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Il Principio Della Rana Bollita (di Noam Chomsky)

Tragicomico
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Il principio della rana bollita è un principio metaforico raccontato dal filosofo, e anarchico statunitense Noam Chomsky, per descrivere una pessima capacità dell’essere umano (zombie) moderno: ovvero la capacità di adattarsi a situazioni spiacevoli e deleterie senza reagire, se non quando ormai è troppo tardi. Viviamo, infatti, in una società nella quale il popolo è letteralmente schiacciato dall’economia, dalla politica, dai media, e accetta passivamente il degrado, le vessazioni, la scomparsa dei valori e dell’etica che derivano da questo continuo subire, in silenzio, senza mai reagire.
Questo principio può essere, tuttavia, calato in realtà diverse tra loro e ad esempio può essere usato per descrivere il comportamento delle persone inerti, immobili, remissive, rinunciatarie, noncuranti, che si deresponsabilizzano di fronte alle scelte quotidiane di vita. Ma vediamo cosa racconta questo principio della rana bollita:

Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana. Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare. La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa. L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce – semplicemente – morta bollita. Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell’acqua a 50° avrebbe dato un forte colpo di zampa, sarebbe balzata subito fuori dal pentolone.” Tratto dal libro “Media e Potere” di Noam Chomsky

In verità il fenomeno della rana bollita risale ad una ricerca condotta dal “John Hopkins University” nel lontano 1882. Durante un esperimento, alcuni ricercatori americani notarono che lanciando una rana in una pentola di acqua bollente, questa inevitabilmente saltava fuori per trarsi in salvo. Al contrario, mettendo la rana in una pentola di acqua fredda e riscaldando la pentola lentamente ma in modo costante, la rana finiva inevitabilmente bollita.

Questo principio viene applicato quotidianamente nella società moderna attraverso delle subdole tecniche di manipolazione di massa e delle coscienze. Tecniche travestite da “benessere”, apparentemente a favore dell’umanità, come il vivere meglio, la salute, il prolungamento della vita, sempre più prodotti, più servizi, progresso, tecnologia, nuove morali, ma dove ci sta portando tutto questo?

“L’obiettivo è rendere la massa inoffensiva, talmente anestetizzata e confusa
da non rendersi nemmeno conto della gabbia in cui è rinchiusa. 
Siamo rane messe a bollire dentro un pentolone a fuoco lento,
siamo bravi soldatini che marciano sincroni senza sapere dove stanno andando,
né tanto meno perché.”
Dal mio libroSchiavi del Tempo

In verità il principio della rana bollita ci dimostra che quando un cambiamento si effettua in maniera sufficientemente lenta, da diventare pertanto invisibile, sfugge alla coscienza e non suscita, per la maggior parte dell’umanità, nessuna reazione, nessuna opposizione, nessuna rivolta. Questo accade perché il permanente ingozzamento di informazioni da parte dei media satura i cervelli che non riescono più a discernere, quindi a pensare con la loro testa, e diventano alienati di un sistema che li governa a proprio piacimento.

Ci persone che credono ancora che questa crisi economica, politica e sociale, sia momentanea e non strutturale, ci sono persone che sperano ancora che le soluzioni arrivino dall’alto, convinti che nel frattempo possono tranquillamente lasciarsi avvolgere dal comfort della vita quotidiana. Un po’ come la rana apprezzava il momento in cui l’acqua si riscaldava pian piano. La verità è che queste persone sono già mezze bollite, sono i dormienti, i zombi di questa società. La loro fine sarà identica a quella della rana bollita. Bisogna saltare! E badate bene, non si tratta di fuggire, ma di affrontare la situazione ed esaminare le possibili soluzioni, prima che sia troppo tardi.

Se guardiamo ciò che succede nella nostra società da alcuni decenni, ci accorgiamo che stiamo subendo una lenta deriva alla quale ci abituiamo. Un sacco di cose, che ci avrebbero fatto orrore 20, 30 o 40 anni fa, a poco a poco sono diventate banali, edulcorate e – oggi – ci disturbano solo leggermente o lasciano decisamente indifferenti la gran parte delle persone. In nome del progresso e della scienza, i peggiori attentati alle libertà individuali, alla dignità della persona, all’integrità della natura, alla bellezza ed alla felicità di vivere, si effettuano lentamente ed inesorabilmente con la complicità costante delle vittime, ignoranti o sprovvedute.Noam Chomsky

Tragicomico

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Fulvia Tresoldi 6 Novembre 2019 - 15:48

Chomsky non poteva trovare una similitudine cosi efficace. Cari signori,è questa la fine che ci aspetta;se non saltiamo fuori dal pentolone diventeremo tutti delle vere RANE BOLLITE!!!!

