La Legge Del Tre Di Gurdjieff: Esplorando Il Triangolo Della Creazione

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La Legge del Tre
(o legge delle Tre Forze), elaborata dal filosofo e mistico armeno Georges Ivanovitch Gurdjieff, rappresenta un concetto fondamentale per comprendere la natura della realtà e il funzionamento dell’universo. Essa afferma che ogni fenomeno, evento o processo è il risultato dell’interazione di tre forze distinte e interconnesse. Queste forze, definite come “attiva”, “passiva” e “neutralizzante”, operano in sinergia per generare il cambiamento e la trasformazione. L’importanza della Legge del Tre sta nel fatto che offre una spiegazione su parecchie faccende esistenziali che non possono essere spiegate nella maniera ordinaria, in quanto l’uomo comune di solito pensa che basti una sola forza per far accadere qualcosa, raramente prende in considerazione la seconda forza e mai la terza. Eppure, quando si vuole calcolare il risultato delle proprie azioni, è necessario tener conto di tre forze.

«Secondo la vera, esatta conoscenza, una forza o due forze non possono mai produrre un fenomeno. La presenza di una terza forza è necessaria, perché è unicamente con il suo aiuto che le prime due possono produrre un fenomeno, su qualsiasi piano.»
(G.I. Gurdjieff in “Frammenti di un insegnamento sconosciuto” di P.D. Ouspensky)

Quindi abbiamo la forza attiva (affermazione) che rappresenta l’impulso iniziale, la spinta creativa che vuole dare origine a qualcosa di nuovo. È associata a concetti come l’azione, l’iniziativa, il desiderio e la volontà. La forza passiva (negazione) invece rappresenta la resistenza, l’ostacolo che si contrappone all’affermazione. È associata a concetti come l’inerzia, la passività, la paura e il dubbio. E infine la forza neutralizzante (riconciliatrice), ovvero l’elemento che armonizza le due forze opposte, integrandole in un processo di trasformazione. È associata a concetti come l’equilibrio, la sintesi, la consapevolezza e la comprensione. L’interazione di queste tre forze non è statica, ma dinamica e in continua evoluzione. Il loro rapporto genera un movimento a spirale che porta alla creazione di nuove realtà e alla continua trasformazione dell’esistente.

Badate bene però: le tre forze da sole, ovvero prese singolarmente, non sono in grado di produrre alcun risultato. Anche l’azione di due di esse non è sufficiente a generare una manifestazione. È solo quando le tre forze si uniscono in una triade ed entrano contemporaneamente in relazione le une con le altre che qualcosa può accadere o essere creato.
Riflettendo sulla Legge del Tre di Gurdjieff, ci rendiamo conto di quanto spesso viviamo la nostra vita in modo frammentato e disarmonico. Siamo attratti da forze opposte, lottiamo contro desideri contrastanti e ci troviamo in balia di emozioni fluttuanti. Ed è ciò che sottolinea Ouspensky, uno degli allievi prediletti di Gurdjieff, nel suo libro “La Quarta Via“, quando scrive:

«Supponete di voler studiare qualcosa. Avete un po’ di materiale, nuove idee e così di seguito, tuttavia avete una resistenza a questo studio perché qualche “io” lo vuole e qualche altro “io” no. Essi rappresentano forze attive e passive. Supponete che questo studio produca in voi qualche tipo di emozione; questa emozione funziona come forza neutralizzante e allora potete studiare. Se non si produce l’emozione, quegli “io” che vogliono e quelli che non vogliono continueranno a discutere e non accadrà nulla

