Festina Lente (Affrettati Lentamente): Agire Con Cautela, Senza Indugi

Tragicomico
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L’espressione “festina lente” (“Affrettati lentamente” in lingua italiana) è una locuzione latina attribuita all’Imperatore Ottaviano Augusto dallo storico Svetonio nel secondo libro delle “Vite dei Cesari”. Fu ripresa anche dal Duca di Firenze Cosimo I de’ Medici, il quale associò questo motto latino al simbolo di una tartaruga con la vela. Una raffigurazione che divennne l’emblema della sua flotta navale ed è rappresentata ancora oggi in diversi punti su soffitti e pavimenti di Palazzo Vecchio a Firenze.

Affrettarsi lentamente appare, a primo impatto, come un ossimoro, un contrasto fra la fretta e la lentezza, fra la velocità e la prudenza. Soprattutto in una società come la nostra, abituata ad affannarsi freneticamente, dove la lentezza viene vista come un ostacolo alla produttività, mentre milioni di consumatori mordi e fuggi si riversano per strada divorando velocemente tutto quello che gli capita sotto tiro: cibo, relazioni, divertimento, emozioni. Una normalità tutta “fast”, nella quale sballottarsi fra un diversivo e l’altro, fra una distrazione e l’altra.
Ed è tutto ciò a cui l’uomo contemporaneo può aspirare.

Ecco l’importanza del “festina lente” oggi. Più che un motto, diventa nuovamente un consiglio, un inno alla lentezza, un invito ad agire con cautela ma senza indugi, ad avanzare avendo bene in mente il proprio obiettivo, evitando di agire senza prima avere valutato i pro e i contro di ogni azione. Diventa un’esortazione nel frenare la nostra spasmodica accelerazione sociale per fare spazio a una vita più a misura d’uomo, dove le scelte sono dettate dalla coscienza e non dai retaggi culturali in atto.

La domanda fondamentale è infatti: qual è lo scopo della vita?
Diventare più umani o produrre di più?
(Erich Fromm – “Il coraggio di essere”)

La lentezza sta diventando un lusso, l’essere lenti un privilegio.
Andiamo avanti con il piede sull’acceleratore convinti che più spingiamo e più ci sentiremo vivi.
Andiamo avanti con la mente annebbiata dagli impegni che ci aspettano, dalle commissioni da sbrigare, dalle scadenze che non ci danno tregua, dai problemi che si moltiplicano con il moltiplicarsi della nostra velocità.
Ecco la necessità di riscoprire un consiglio “vecchio” di duemila anni. Per ritrovare il piacere del tempo assaporato con calma, per riprendere fiato, perché come scrivo nel mio libro Schiavi del Tempo, “la lentezza non è perdita di tempo ma consapevolezza”.
È proprio da questa consapevolezza che dobbiamo ripartire tutti insieme. Una vasta comunità di donne e di uomini che fanno della cura del tempo e delle proprie scelte consapevoli il proprio modus vivendi.
Affinché possiamo tutti imparare a gestire il nostro tempo e non esserne più schiavi.

Affrettiamoci lentamente, dunque, diamo valore alla riflessione che precede l’azione, al respiro che dà sapore al momento, per ricordarci chi siamo, da dove veniamo e, soprattutto, dove stiamo andando. Impariamo a distinguere la nostra volontà da quella altrui, per capire cosa vogliono gli altri, da noi, ma soprattutto, cosa vogliamo noi, da noi stessi. Chiediamoci per una volta cosa ci renderebbe felici, felici per davvero, da far scoppiare il cuore. Diamo fiato a quella parte di noi che per troppo tempo è rimasta senza voce e solo allora affrettiamoci lentamente per spiegare le vele e dare una direzione consapevole alla nostra esistenza. Procediamo con cautela – ma senza indugi – e mentre la nebbia dei dubbi e delle paure si dirada, ripetiamolo ancora una volta: festina lente!
Per smettere di sopravvivere e cominciare finalmente a vivere.

Tragicomico

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Nei miei libri troverete spunti di riflessione per esplorare il significato della vostra esistenza.
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Buona lettura!

10 commenti

mariane 23 Aprile 2023 - 16:33

Grazie molto profonda questa Lettura e i consigli… forse qualcuno si salvi !

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Tragicomico 23 Aprile 2023 - 23:37

Grazie a te per essere passata da qui a leggermi.

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artemio 24 Aprile 2023 - 15:06

Complimenti per aver trovato e comunicatoci un insegnamento antico che vale SEMPRE. Grazie

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Tragicomico 26 Aprile 2023 - 17:34

Grazie Artemio, credo che certi insegnamenti/consigli siano una bussola fondamentale per l’umanità.