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Tragicomico 6 Novembre 2019 - 16:56

Molti sono diventati già da un bel po’ delle rane bollite ormai inermi, già morte. Per qualcun altro c’è ancora speranza e pochi, pochissimi, ce l’hanno fatta.

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Francisco Couto 14 Maggio 2020 - 17:46

You should remember that if you don’t wanna be like the boiled frog…. Things become unacceptable like happened to me. So if I choose to go against the current of all the people’s l got all wrong against me…. am not Chomsky, am freaking trivial person….. almost homeless….. and fuck all the way…… I have being sacrefice for some reason where I’m not getting nothing at all and just for that…. I don’t get it why…

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liliana valenti 7 Novembre 2019 - 17:59

Non si sfugge all’acqua tiepida che lentamente diventa sempre più calda.
Chi pensa di avercela fatta, farebbe bene a stare all’erta perchè l’acqua, astuta,
si profuma e si colora ogni giorno un pò di più cercando il punto debole, e ti FREGA.
E solo questione di tempo.

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Tragicomico 7 Novembre 2019 - 18:40

Fuori dal pentolone non c’è acqua, c’è vita… quella nel pentolone scompare con l’innalzarsi della temperatura dell’acqua. Saltare equivale a tuffarsi nella vita.

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Franco Agresti 8 Novembre 2019 - 19:03

Spesso i pentoloni, dove si mette l’acqua a bollire, hanno il coperchio… e per togliere il coperchio occorre la forza e l’intelligenza della maggioranza Delle rane. Ritorna di estrema attualità il monito gramsciano: “Unitevi perché abbiamo bisogno di tutta la vostra forza, Istruitevi perché abbiamo bisogno di tutta la vostra intelligenza!”

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Tragicomico 8 Novembre 2019 - 22:26

Punto di vista condivisibile. Quando si rema tutti nella stessa direzione, con intelligenza e astuzia, è possibile sovvertire alcune manifestazioni del potere. La difficoltà maggiore, in questi casi, è mettere tutti d’accordo e cercare di far capire che la libertà ha lo stesso valore e sapore per chiunque.

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Francesco Foglia 28 Aprile 2020 - 8:55

A volte penso di mollare tutto, andare via dalla città, fare ciò che mi piace ma poi mi domando,se salto fuori da questa tiepida pentola e sicuramente sarà un volo doloroso ,chi penserà ai miei figli, al mio futuro, non più certo o perlomeno insicuro, chi si preoccuperà di me ,dei miei nipoti e di chi mi è vicino.
Li faccio saltare con me ,e poi …
E da tempo che porto il paragone di Marco Antonio o di Giulio Cesare ,che per vivere nel lusso e al potere hanno chiesto tasse ai nostri avi facendoli lavorare e sottomettendoli alle loro leggi .
Da allora ad oggi sono cambiati i personaggi ma ,il meccanismo e sempre il medesimo ce la pentola e ci sono le rane .
Purtroppo il mondo non cambierà, mi auguro solo che qualcuno si svegli e inizi a vivere la propria vita senza calpestare i diritti degli altri .
E che in futuro si capisca che l’individuo vada rispettato e anche la terra , perché non si può pensare di andare avanti così.
Ci hanno fatto credere che tutto sta nel benessere e che ogni mezzo e valido per ottenerlo ma e ora, di saltare e lasciare l’acqua tiepida per non finire bolliti?
Non so l’aneddoto della rana o l’esperimento, lo trovo riduttivo, sicuramente può aiutarci a capire che siamo solo dei soldatini comandati dall’alto ma l’uomo da solo non salta a meno che l’acqua e già bollente.

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Tragicomico 29 Aprile 2020 - 18:27

Capisco i tuoi timori Francesco, ma se tutti la pensassero in questo modo, nessuno salterebbe e di conseguenza nessun esempio verrebbe dato. Saltare è in sé un atto rivoluzionario, come saltare una barricata, un muro, una recinzione e scappare, fuggire, verso un mondo ignoto ma con nuovi orizzonti. Ovviamente bisogna accettare tutti i rischi del caso, rischi che, comunque, è bene dirlo, si moltiplicano rimanendo nel pentolone a bollire.