La chiave per comprendere la Legge del Tre è imparare a riconoscere le sue dinamiche nella propria vita e utilizzarle per prendere decisioni migliori, risolvere problemi in modo più efficace e vivere in modo più consapevole e creativo.
Immaginate una cassaforte complessa, con una combinazione segreta per aprirla. Questa cassaforte rappresenta l’essenza di qualsiasi fenomeno, processo o situazione che incontriamo nella vita. Per comprenderla a fondo, secondo la Legge del Tre di Gurdjieff, non bastano due elementi, ma ne servono tre, proprio come i numeri necessari per aprire la combinazione.
La prima forza è quella attiva, propulsiva, che dà inizio al processo. È come la forza che spinge a girare la prima cifra della combinazione. Potrebbe essere l’idea iniziale, l’impulso creativo, o l’azione che dà il via a tutto.
La seconda forza è quella resistente, oppositiva, che contrasta la prima. È come la resistenza che si incontra nel girare la rotella della combinazione, che potrebbe incepparsi o richiedere uno sforzo preciso. Rappresenta gli ostacoli, le sfide, le difficoltà che si incontrano lungo il percorso.
La terza forza è quella equilibratrice, armonizzatrice, che permette alle prime due di interagire e generare un risultato. È come il punto di incontro perfetto tra le diverse tensioni della combinazione, che permette di aprire la cassaforte. Rappresenta la saggezza, la consapevolezza e la capacità di mediare tra le forze opposte.

Immaginiamo ancora. Ipotizziamo di voler dimagrire. In questo scenario la forza affermativa è rappresentata dal desiderio di migliorare la propria forma fisica. La forza negativa comprende le tentazioni del cibo, la pigrizia e le difficoltà nel modificare le proprie abitudini. La forza neutralizzante è invece composta da disciplina, forza di volontà e conoscenza dei principi di nutrizione e allenamento. Solo quando queste tre forze si uniscono in modo consapevole si ottiene la combinazione per raggiungere l’obiettivo prefissato.
Comprendiamo bene che la Legge del Tre di Gurdjieff ci offre uno strumento prezioso per comprendere la complessità della realtà che ci circonda. Ogni fenomeno è il risultato dell’intreccio di forze differenti, e solo attraverso la consapevolezza e l’utilizzo di tutte e tre possiamo ottenere una comprensione profonda e una trasformazione duratura.

Valutiamo altri esempi pratici.
Nel processo decisionale, ad esempio, la scelta tra due opzioni contrastanti (affermazione e negazione) viene risolta attraverso una valutazione ponderata delle conseguenze e l’ascolto della propria intuizione, che funge da forza riconciliatrice.
Nel cammino di crescita personale, la forza attiva è alimentata dal desiderio di evolverci come individui. Al contrario, la forza passiva ci tiene prigionieri nella zona di comfort, alimentando la resistenza al cambiamento e la paura del fallimento, ostacolando così la nostra crescita. In questo contesto, la forza neutralizzante emerge come un nuovo sistema di studio che ci permette di raggiungere nuovi livelli di consapevolezza e sbloccare il nostro potenziale. Gurdjieff trovò questa forza neutralizzante nel sistema della Quarta Via e nello strumento del ricordo di sé, che proponeva come esercizio fondamentale a tutti i suoi allievi.
Oltre agli esempi sopracitati, la Legge del Tre può essere applicata a qualunque aspetto della vita, dalle relazioni interpersonali alle sfide professionali.
La chiave per riconoscere e applicare la Legge del Tre sta nell’identificare le tre forze in gioco e nell’osservare come interagiscono tra loro. Riconoscere queste forze ci permette di assumere un atteggiamento più consapevole e proattivo di fronte alle sfide e di sfruttare le opportunità che si presentano.

«Scopro una legge sotto la cui influenza desidero restare.
È la legge del tre, che può fare di me un essere nuovo
(Jeanne de Salzmann, allieva di Gurdjieff, in “La realtà dell’essere”)

Approfondire la Legge del Tre consente di sviluppare una più ampia consapevolezza di sé e del mondo circostante. L’applicazione di questo principio genera effetti simili a quelli ricercati in molti percorsi spirituali, formativi, di crescita personale, PNL e in svariati altri ambiti.
Diveniamo più attenti ai nostri pensieri, alle nostre emozioni e alle nostre azioni, e a come queste influenzano la realtà che ci circonda. Impariamo a valutare con maggiore attenzione le diverse opzioni e a scegliere la soluzione migliore in ogni situazione, grazie allo strumento della Legge delle Tre Forze. Di conseguenza, possiamo potenziare la nostra creatività e capacità di innovazione, aprendoci a nuove idee e prospettive e trovando soluzioni originali e creative alle sfide che incontriamo.

