I Tarocchi Sono Uno Strumento Evolutivo

Tragicomico
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I Tarocchi sono una sofisticata macchina filosofica e psicologica, uno strumento di crescita personale capace di offrire la giusta segnaletica in quell’immenso viaggio evolutivo che è la vita. Simboli, numeri, archetipi, volti, gesti, colori, personaggi che guidano il consultante verso la conoscenza del proprio lato inconscio, per portare alla luce ciò che è nascosto e mostrare la direzione intrapresa, i blocchi in atto, per creare la giusta consapevolezza e favorire l’emergere del proprio intuito interiore.

I Tarocchi non hanno nulla a che fare con la divinazione, per il semplice fatto che il futuro non si predice, ma si crea. Si crea in quel momento prezioso, unico e irripetibile che è il proprio presente. Ma posso capire la difficoltà nel vedere i Tarocchi come uno strumento evolutivo visto che, soprattutto negli ultimi decenni, sono stati proposti nella loro forma “deviata” di lettura del futuro, attraverso quella pratica di dubbia affidabilità definita come cartomanzia.

Ma la materia che studia i Tarocchi è la tarologia e non certo la cartomanzia che, appunto, ha preso piede verso la fine del ‘700 per esplodere nella nostra età contemporanea. La tarologia è ben altra cosa. Nessuna arte divinatoria, si tratta di una lettura filosofica, esoterica e psicologica del mazzo dei Tarocchi. Quindi ha a che fare con l’introspezione per avere immagini simboliche e traducibili dell’inconscio, in modo da prendere decisioni in maniera più consapevole e, allo stesso tempo, per fare chiarezza nella mente e offrire linfa al proprio spirito. I Tarocchi sono utili per far emergere dal profondo le motivazioni di un pensiero, ma anche di un comportamento, in modo da approfondire la conoscenza di se stessi.

Ecco perché sostengo che i Tarocchi sono uno strumento evolutivo e di crescita personale, perché attraverso di essi si può esaminare l’aspetto quotidiano e personale del consultante, sondare il suo lato spirituale ed energetico e portare alla luce un dialogo interiore fin troppo assopito.
Carl Gustav Jung nel suo libro “Gli archetipi dell’inconscio collettivo” scrive: «L’incontro con sé stessi è una delle esperienze più sgradevoli, alle quali si sfugge proiettando tutto ciò che è negativo sul mondo circostante. Chi è in condizione di vedere la propria Ombra e di sopportarne la conoscenza ha già assolto una piccola parte del compito.»
E ancora: «C’è sincronicità fra il nostro stato d’animo e la figura dei Tarocchi che appare e, al di là delle parole, ci pone in un ascolto totale che tocca il corpo, passa per la pancia, il cuore, la testa divenendo poi pensiero ed azione.»

I Tarocchi diventano così un elemento proiettivo, una proiezione del proprio lato ombra che si rivela attraverso le figure degli Arcani, termine che deriva dal latino arcanus, ossia “nascosto, che nasconde”. Le carte sono il portale che ci permette di “vedere”, ma non nel futuro, bensì nei labirinti del profondo, lì dove risiede la parte più autentica di noi stessi, l’inconscio, quella parte che ogni giorno “lavora” per creare e attrarre un certo tipo di futuro. Ed è soltanto intervenendo su quella parte che il futuro potrà essere costruito diversamente, assegnando una direzione differente al nostro destino. Riuscite a percepirla, adesso, la differenza fra predire il futuro e costruire il futuro?

Nella tarologia le carte non assumono mai un significato fisso, la lettura dei Tarocchi è dinamica, non è frutto di un pensiero strettamente razionale, gli Arcani sono degli attivatori di energia psichica, portano a galla ciò che è latente, quella conoscenza interiore non accessibile alla parte conscia. Motivo per cui una lettura non è mai profetica, nessuna sentenza, si tratta invece di un’esposizione creativa, poetica e terapeutica che offre la possibilità di sondare l’insondabile.

La storia dei Tarocchi viene da molto lontano, eppure nessuno sa con certezza chi, come e quando abbia creato questo strumento evolutivo così sofisticato fatto di 78 carte (22 Arcani Maggiori e 56 Arcani Minori). Alejandro Jodorowsky nel suo libro “La Via dei Tarocchi” definisce i Tarocchi stessi come «la cosa più semplice e più grande che il genio umano abbia mai concepito.»
È probabile che in un passato di stampo umanistico-rinascimentale, un gruppo di uomini e donne di grande saggezza, abbia deciso di depositare e tramandare la loro conoscenza occulta attraverso delle raffigurazioni, per preservarla e tenerla nascosta in un periodo dove chi “sapeva” camminava sul baratro dell’eresia.
Così i Tarocchi sono diventati per secoli “un gioco” da tramandare di generazione in generazione, sono diventati dei mazzi di carte che hanno girato tutta l’Europa e non solo, prima che il loro uso si diffondesse a scopo divinatorio.

Ma proprio per la loro natura esoterica e misteriosofica, i Tarocchi non potranno mai essere soltanto un gioco e tantomeno un elemento di predizione. C’è in ballo molto di più. I tarocchi sono una vera e propria macchina filosofica e psicologica che offre rivelazioni su tutto ciò che esiste, tant’è vero che il famoso esoterista francese Eliphas Levi nel suo libro “Dogma e rituale dell’alta magia” scrive: «Una persona imprigionata, senza alcun strumento se non quello dei Tarocchi, se sapesse come adoperarlo, potrebbe acquisire in pochi anni una conoscenza universale che lo metterebbe in grado di parlare di ogni argomento con incomparabile sapienza e irresistibile eloquenza».

Ecco perché definisco i Tarocchi come uno strumento, una macchina, al pari di un computer ad esempio. Soltanto che il computer elabora, mentre i Tarocchi rivelano, parlano un linguaggio antico, simbolico, che l’inconscio è in grado di comprendere e con il quale interagisce, in quanto gli archetipi richiamati dagli Arcani rimandano a strutture psichiche universali. Un linguaggio universale, probabilmente è questa l’immensità dei Tarocchi e ognuno di noi può usarli e consultarli per accedere al proprio regno del possibile, per conoscersi e per muoversi in quella selva oscura che è la nostra esistenza.

Tragicomico

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4 commenti

Marco 5 Luglio 2023 - 23:50

Mi sono goduto fino all’ultima parola il tuo articolo, mi risuona tutto e chiaro ed, essendo appassionati di tarocchi ( soprattutto di Arcani maggiori ) prendo atto di ciò che dici, perché mi aiuta ad ampliare la conoscenza attorno a me stesso e i sopracitati!
Grazie, grazie grazie

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Tragicomico 6 Luglio 2023 - 8:13

Grazie Marco, accolgo con enorme piacere le tue parole, con l’augurio che il mio scritto possa incentivare ulteriormente la tua passione affinché diventi una missione.
Un caro saluto e buona vita.

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Federica 16 Luglio 2023 - 10:12

Non avrei saputo usare parole più adatte a rendere il valore di questo strumento meraviglioso e profondo.
Grazie

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Tragicomico 17 Luglio 2023 - 9:23

Sei gentilissima Federica, grazie per aver ribadito quanto sia meraviglioso e profondo lo strumento dei Tarocchi. Spero di averti ancora come lettrice, a presto!

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