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Roberto Agosteo 21 Gennaio 2020 - 22:01

Il potere, purtroppo, ha già capito da tempo, che contro queste rane che potrebbero saltare ma non saltano, è stato sufficiente renderle schiave di stipendi da fame con delocalizzazioni e chiusure di aziende seppur floride. E comunque, in vista di possibili salti, che ovviamente per chi comanda, non sarebbero indolori, è già stata creata una task force europea…Eurogenfor! Documentatevi, purtroppo.
Se si vuole saltare, al momento, bisogna avere la coscienza che il salto non sarà indolore e dovrà essere obbligatoriamente abbastanza potente e cinico. Per chiunque.

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Tragicomico 21 Gennaio 2020 - 23:19

Pienamente d’accordo quando dici che non sarà un salto indolore. Ma è meglio il dolore o la morte certa? Purtroppo nella realtà in cui ci troviamo nulla cade dal cielo, le cose devi andartele a prendere, talvolta strapparle o conquistarle… libertà compresa. Non sarà facile, ma è dovere di chiunque provarci.

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Roberto Agosteo 24 Gennaio 2020 - 17:17

Condivido pienamente il dolore. Rimane aperta la questione comunque…”nessuna rivoluzione ha mai avuto capi ottantenni” . Non sono parole mie.
Le generazioni odierne sono già state assimilate da parte di quel tipo di potere, con l’uso appunto dei social, fortemente disgreganti proprio in termini di socialità, e dall’uso idiota che ne fanno tramite l’altro prodotto volutamente divisivo delle masse, che è il cellulare. Finiscono addirittura sotto le auto sulle strisce pedonali, tanto sono diventati imbelli. Ciò che il Sistema apprezza! Sono già state istituite ulteriori regolamentazioni in merito con adeguate sanzioni. Aveva ragione Focault, nella sua “Società punitiva”.
E non dimentichiamo che, sconosciuto ai più, per ben tre volte negli anni scorsi, la Germania aveva proposto nel suo parlamento, volutamente minuscolo,di schedare TUTTI quelli che non erano iscritti a un qualche social, perchè era certo che chi non si iscrive ad un social qualsiasi, come me, abbia qualcosa da nascondere. Parto da mentalità tipicamente tedesca.
E su questo ne abbamo di corollari da sviluppare, volendo…moderna Inquisizione permettendo.

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Tragicomico 26 Gennaio 2020 - 23:06

Sul fatto che siamo tutti “sotto controllo” non ci piove, e nemmeno al riguardo dell’obnubilamento tecnologico. Ne parlo anche nel mio libro “Schiavi del Tempo“. Su questo sono d’accordo con quanto dichiari, ma resta il fatto che per come la vedo io, non esiste motivo per cui dovrei rassegnarmi a non saltare fuori dal pentolone.

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Roberto Agosteo 4 Febbraio 2020 - 22:04

…guarda, io da sempre, fin da bambino, sono stato un ribelle a istituzioni, regole, diktat di qualsiasi genere e leggi varie che, secondo il mio personale parere, non mi si attagliavano al mio modo di vivere. Ho sempre contrastato il sistema esistente nel modo più pesante che potessi, violando tutto il violabile, entro certi limiti anche pesanti comunque, e ho pure cercato di spiegare ad altri quello che, giustamente, anche tu dici. Tempo e parole buttate al vento, perché il mio e tuo tempo, impiegato per fare un qualcosa che sa di pseudo proselitismo, rimane una goccia nel mare. Di fronte al beneficio immediato contro una possibile sconfitta o lotta, volta ad ottenere ciò che si vuole, la maggioranza decide per l’immediato. Di questo comportamento abbiamo spiegazioni esaurienti da parte di Noam Chomsky ne “Le dieci leggi del potere”. Eppure quando ne parli, molto pochi conoscono sia l’autore che il contenuto…e non stiamo parlando di una nullità. Ci vorrebbe qualcosa di tremendo, tipo la Coronavirus attuale in scala maggiore di quanto sta succedendo per, forse, smuovere le maggioranze ad agire, sulla spinta di privazioni che oggi vengono considerate inderogabili, purtroppo, mentre invece sono solo un inutile fardello imposto. Ricordati il famoso detto ” Nasci, produci, consuma, crepa”, che rende benissimo l’idea. Quindi io continuerò a saltare fuori dalla pentola come ho sempre fatto ma, purtroppo, sarà sempre e solamente una vittoria di Pirro…magra consolazione! E mondo di imbelli, purtroppo anche ciò. Dieci anni fa ho comprato una moto tedesca, considerata l’eccellenza e il top, per scoprire che altro non era che un catorcio dei peggiori, confezionato molto bene, ad uso di chi vuole uno status symbol, secondo me. Ebbene, nella mia cerchia di amicizie, il fatto che io abbia giurato di non sedermici più su tale porcheria, privilegiando una marca giapponese, che dopo dieci anni e oltre centomila km, non mi ha mai tradito, fa comunque di me, un soggetto equiparato al famoso tipo che si evira per fare dispetto alla moglie. E la massa continua a comprare tale brand del menga. Parere personale, ovviamente, ma…
Tira le tue conclusioni sui comportamenti, anche se evito di tediarti con le disavventure avute con tale ferraglia, non essendo questo il luogo opportuno.