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paolo 25 Aprile 2023 - 19:24

Festina lente o più semplicemente affrettati lentamente, cosa vuol dire? Apparentemente, come è stato detto, sembra un ossimoro ma in realtà vuol dire che la mezza misura è la migliore scelta, quel punto di equilibrio che non è il centro ma un punto particolare tra due elementi. Siamo abituati a guardare all’equilibrio sempre al centro senza osservare e considerare il contesto. L’esempio di un’asse con i due piatti è calzante: a seconda del peso tra i due piatti il baricentro cambierà posizione. Cosa sono i due piatti? La medesima situazione vista da due punti di vista diversi e per farlo si deve essere aperti a rivalutare la propria opinione, magari con quella dell’interlocutore. Quando l’equilibrio in una discussione pende da una parte, perché strattonata nei modi più diversi, si cade nell’errore e se anche si può aver ragione si finisce con l’aver torto. Purtroppo l’equilibrio non è una questione solo personale ma contestuale, entrambe le persone devono trovare l’equilibrio e, l’affermazione tu hai la tua verità e io la mia, è come porre la bilancia per terra senza nessun risultato, nessun equilibrio, nessuna consapevolezza. Inoltre esiste un groppo problema in questo processo: il tempo. Si deve essere bravi a comprendere quel baricentro per farlo notare al proprio interlocutore affinché anche lui possa trovarlo e invece siamo spesso troppo presi dal cercare di avere ragione. È un gioco da equilibristi, non sempre facile da scoprire in quanto è necessario affrettarsi ma lentamente, dove la lentezza, in questo caso, è intrisa anche dal concetto di chiarezza. Perché se non siamo chiari il nostro interlocutore non capirà quanto stiamo cercando di fargli capire. Certo che se avessimo questa apertura e desiderio di scoperta del baricentro, molte discussioni non cadrebbero nel nulla. Ecco perché affrettarsi lentamente, in questo caso, non è un dato noto ma cambia di situazione in situazione e dobbiamo essere noi a capire, comprendere, quale sia quello giusto.

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Tragicomico 26 Aprile 2023 - 17:53

Ciao Paolo, concordo che si tratta di un concetto da applicare in maniera situazionale, ossia in base alla situazione corrente. Resto però dell’idea che ci sia ancora uno stereotipo errato in merito alla lentezza, che non equivale a essere improduttivi o tardivi, ma significa centrare l’obiettivo con maggiore consapevolezza o chiarezza, come la definisci tu. E in questo la tartaruga, come nella favola di Esopo, è gran maestra.

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Fabrizio Mauro 26 Aprile 2023 - 21:13

Ciao Ivan, è un classico delle vite condannate dalla fretta. Incontriamo una persona che non vediamo da tempo, avremmo anche voglia di fermarci, e invece tutto finisce in un attimo quando uno dei due taglia corto e dice: “Scusa, ma devo scappare. E così il piacere sfuma, le nostre vite tornano nell’ordinario affannarsi continuo. Abbiamo sprecato un’occasione, dimenticando il piacere del rallentare. In una società tossica come quella attuale e un lavaggio del cervello continuo da device e sempre connessi, le persone si stanno dimenticando di rallentare. Rallentando il cervello funziona meglio, lo stress si riduce, la creatività aumenta. Non è vero che non possiamo rallentare, basta volere e non imitare la maggioranza, a volte essere una minoranza conviene per il quieto vivere. Buona vita a tutti.

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Tragicomico 27 Aprile 2023 - 9:54

Ciao Fabrizio, l’esempio da te riportato è molto calzante, rispecchia alla perfezione la frenesia dei tempi moderni, dove ci si dimentica di dare “valore” a questioni importanti come l’affetto, l’amicizia e l’amore. Ecco perché si è sempre più in affanno e sempre più soli, con rapporti umani effimeri e di circostanza.

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Gianluca 6 Luglio 2023 - 15:59

Concordo Ivan , nel tuo bellissimo Schiavi del tempo lo hai raccontato chiaramente , mi aiutasti a capire me stesso , le tue parole furono di grandissimo aiuto . Mi fecero sentire diverso e inferiore , ma la lentezza è la mia natura , non appartengo a questo sistema sbagliato e oggi ne sono finalmente felice . Festina lente allora !

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Tragicomico 7 Luglio 2023 - 10:52

Ciao Gianluca, hai ragione, nel mio libro “Schiavi del Tempo” la filosofia della lentezza ricopre un ruolo molto importante, senza di essa viene difficile creare un approccio esistenziale che possa permettere la nascita di riflessioni inerenti al proprio tempo di vita. Grazie per averlo menzionato. Un caro saluto

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