i perfetti sapienti . L’aggressione fisica poi, fa male anche ai perfetti.
Per tutto il resto, sono tendenzialmente d’accordo con l’articolo.

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Tragicomico 14 Giugno 2020 - 22:11

Ciao Antonilla, ti ringrazio per il tuo commento sulla Legge dello Specchio. È importante sottolineare che, come tutte le leggi universali, essa non opera in base a giudizi di valore come giusto/sbagliato, buono/cattivo, bello/brutto. La sua azione si svolge a livello simbolico, linguaggio prediletto dal nostro inconscio per recepire messaggi esterni. Jodorowsky, con la sua “psicomagia”, ne offre una spiegazione esemplare.
Tornando agli esempi da te citati, potremmo ipotizzare che la persona in questione stia faticando ad accettare le proprie disattenzioni (evidenziate dal bagno sporco) e che questo atteggiamento si rifletta, in maniera magari inconsapevole, anche in altri ambiti della sua vita, ad esempio sul lavoro, nelle relazioni amorose o nel rapporto con gli immigrati.
Tuttavia, è opportuno precisare che un’analisi approfondita di questo tipo richiederebbe una conoscenza ben più ampia della persona e delle sue dinamiche. Indipendentemente da ciò, una cosa è certa: la Legge dello Specchio agisce inesorabilmente, manifestando nella nostra realtà ciò che vibra interiormente.

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Caterina 17 Giugno 2020 - 10:43

Buongiorno!
Mi chiamo Caterina e sono incappata per caso in questo articolo. Volevo innanzitutto complimentarmi per quanto scritto e riportato, mi ha davvero toccata.
Volevo farti una domanda. Sono anni che seguo corsi di crescita personale e lavoro su me stessa, seppur, dati i risultati, non sempre in modo efficace. Inciampo sempre sullo stesso modus operandi: sono estremamente gelosa del mio partner, malfidata e mi aspetto sempre che chi mi circonda mi lasci sola. Mi creo spesso molte aspettative e quando non vengono soddisfatte mi sento delusa e tradita. Faccio molta difficoltà “nell’allenare” la fiducia. Mi chiedevo se avevi qualche dritta da darmi. Ti ringrazio e buon lavoro.

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Tragicomico 19 Giugno 2020 - 22:19

Ciao Caterina, grazie per i tuoi complimenti. Da quel che si evince, i corsi che frequenti non hanno modificato il tuo stato vibrazionale, nessun salto di ottava e pertanto le situazioni che ti trovi a vivere sono sempre le medesime. Il mio consiglio è di lasciare perdere per un po’ i corsi e iniziare a lavorare su te stessa attraverso piccoli sforzi quotidiani. Ad esempio per una settimana potresti porti l’obiettivo di mettere da parte la gelosia. Osservala con distacco, senza farti travolgere. E la settimana successiva un nuovo obiettivo. Piccoli step che lentamente potrebbero dare i loro primi frutti del lavoro. Ma bisogna essere seri e professionali, proprio come quando si è al lavoro.

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Annina 29 Luglio 2020 - 9:17