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Tragicomico 5 Febbraio 2020 - 17:51

Siamo molto lontani da una presa di consapevolezza corale e unificata. Molto lontani. Lo so e nel mio piccolo non ho mai nemmeno sperato che questo potesse accedere. Almeno non adesso. Sarebbe solo illusione, una visione distopica di un dramma reale. Senza consapevolezza nessuna via d’uscita può essere creata o immaginata. Saranno in pochi a destreggiarsi nel bel mezzo di questo vortice distraente divenuto l’habitus quotidiano. Però, come si suol dire.. meglio pochi che niente. Magra consolazione?

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Roberto Agosteo 6 Febbraio 2020 - 1:00

No, non è poco! Solo che bisogna stare molto attenti, in quanto il sistema utilizza molti mezzi per proteggersi. Per esempio, pure qui potrebbero esserci lettori che spiano in incognito e portano acqua al mulino del medesimo. E non potrai mai saperlo. Quindi se qualcosa è da dire per infrangere regole o sistema, diventa necessaria la conoscenza diretta e parlarne de visu. Ho avuto già qualche esperienza in gioventù e mi è bastata, quindi tutto ciò che ho fatto e faccio contro questo sistema, lo trasmetto solo con il passa parola e a persone che ho già valutato essere come me e nelle mie quasi identiche condizioni di vita. Hai voglia a scoprirmi. Mi faccio di quelle risate…

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Umberto Battilani 20 Febbraio 2020 - 11:06

Ma l’alternativa all’accettazione delle cose che non sei in grado di modificare quale sarebbe? E’ facile parlare in teoria e fare gli antisistema standosene in salotto a digitare su una tastiera. E non si può dimenticare che la tecnologia è uno dei frutti (per me mirabili) di questo sistema.

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Tragicomico 20 Febbraio 2020 - 22:49

Umberto qui ui non si tratta di fare dell’antisistema, si tratta di capire cosa fare della propria vita. Morire bolliti o provare a saltare? E sia chiaro, non lo dico io, è un pensiero diffuso e condiviso tra quasi tutti i sociologi contemporanei e non, da Chomsky a Bauman, da Fromm a Weber. Il mio scopo è quello di portare alla luce questa consapevolezza, mentre non credo di essere la persona giusta per fornire ricette magiche. Del resto la rete è piena di “guru” che ti dicono cosa fare o cosa non fare.

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Roberto Agosteo 21 Febbraio 2020 - 1:57

