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Conoscere Se Stessi Per Accettarsi E Migliorarsi

Tragicomico
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conoscere-se-stessiConoscere se stessi è la capacità di indagare dentro se stessi, per scoprire e capire che l’essenza della nostra vita è dentro, non al di fuori di noi. Il grande filosofo greco Socrate ha fatto del “conosci te stesso” un punto cardine del suo pensiero, anzi dell’intera Grecia antica, per il bene dell’uomo, affinché possa diventare ciò che la sua natura più profonda esige. Se ci fermiamo a riflettere, a meditare, ad osservarci, potremo giungere a scoprire chi siamo, per cui è proprio il sapere, la conoscenza, che permette all’uomo di conoscere se stesso e quindi di conoscere qual è il modo più adatto per vivere felici. Non a caso il motto “gnoti sauton”, ossia “conosci te stesso”, stava scritto a caratteri cubitali sul frontone del Tempio di Apollo a Delfi, sede del famoso oracolo, e questo è il testo tradotto in italiano della famosa iscrizione:

Ti avverto, chiunque tu sia:
Oh tu che desideri sondare gli arcani della Natura,
se non riuscirai a trovare dentro te stesso
ciò che cerchi, non potrai trovarlo nemmeno fuori.
Se ignori le meraviglie della tua casa,
come pretendi di trovare altre meraviglie?
In te si trova occulto il Tesoro degli Dei.
Oh Uomo, conosci te stesso
e conoscerai l’Universo e gli Dei.

Possiamo azzardare nel dire che i saggi greci hanno introdotto l’Io nel mondo occidentale e per la prima volta l’uomo coincide con la sua interiorità, con la sua anima. Ma cosa può significare conoscere se stessi, al giorno d’oggi, nell’età moderna? Conoscere se stessi significa innanzitutto conoscere i propri limiti, perché è impensabile raggiungere la felicità se prima non ci accettiamo per come siamo. Questo non vuol dire che dobbiamo fossilizzarci, ma è un punto di partenza fondamentale per intraprendere un cammino evolutivo, di risveglio spirituale, perché è proprio partendo dalla consapevolezza dei limiti, che possiamo superarli e migliorarci. Una volta che abbiamo acquisito questa consapevolezza, ognuno può occuparsi di ciò che gli compete, per fare quello che gli riesce meglio. Bisogna seguire le proprie vocazioni al fine di valorizzare le proprie capacità e metterle al servizio degli altri. Una società giusta basata sul “conosci te stesso” dovrebbe permettere alle persone di fare ciò per cui sono nate. Il lavoro vocazionale è l’unica via che permette all’individuo di svolgere il proprio lavoro con amore e passione, qualsiasi esso sia.

meditazione-accettazione-via-Ed è a questo punto che conoscere se stessi diventa una fonte di felicità, in quanto mezzo per arrivare alla conoscenza di sé, e di percorrere l’unica via che porta alla felicità. Serve soltanto una buona dose di coraggio per guardare in faccia la realtà e dire a se stessi la verità. Nella società di oggi, purtroppo, ci si nasconde troppo spesso dietro a noi stessi perche e più facile apparire che essere, ed è la stessa società che non vuole che siamo noi stessi. In realtà la maggior parte di noi non è interessata affatto a conoscersi, illusa com’è di sapere già tutto. Ed è in questa illusione che ad un certo punto della nostra vita, la mancanza di conoscere se stessi porta ad un totale senso di smarrimento, perché non sapremo più chi siamo realmente, dove siamo e cosa ci stiamo a fare qui. E nessuna risposta esterna potrà venire in nostro aiuto.

Questa mancanza di sicurezza interiore sarà dovuta essenzialmente ad una quasi totale inconsapevolezza di chi si è realmente: è come se la nostra interazione con noi stessi, con gli altri, con il nostro lavoro, con le nostre normali attività, produca solo dissonanze e vuoti interiori. Ci si sente immersi in una realtà che non ci appartiene, insicuri delle nostre scelte e decisioni, incerti sulla strada da seguire, e non sappiamo più chi siamo e cosa vogliamo davvero. Tutto questo provoca l’infelicità! Questo è il momento in cui il monito inciso 2500 anni fa sull’ingresso del tempio di Delfi dev’essere usato come un mantra, come una formula magica che può letteralmente stravolgere il nostro interno, e per la legge dello specchio, stravolgerà anche l’esterno.

Gli antichi saggi greci sapevano benissimo che per superare un qualsiasi disagio è fondamentale affrontare un percorso di conoscenza di se stessi, al fine di comprendere i propri limiti ma anche dei propri talenti e soprattutto, il proprio potenziale inespresso. In ognuno di noi vi è un vero e proprio universo interiore, il Tesoro degli Dei, molto più profondo, autentico e ricco del mondo esteriore, ma che spesso non ri-conosciamo, perché non abbiamo mai dedicato tempo alla sua esplorazione. Un mondo interiore che vale la pena esplorare, in quanto solo lì e in nessun altro luogo troveremo l’autentica felicità e conosceremo l’Universo e gli Dei.

Per gli uomini non esiste nessunissimo dovere, tranne uno: cercare sé stessi, consolidarsi in sé, procedere a tentativi per la propria via ovunque essa conduca.” Hermann Hesse

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