La Legge del Tre ci invita ad abbandonare la passività e ad abbracciare la responsabilità. Di fronte a una sfida, possiamo scegliere di affrontarla con affermazione, negandola o cercando un punto di neutralizzazione. In ogni caso, la consapevolezza delle tre forze ci dona il potere di agire con intenzione, piuttosto che reagire in modo automatico e inconsapevole.
Ma non è certo un compito facile. Richiede uno sforzo costante di auto-osservazione e di messa in discussione delle nostre convinzioni e dei nostri schemi mentali. Ma il potenziale beneficio è immenso. Man mano che acquisiamo padronanza di questa legge, possiamo sperimentare una maggiore libertà, creatività e armonia in ogni aspetto della nostra vita.
Tuttavia, la vera portata di questa legge non risiede nella mera comprensione teorica, il suo autentico valore risiede nell’applicazione pratica, nella consapevolezza che possiamo sfruttare questa conoscenza per trasformare il nostro modo di vivere.

In definitiva, la scelta spetta a noi. Vogliamo rimanere intrappolati nel ciclo di reazioni automatiche o vogliamo diventare creatori consapevoli della nostra realtà? La Legge del Tre ci offre la chiave per sbloccare il nostro potenziale e vivere una vita più significativa e appagante in un mondo dominato da dualismi e contrasti. Trasformata in strumento, questa legge ci indica una via per la trasformazione e l’armonia. Esplorando il triangolo della creazione, ci mostra come ogni aspetto dell’universo sia interconnesso e in continua evoluzione, invitandoci a un ruolo attivo: non più spettatori passivi, ma co-creatori consapevoli della nostra realtà.

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8 commenti

Giulia Riboli 18 Aprile 2024 - 7:37

grazie, sempre molto interessanti e coinvolgenti per la crescita dell’anima

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Tragicomico 18 Aprile 2024 - 10:25

Grazie di cuore Giulia, per aver apprezzato il mio nuovo articolo. Mi impegno sempre a creare contenuti di valore, che possano essere di ispirazione per la crescita personale. Il tuo feedback mi è molto prezioso. Colgo l’occasione per suggerirti il mio ultimo libro, “Sette Lettere Dal Futuro Per L’Umanità“, un’opera umile e breve, ma densa di spunti di riflessione, soprattutto su tematiche esistenziali con sfumature esoteriche. Un abbraccio!

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Marisa Righetti 18 Aprile 2024 - 11:00

Sono una praticante della Soka Gakkai e recito giornalmente il mantra na myo renke kyo come rituale di osservazione della mente , purificazione e attivazione di quella che voi della quarta via indicate come la terza forza, nam myo ho sono secondo le tre forze, la legge del Tre che da noi è chiamata legge mistica, che regola ogni fenomeno dell’universo. Ho studiato molto in tutti questi anni, sono una settantenne, ultimamente ho approfondito lo studio di Gurdjief che amo particolarmente. Perciò la seguo e le sono grata per la chiarezza dei suoi enunciati. Sempre più mi convinco della verità dell’insegnamento di Krishnamurti, che credo che lei conosca, “la verità è una terra senza sentieri”. Studiare è importante per comprendere ma la verità è nel cuore ed ognuno ci arriva solo con il suo. Mi definirei eclettica e dubbiosa ma credo che questo atteggiamento mi risparmi tanto settarismo che vedo nelle scuole e anche nelle fedi organizzate quasi come forme di nuove religioni. La verità rende liberi, non fanatici. Vorrei sapere il suo punto di vista sulla questione. La ringrazio per i suoi articoli. Fanno bene all’anima.

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Tragicomico 18 Aprile 2024 - 14:37

Gentile Marisa, la ringrazio di cuore per avermi dedicato tempo e parole.
Concordo pienamente con la sua riflessione sulla “terra senza sentieri” di Krishnamurti. La verità non risiede in dogmi o dottrine codificate, bensì in un’esperienza diretta e personale che scaturisce dall’interno. Come lei ha giustamente evidenziato, lo studio e la riflessione possono ampliare la nostra comprensione, ma è nel cuore, nell’ascolto profondo del nostro essere, che fiorisce la vera conoscenza.
Riguardo alle differenze tra i due sistemi, Gurdjieff insegnava che la crescita spirituale richiede la liberazione dalla “meccanica” e l’accesso alla “coscienza superiore”, mentre il Nam-myoho-renge-kyo mira al risveglio della nostra natura buddica innata attraverso la recitazione del mantra e la pratica buddista. Tuttavia, è possibile trovare punti di convergenza in termini di enfasi sulla consapevolezza di sé, sulla trasformazione e sullo sviluppo personale.
La ringrazio nuovamente per i suoi complimenti e le auguro ogni bene.