A Umberto…non me la prendo per la tua definizione che mi qualifica tastierista da salotto. A me, di essere o meno un leone da tastiera importa poco e della definizione che ne hai dato , di sicuro benevolmente nei miei confronti, ancora meno. Contro il sistema le alternative sono molteplici e di sicuro non le vengo ad esporre su di un forum. Pensavo di essere stato chiaro nel esprimere il mio pensiero…su di un forum, pubblico per giunta, non elenco di certo tutto ciò che io faccio da tempo contro il sistema stesso.Sono nato ribelle, quindi… O conosco de visu oppure non mi preoccupo di divulgare rischiando di autocastrarmi. Per quel che ne concerne, analogamente al tuo considerarmi antisistema da salotto, non me ne volere, tu stesso potresti essere uno di quelli che sono all’ascolto e vanno a riferire. Non sarà di certo così, ma che io scriva, ingenuamente e in modo tanto plateale, tali cose, scordiamocelo pure. Forse, proprio per questo motivo, comune a chi conosco, la ribellione rimane piuttosto confinata e di piccolo cabotaggio. Diciamo che, avendone avuto prove, siccome il sistema dimostra a piè sospinto e ad ogni momento, la sua nefasta potenza e ferocia nei confronti dell’individuo ribelle, per quanto mi riguarda la lotta personale diventa inevitabilmente egoistica, individuale e non comunitaria. I miei successi rimangono strettamente personali e ogni tanto, li divulgo a individui che rientrano nella cerchia delle amicizie consolidate e di cui posso essere sicuro. Quando ciò succede, con il tempo poi, mi viene data conferma del funzionamento di tali attività in modo positivo anche da parte di chi ho informato che mi ringrazia. Ed è per lo stesso motivo che la riscossa, se mai vi sarà, sarà un fatto lungo, molto lungo e non scevro da imprevisti. Mi spiace. Poi, la tecnologia come giustamente tu dici è veramente mirabile, ma non dimentichiamo che buona parte di molte iniziative che scoperchiano pentole maledette sono messe in pratica, in questo campo, porpiro da Hacker informatici, che siano benedetti quelli di alto livello…e come vengono ricompensati, generalmente? Ci siamo già scordati di Assange? Quanti conoscono in profondità l’ingegneria sociale? Chi è al corrente del blitz tedesco di Novembre scorso, con tanto di teste di cuoio, nella cittadina di Traben-Trarbach contro un bunker sotterraneo dotato di oltre duemila server fisici dove risiedeva un Bullettproof Hosting a prova di bomba? Il Sistema li qualifica criminali in quanto giocano contro il Sistema, mentre poi fornisce legalmente strumenti come il Cloud di cui nessuno ha la certezza di chi ci maneggi dentro oppure invade il mondo di casa nostra, non di sicuro la mia, di apparecchi come Alexa, che registrano tutto quello che si dice e non si sa come operino in profondità. Da
entità governative che addirittura stanno già abbandonando il riconoscimento facciale a favore del Galvanic coupling, allo studio, per scannerizzarci tramite l’ecg cardiaco, dobbiamo aspettarci ben poco a favore nostro, come poveri mortali. Se poi andiamo in rete a leggerci i dieci comandamenti del Georgia Guidestones a favore del NWO abbiamo ben altro di cui preoccuparci, quindi…

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Bruno Borghi 28 Marzo 2020 - 5:41

Care rane bollite ,
Tutto quanto avete scritto e detto e ‘ tutto spudoratamente giusto , ma , permettermi di ricordarvi , che mentre avete fatto tutti questi ottimi ragionamenti e ‘ passato del tempo e la temperatura dell ‘acqua e ‘ aumentata di più . Nel frattempo la disperazydella popolazione è aumentata , così la fame , la mancanza di un lavoro , la mancanza di denari per sopravvivere. Mentre tutto cercano di reagire , come può , a questo disastro , sono sicuro che , chi sta fuori dalla pentola , ora abbasserà leggermente il gas , dando L illusione di rendere più confortevole la temperatura è così , ancora fare in modo , che tutte le rane volenti o non volenti , rimangano ancora intrappolate nel pentolone . Ne riparleremo ancora , ma sempre dall interno del pentolone. Vedrete …

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Denis Ghirardello 14 Aprile 2020 - 20:28

Dystopian societies have been described many times and the inevitability of a technocratic world is getting nearer and nearer to the point that any crises (economic or health related)brings with it a “necessary” reduction of our freedom to the point that most likely the next generations will be following protocols implemented according to best practices of course for our own good. Lexicon used will change too. So welcome to the New Brave World ……a way of of it ? Maybe start saying No

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Tragicomico 19 Aprile 2020 - 19:06

Thanks Denis for your comment. I believe you are right, we are slowly approaching new forms of restriction on personal freedom. A new prison, even more rude. And we … even happier to be controlled.

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maria grazia melia 17 Aprile 2020 - 14:01

‘Signore concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare Il coraggio di cambiare quelle che posso La saggezza per conoscere la differenza’ Questa bella preghiera ha accompagnato molte delle mie notti La rana purtroppo non può conoscerla ma l’uomo può metterla in pratica

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Roberto 22 Aprile 2020 - 11:02

Metafora molto interessante, ma forse oggi moltissimi vogliono finire bolliti
Il prendere una posizione e difenderla è diventato troppo faticoso e allora basta lamentarsi e lasciarsi bollire

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Tragicomico 22 Aprile 2020 - 21:45

Sono d’accordo Roberto, una rassegnazione inconsapevole aleggia nelle menti del popolo gregge.