Buongiorno Tragicomico,
ho letto con interesse il tuo articolo, da poco mi sto informando sulla proiezione e la “legge dello specchio” per trovare spiegazioni alle mie reazioni, al perchè io mi lasci irretire da determinate persone.. capisco che è da questo che devo partire per risolvere determinate cose dentro di me che non mi fanno stare bene.
Ora avrei bisogno di un chiarimento “pratico”, riporto quindi un esempio personale:
una amica molto vicina a me con la quale per anni abbiamo condiviso tante avventure (vacanze, gruppi di amici, serate universitarie) ha in generale la tendenza a non entrare troppo in profondità nei rapporti.
Negli ultimi mesi, poi, si fa sentire molto meno rispetto a prima anche nel rapporto più “semplice e superficiale”, causa lavoro impegnativo.
La scorsa settimana ci siamo sentite assiduamente un giorno perchè doveva tradurre un testo e doveva chiedere a me.
La sera finisce il lavoro e lo consegna soddisfatta. Solo quando ho chiesto se quindi aveva terminato il lavoro, mi ha fatto sapere che è andato tutto bene e mi ha ringraziato molto. Da allora di nuovo si fa sentire quanto prima, quando ha tempo, neanche chiede come sta andando a me nel lavoro o neanche mi ha chiesto che facessi lo scorso weekend (ho saputo da terzi che domenica è stata ad un pranzo in compagnia, il tempo per due sms in chat lo avrebbe avuto…).
Ho provato inizialmente molto fastidio, quasi una ennesima “delusione”.. ma poi mi sono detta che la conosco, che tendenzialmente ha già fatto così in passato e pure farà così con tutti.. e dopo alcuni anni non posso certo ancora lamentarmi di questo suo modo di fare.
Dal punto di vista della legge dello specchio, però, posso cominciare a imparare tanto su di me.
Sto proiettando le mie insicurezze su di lei, mi sento trascurata e quindi mi arrabbio e mi aspetto tanto da qualcuno di esterno a cui tengo molto, giusto? La paura che lei mi “sostituisca” con un altro fa parte del mio bisogno di essere accettata, perchè dentro di me so bene di avere dei vuoti che risalgono alla mia infanzia. Ammetto che io mi lasci trattare così solo da alcune persone, lei in primis.. nei confronti di altre avrei già lasciato andare da tempo. Sicuramente tocca “corde” dentro di me che alimentano la mia “dipendenza affettiva”.
E ora, piuttosto, dimmi se è giusto questo: così come io proietto su di lei queste mie ombre interiori, anche lei starebbe proiettando su di me le sue?
Mi trascura perchè non è capace di avere empatia per l’altro, presa come è da sè stessa? Si rifugia nell’essere “sfuggente” per non entrare in profondità del rapporto?
Intanto è un dato di fatto che si faccia sentire quando ha bisogno, che sia egoista e indifferente al mio stato d’animo (dal momento che in passato le avevo già fatto notare che mi ferisse questo suo comportamento e questo suo egocentrismo me lo ha segnalato anche un’altra amica comune, che da tempo ha deciso di non curare più il rapporto con lei)..
se io devo guardarmi dentro per capire le mie reazioni negative, per risolvere le mie ferite interiori e imparare tanto di me, posso anche procedere nel “dirmi” che anche l’altra persona ha le sue ombre che rispecchia su di me? Se sì, in qualche modo posso “anticipare” le mosse e imparare meglio a capire chi ho davanti e risparmiarmi nuove delusioni?
Grazie per l’attenzione e ogni piccolo prezioso consiglio, se hai materiale da segnalarmi per approfondire la questione lo accetto volentieri.

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Tragicomico 1 Agosto 2020 - 23:27

Ciao Annina, partiamo da un presupposto fondamentale: la legge dello specchio non è dotata di volontà propria, nel senso che non decide lei cosa è giusto e cosa sia sbagliato. Questa legge funziona, diciamo, in automatico, così come la legge di gravità non si chiede se, buttandoti dal balcone di casa ti farai tanto male. Giù ci arrivi comunque, e non sarà piacevole. Lo stesso accade per la legge dello specchio, solo che funziona in base a quelle che possiamo definire delle frequenze vibratorie. Il simile attrae il simile – o condizioni simili – per specchiarsi. Nel tuo caso vedo un gioco di egoismi, da parte sua. Sua, nel volersi approfittare delle tua presenza solo nei momenti a lei graditi, tua nel voler a tutti i costi la certezza della sua presenza, onde evitare che certi vuoti possano ripetersi. Quindi il messaggio che traspare è evidente: non hai ancora accettato questi tuoi vuoti che ti spingono verso una direzione egoica che, però, non ha nulla a che vedere col sano egoismo. È un egoismo condizionato, “siamo amici a condizione che…” e questo a mio avviso e mio modo di vedere, non potrà che portare nella tua vita situazioni di questo genere, dove dall’altra parte c’è una controparte egoica pronta a mettere a dura prova le tue ferite non ancora cicatrizzate. Per quanto riguarda lei, non so quanto tu possa essere il suo specchio, perché bisognerebbe capire se prova o meno fastidio. È il fastidio il vero campanello d’allarme, la spia che evidenzia che qualcosa si sta specchiando e non è qualcosa di piacevole. Per quanto riguarda il materiale da segnalarti, ti consiglio una lettura interessante: “I 7 passi del perdono” di Daniel Lumera, al suo interno tratta anche la legge dello specchio. E grazie per essere passata da qui a leggermi.