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fabrizio mauro 20 Aprile 2024 - 12:14

Ciao Ivan, sono contento di avere letto il tuo articolo, questo mi rinfresca la memoria avendo avuto modo di aver conosciuto Gurdjieff attraverso il tuo blog. Ho letto i libri i Gurdjieff, e per restare nell’argomento secondo il mio punto di vista, a volte le forze attive e passive possono ruotare l’una attorno all’altra, e che una assorbirà eventualmente l’altra non arrivando ad alcun risultato. Questa situazione di stallo può durare anche per tutta la nostra vita nel sentire il desiderio e l’iniziativa, ma tutto potrebbe essere assorbito nel superare l’abitudine della vita. Però quando la terza forza fa la sua comparsa e mostra il vantaggio e rafforza l’iniziativa, potrebbe essere in grado di superare l’inerzia e diventare attivi nella direzione desiderata. Buona vita a tutti.

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Tragicomico 21 Aprile 2024 - 19:24

Ciao Fabrizio, grazie per i tuoi complimenti, sempre graditi. Come hai ben sottolineato, ci troviamo spesso in questa situazione di stallo, dove il desiderio e l’iniziativa sembrano essere ingaggiati dalla routine quotidiana. L’identificazione di una terza forza per superare l’inerzia è fondamentale, ma attenzione: non è un processo automatico o facile. Richiede impegno, dedizione e perseveranza per trovare nuove vie, risvegliare la nostra coscienza e realizzare il nostro potenziale.

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paolo 21 Aprile 2024 - 14:19

Interessante, una lettura a cui ogni persona che ha cercato risposte e una conoscenza di sé è facilmente incappato. Quando si finisce col guardare alla realtà sempre e solo come un dualismo, il tre è l’inevitabile passaggio. Padre, figlio e spirito santo oppure corpo, mente e spirito oppure psiche, cuore e anima oppure quello che volete. Esiste una curiosità in questi triplici aspetti: è il loro invisibile e assoluto collegamento che mostra una multidimensionalità dell’essere, non solo come corpo fisico ma come essere nella sua totalità. Un quarto elemento porta al quadrato ed è Dio. Sì, perché senza Dio nulla esiste. L’angolo di una piramide che non si vede ma esiste e mostra come ogni singolarità sia importante. Nulla si elimina ma tutto si trasforma. Quello che ci invita la riflessione è di usare la nostra reale volontà e di agire di conseguenza, come esseri integri e trasformando quello che non è oggi più utile. Nulla si perde in assoluto, anche nella trasformazione in seme, in potenza, in altro ciò che era, resta un segno di ciò che era. Per questo motivo ogni scelta, parola, pensiero è sempre importante. Quel quarto angolo, punto, trascendenza è il legame di ogni cosa ed quello che viene superficialmente chiamato Amore. Per poter comprendere cosa sia si deve procedere nel mistero e quindi andare oltre. Niente tecniche, niente rituali, niente energie, solo l’essere così come è e una scelta.

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Tragicomico 21 Aprile 2024 - 19:31

Caro Paolo,

Le tue parole colgono con grande profondità la natura multidimensionale dell’essere e l’introduzione del “quarto elemento”, Dio, rappresenta un ulteriore passo importante in questo percorso di conoscenza. Dio, come “angolo invisibile della piramide”, simboleggia il fondamento ultimo di ogni realtà, la sorgente da cui tutto ha origine e a cui tutto fa capo.
Condivido pienamente la tua riflessione sull’amore: in quanto legame che unisce ogni cosa, esso non può essere compreso appieno se non attraverso un percorso di trascendenza.
Un commento prezioso il tuo, fonte di ispirazione per chiunque sia alla ricerca di una conoscenza più profonda di sé e del proprio posto nel cosmo, e non posso che ringraziarti personalmente per questo tuo dono.

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