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Adriano Amatucci 29 Aprile 2020 - 14:28

Ho tentato negli anni ’80 di fare qualcosa. Credo fosse già tardi. Il vil danaro…

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Saul 2 Maggio 2020 - 18:47

Quelle con le distanze, la mascherina e i guanti non sono manifestazioni di dissenso, sembrano piuttosto la supplica di un abbraccio da una vittima al suo torturatore. “Vi prego fatemi aprire! Metterò il plexiglass, i guanti e le mascherine…farò rispettare le distanze! Si, padrone si,ma fammi lavorare e se no dammi il contentino di 600 euro. Aspetto, si ti aspetto, so che me lo darai, mi fido di te padrone”. Le zebre non vanno in gabbia per paura di morire sotto le fauci di un leone. Miliardi di persone non si mettono su una sedia a rotelle solo perché cadendo ci si può fratturare. Tutti coloro che non si sono posti nemmeno un dubbio che questa situazione sia voluta e manipolata, merita di fare la fine delle rane bollite. Non si raggiunge il passo ultimo della LIBERAZIONE dal potere che ci opprime, senza la consapevolezza che tale potere effettivamente esista, e che non voglia affatto a tutti i costi la nostra salute.

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Tragicomico 3 Maggio 2020 - 18:43

Saul, nella prima parte del tuo commento hai descritto quelli che sono i sintomi della sindrome di Stoccolma. Sono d’accordo sul fatto che questa situazione va affrontata con gli occhi ben aperti perché qualcuno, in maniera subdola, sta tentando di approfittarsene, per alzare ulteriormente la temperatura dell’acqua.

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Dott Sebastiano Giordano 8 Giugno 2020 - 11:28

Hai tutta la mia ammirazione. Putroppo non è facile far ragionare. Non si vuole ragionare e basta. Conviene bollire perchè lo fanno tutti. Se vado contro il sistema, fanno la multa, mi tolgono lo spicciolo dalla tasca, forse è giusto fare prevenzione, sono tutte frasi del popolo e non si rendono conto di ciò che sia la realtà. Combattere non interessa a nessuno piuttosto venderanno cara la loro pelle. a breve quella dei figli con gli obblighi sanitari.

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Antonella 28 Maggio 2020 - 7:43

Saul, sono d’accordo con te. La colpa per la situazione che stiamo vivendo oggi non è dei politici , dei massoni , da chi manovra tutto da dietro le quinte. La colpa è della stupidità della gente. Siamo a fine maggio, c’è un caldo pazzesco durante il giorno e si vede tanta gente con la mascherina pure quando è sola in macchina!! Gente senza un minimo di cervello che ubbidisce ciecamente a tutto quello che dice la tv.
Basta usare un pò il cervello per capire che a questi nostri governanti della salute del popolo,non gliene può fregare di meno. Parlano i fatti : hanno fatto tagli alla sanità, se uno ha bisogno di un esame , tac o altro, si deve prenotare e aspettare diversi mesi oppure mette mano al portafogli e va da un privato a farsi fare la tac o a farsi curare. Hanno fatto venire milioni di clandestini qui in Italia senza nessun controllo nè sanitario nè di nessun tipo. Questi hanno portato hiv , malattie da noi debellate tanti anni fa che però al loro Paese ancora esistevano , delinquenza e solo Dio sa cos’altro. E le persone sono ancora convinte che questo governo tiene alla nostra salute???
Come disse qualcuno : ” Ma mi faccia il piacere! “.
Questa del virus altro non è che una scusa bella e buona per limitare ulteriormente la nostra libertà ed instaurare il governo e le leggi che vogliono coloro che da dietro le quinte manovra il tutto tramite i nostri politici non eletti da nessuno.
E questo manipolo di gentaglia che comanda tutto avrà buon gioco su di noi perchè la stragrande maggioranza delle persone è stupida, vigliacca. Quello che mi dispiace è che soccomberanno anche le persone intelligenti , che proprio non se lo meritano.

