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Il Controllo Delle Emozioni Negative

Tragicomico
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emozioni negativeIl controllo delle emozioni negative è inizialmente la parte più importante dello studio di sé, nonché la parte più difficile, in quanto esse esistono a causa del fatto che noi percepiamo un mondo illusorio attraverso i nostri sensi. Arrestare le proprie emozioni negative è un’operazione che richiede uno sforzo enorme, una volontà soprannaturale e tanto amore verso se stessi. Per molte persone tutto ciò rappresenta un’operazione impossibile, in quanto le emozioni spiacevoli vengono espresse così facilmente da non poterle acchiappare e buttare via, lontano da noi. Ma c’è di più, spesso queste emozioni negative hanno tanta presa su di noi soprattutto perché le giustifichiamo, o meglio, attraverso di esse giustifichiamo noi stessi: crediamo che la causa della nostra arrabbiatura, ad esempio, sia da attribuire in una persona che ci ha fatto qualcosa o ad una situazione sfortunata (ma la sfortuna esiste?) in cui siamo incappati e che al posto nostro tutti si sarebbero arrabbiati. La verità è che la causa dell’insorgere di questa emozione negativa, è sempre al nostro interno, cioè nel modo in cui ci specchiamo all’esterno (Leggere l’articolo “La Legge Dello Specchio: L’Esterno È Interno” per approfondimenti).

Per poter assumere il controllo delle nostre emozioni negative dobbiamo, innanzitutto, cambiare parecchi nostri atteggiamenti mentali, ossia quelli che possiamo chiamare pregiudizi, preconcetti e punti di vista. Infatti abbiamo troppi punti di vista sbagliati proprio al riguardo delle emozioni negative stesse; il più delle volte le troviamo necessarie, o belle, o addirittura nobili, le esaltiamo attraverso sceneggiate plateali, come se fossero un trofeo o un motivo di vanto. Alcuni di noi addirittura insegnano, ai bambini, attraverso l’imitazione, ad esprimere emozioni negative. Ci dobbiamo liberare di tutto questo. Quando avremo cessato di esaltarle, allora poco a poco troveremo un modo per combatterle, una alla volta. Dobbiamo cominciare con l’emozione negativa più facile, per poter arrivare a controllare quelle più difficili. Quindi non partite subito in quarta! E scordatevi di poter controllare le emozioni con la mente, in quanto molti ragionano così: “per essere libero dalle emozioni negative, mi basta impedire che esse sorgano”. Totalmente falso e vi spiego il perché.

Le funzioni motorie, istintive e soprattutto quelle emozionali, sono assai più rapide del pensiero stesso. Quando ci troviamo in uno stato emotivo, le emozioni si succedono così rapidamente da non darci il tempo di pensare. Quindi è impossibile controllarle con il pensiero così come è impossibile controllare tutti i nostri movimenti, perché o dobbiamo farli molto lentamente oppure non abbiamo controllo. Questo accade, perché, in realtà, ognuno dei nostri quattro centri, emozionale, intellettuale, motorio e istintivo, è regolato dal proprio centro di appartenenza, quindi per operare sulle emozioni negative non bisogna intervenire sul centro intellettuale, ma direttamente su quello emozionale.

emozioni negative espressioniVi dico questo perché per iniziare ad assumere il controllo delle nostre emozioni negative, dobbiamo prima di tutto osservarci costantemente in tutto ciò che accade durante la nostra giornata. L’osservazione è un’attività fondamentale, in molti la sottovalutano, ma è proprio attraverso di essa che noi ci “distacchiamo” dalle nostre emozioni negative, in quanto diventiamo osservatori di noi stessi. Ma attenzione, l’osservatore non giudica, lui osserva e prende nota, stop. Ecco perché vi dicevo che bisogna intervenire direttamente sul centro emozionale. Perché se a osservare è una parte della vostra mente, ossia il centro intellettuale, allora inevitabilmente essa giudicherà bene o male qualunque cosa facciamo. La mente è abituata a fare così, oltre a essere lenta, è perennemente duale 🙂 !!

Se osserverete bene voi stessi, arriverete alla chiara conclusione che le emozioni negative sono assolutamente inutili; non servono ad alcuno scopo utile, non ci danno la conoscenza di cose nuove, non ci danno energia e non fanno altro che consumare energia e creare illusioni spiacevoli. Le emozioni negative arrivano persino a rovinare la salute fisica. Ripeto, può sembrare strano e scontato, ma è importantissimo comprendere tutto ciò in piena consapevolezza. E potete farlo solo osservandovi.

Lo step successivo sarà quello di non manifestare più all’esterno le emozioni negative quotidiane. Come ho già detto, partiamo da quelle piccole, semplici, come ad esempio il lamentarci perché fa caldo o freddo, perché non c’è nulla di buono in tv (a proposito, spegnete la tv!) o perché non troviamo parcheggio sotto casa. La vostra dev’essere un’azione cosciente, una NON manifestazione di piccoli aspetti meccanici. Perché le emozioni negative, le lamentele, i fastidi, sono diventate ormai un’abitudine per molti, un perenne stato di essere. Se riuscirete in questa non manifestazione esterna, riuscirete allora a prendere consapevolezza che le emozioni negative non sono affatto obbligatorie, non provengono dall’esterno ma siamo noi stessi che ce le auto-imponiamo. Continuando ad osservarci, e a lavorare sulle emozioni negative, presto ne assumeremo il pieno controllo, in altre parole, saremo in grado di riconoscere l’emozione negativa già all’origine, quando sta nascendo dentro di noi, e trasmutarla subito in un’emozione superiore proveniente dal cuore. Diventeremo dei veri alchimisti, trasformeremo il piombo (emozioni inferiori) in oro (emozioni superiori).

Questa è la vera liberazione, ossia comprendere in piena consapevolezza che non esistono emozioni negative obbligatorie, in quanto siamo nati senza di esse; ma visto che per qualche “ignota” ragione ce le hanno insegnate, noi ora le usiamo, ne prendiamo il pieno controllo, e le trasmutiamo in qualcosa di superiore! Mettiamoci al lavoro 😉 !!

Dalle emozioni negative si comprende qualcosa che non si potrebbe comprendere senza averle. Invidia, paura, rabbia, eccetera. Si deve separare questo da sé stessi cosicché non rimanga nell’essenza e possa essere usata quando necessaria rimanendo distaccati.G.Gurdjieff

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