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Annina 8 Agosto 2020 - 23:18

Grazie a te, rifletterò sulle tue parole!
“Quindi il messaggio che traspare è evidente: non hai ancora accettato questi tuoi vuoti che ti spingono verso una direzione egoica che, però, non ha nulla a che vedere col sano egoismo.”: mi sai spiegare, “for dummies”, qual è il sano egoismo?

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Tragicomico 10 Agosto 2020 - 18:52

In questo mio articolo parlo del sano egoismo –> https://www.tragicomico.it/sano-egoismo-esiste-vivere-meglio/ .. e ne parlo anche nel mio libro “Schiavi del Tempo” 😉

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Barbara Orrù 31 Agosto 2020 - 14:48

Grazie per questo articolo, ho notato proprio ultimamente di infastidirmi particolarmente per alcuni comportamenti di altre persone legate alla disattenzione, approssimazione o faciloneria anche nell’eseguire le piccole cose quotidiane al punto che ho iniziato ad osservarmi. M infastidiscono perchè vorrei il controllo e portarle a termine come penso io o non accetto in me la superficialità?
Grazie è uno spunto per iniziare a lavorare

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Tragicomico 31 Agosto 2020 - 17:55

L’auto-osservazione è un punto di partenza fondamentale per prendere consapevolezza di certi fastidi che nascono dall’interno. Per come descrivi la situazione, la legge dello specchio richiama in te l’eccessivo controllo e la mania di perfezione che, come puoi notare, creano al tuo interno più fastidio che utile. Forse in certe occasioni dovresti provare ad essere “più leggera”.

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Daniela 13 Dicembre 2020 - 20:39

Grazie, Tragicomico. Ho molto apprezzato il tuo articolo ed in generale il tuo approccio.
Concordo su tutto quello che hai scritto. Avrei però bisogno di un chiarimento. Una volta acquisita la consapevolezza, bisogna accettare e perdonarsi. E poi? La “guarigione” avviene “naturalmente”? Mi spiego meglio. Ho constatato che se analizzo troppo, perdo il contatto con la vera me. E allora mi chiedevo come poter “guarire” certi aspetti senza perdermi nella mente che inganna. Grazie per la tua attenzione.

Rispondi
Tragicomico 14 Dicembre 2020 - 17:33

Ciao Daniela, grazie per essere approdata qui, per avermi letto e per aver apprezzato il mio testo. La guarigione avviene attraverso il lavoro su di sé, è chiaro che la consapevolezza e il perdonarsi siano semplicemente dei primi step, ma già molto importanti. La legge dello specchio serve proprio per acquisire questa consapevolezza, proprio come quando ci troviamo davanti ad uno specchio e scopriamo qualcosa di noi che non ci piace nell’aspetto fisico. Non ha senso piangersi addosso, ma c’è da lavorare per migliorare quell’aspetto. Allo stesso modo vale per la nostra parte interna, ciò che non ti piace di te stessa può essere modellato, abbattuto, ricostruito, ma deve esserci un lavoro che è svolto anche con la mente, in presenza, ma soprattutto col cuore, con la volontà, giorno dopo giorno. E’ questo che viene insegnato negli ambienti esoterici, in particolare in quelli che trattano l’alchimia trasformativa.

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Donatella 14 Maggio 2022 - 0:06

Ma se la persona in questione con la quale mi sono rapportata ,non mi avesse lasciato del FASTIDIO, in questa conoscenza e relazione ,che sembrava dovesse essere amicale,e difatto così è rimasta ma ho dovuto interrompere perchè mi stava portando a moltissima confusione per atteggiamenti strani ambigui e poca trasparenza ,dovrei allora pensare che sono io poco trasparente ambigua e confusa?

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Tragicomico 14 Maggio 2022 - 17:18

Ciao Donatella, le sensazioni da te provate evocano il fatto che su certi aspetti in te vige ancora poca chiarezza, forse noti ambiguità perché anche tu ti trovi dinanzi ad un bivio. Saluti.

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