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Alessandro 23 Settembre 2020 - 10:10

Condivido la preoccupazione di Franco Agresti ma ho tuttavia l’impressione che tanto fa anche la paura, c’è il detto «il diavolo fa le pentole ma non i coperchi» proprio perchè a volte basta volerlo e se ne esce …ma il volerlo che è appesantito dalla nostra NON volontà di rischiare. Così infatti la rana resta dentro la pentola a bollire (per paura di andare in peggio).

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Tragicomico 23 Settembre 2020 - 17:21

Sono d’accordo Alessandro, la paura fa parte di questo sporco gioco, perché la paura ti induce a tentennare e a mollare ancor prima di iniziare, di prendere consapevolezza. Paura dell’incertezza, motivo per cui ci vogliono tutti precari, instabili e col mutuo sul groppone.

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Roberto Agosteo 5 Ottobre 2020 - 8:35

Ciò che ha scritto Alessandro è la risposta a tutto. Ricordarsi di quando al processo di Norimberga contro i nazisti, un giudice chiese ad un imputato di alta gerarchia come avessero fatto a convincere un popolo a sottostare a quanto loro facevano e ad averne il consenso. Il gerarca rispose “semplicemente abbiamo utilizzato ciò che ogni persona ha, senza eccezioni…la paura”. Il coronavirus è servito a ciò. Sarebbe bastato non permettere esperimenti segreti sulla modificazione di tali virus. Qualcuno crede ancora che sia una cosa naturale, forse? O che invece sia un virus prodotto dall’uomo con finalità di dominio?
E adesso,a Settembre, stanno già alzando la fiamma sotto il pentolone. Auguri…

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Mattia 14 Novembre 2020 - 14:20

Concetto molto interessante che ho imparato a conoscere nel tempo e che senza dubbio è molto attuale nella società dei giorni nostri. La domanda che sorge spontanea è “cosa intendi in pratica quando ti riferisci metaforicamente al salto della rana fuori dal pentolone?” Grazie

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Tragicomico 15 Novembre 2020 - 12:30

Il salto metaforicamente corrisponde a uno stato di veglia, di coscienza, di presenza e lucidità mentale. Senza questi ingredienti nessuna inversione di tendenza è attuabile e tantomeno immaginabile.

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dig 17 Novembre 2020 - 20:29

rane o topi, il concetto cambia poco…
leggere per credere
http://www.riccardomerendi.altervista.org/

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Tragicomico 18 Novembre 2020 - 16:10

Grazie!

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Pierluigi Spagnoli 21 Novembre 2020 - 1:50

Divide et impera! La politica è lo strumento, fin dal tempo degli antichi romani, attraverso cui i poteri forti creano divisione tra il popolo, arrivando a sfociare nelle guerre convenzionali, come fino ad oggi ci hanno “abituato“ ad accettare. Quella odierna sembra una nuova modalità di guerra, messa in atto a livello globale. Siamo inoltre così malamente “civilizzati” da non riuscire più a concepire una reazione a tutto questo, da non accorgerci che è proprio questa falsa civiltà democratica a creare quel tepore rassicurante e piacevole. Ci hanno così tanto divisi che ci sentiamo soli a combattere una lotta contro il sistema, senza unità popolare. Così soli da rinunciare in partenza a porre resistenza anche se sappiamo di essere in pentola come la rana di Chomsky. Soli perché divisi da un finto benessere, dalla politica becera, dai social network, dai cellulari, dai media e ora anche dal virus. Il sistema vuole farci credere che gli strumenti, in realtà utilizzati per dividerci, siano proprio quelli in grado di unirci. Purtroppo il risultato è che anche le persone in grado di capire, come tanti di noi, rinunciano sottomettendosi al volere del sistema e continuando a garantire allo stesso lo strapotere che, noi stessi, gli attribuiamo. E intanto la temperatura sale e, le rane più intelligenti, cominciano a farsi qualche domanda. Si tratta di capire se vogliamo restare comodi finché non saremo bolliti, oppure se con fatica, rischio e facendoci scaletta l’un l’altro, cominciare ad uscire dalla pentola.

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Tragicomico 22 Novembre 2020 - 18:15

Grazie Pierluigi per questo commento magistrale, in forta risonanza con il mio modo di vedere la realtà. Hai toccato alcuni dei concetti che andrò ad esporre nel mio prossimo libro che parlerà delle conseguenze di questa generalizzazione così diffusa, di una globalizzazione totale del mercato, delle idee, della malattia. Un appiattimento collettivo che ci sta portando vicini alla grande depressione: sempre più soli, sempre più tristi, sempre più bolliti.

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