L’Arte Di Lasciar Andare Per Fare Spazio Nella Nostra Vita

lasciar andareL’arte di lasciar andare è una delle più sofisticate metodologie della coscienza che ci permette di fare spazio nella nostra vita, affinché qualcosa di nuovo e di interessante possa approdare nella nostra esistenza. Pare ovvio infatti, che essere saturi implica essere pieni, pieni di legami vincolanti che non ci permettono d’instaurare nuovi rapporti, di ricevere nuove idee, di accogliere nuove opinioni e di interpretare nuovi ruoli. L’arte di lasciar andare è la cura migliore per svincolarsi da una società dove vige una regola “non scritta” ma molto praticata, addirittura più delle stesse religioni: sto parlando dell’attaccamento. L’attaccamento rifletteteci bene, è la causa di ogni male. E non mi riferisco soltanto ad un attaccamento materiale verso oggetti come macchine, case, barche, telefonini, vestiti e quant’altro questa società riesca a produrre, ma parlo di un attaccamento virale verso un’idea, un ruolo, un’opinione, attaccamento ad una posizione o a un periodo particolare della nostra vita.

Se non applichiamo l’arte di lasciar andare nella nostra vita, allora ci fossilizziamo con la speranza di poter congelare il tempo, ma la verità è che trasmutiamo la vita, ovvero il nostro vivere, in forme pensiero statiche e senza alcuna vitalità, in credenze senza alcun valore. Non è difficile infatti trovare persone che si attaccano alla propria sofferenza attraverso la quale vengono rappresentanti, ne parlano, la divulgano, si lamentano e continuano ad esibirla come un trofeo.

L’attaccamento, che piaccia o no, accresce la stasi, la cementificazione e in generale blocca l’inerzia di quelle vite che così non vanno da nessuna parte, in nessuna direzione. Se andiamo a scavare nella vita delle persone troviamo sempre che tutto il loro malessere nasce da una opinione sulla realtà, una decisione presa chissà quanto tempo fa, di considerare la vita in un certo modo, congelandola così in convinzioni folli.

E allora se cerchiamo di capire come questa decisione sia stata presa, chi ne erano gli attori protagonisti, chi le comparse, quali le atmosfere, e continuiamo a scavare alla ricerca di quella sfocatura che rende le persone tristi, affrante e ammalate, quasi sempre troveremo una o più decisioni che NON sono state mai più messe in discussione; troveremo giudizi, opinioni, prese di posizione che hanno cristallizzato una vita nella direzione del dolore. E soprattutto, scopriremo che le persone si attaccano a queste convinzioni dolorose con le unghie e con i denti.

Ecco perché l’arte di lasciar andare è veramente ciò che salva la vita, perché produce spazio, ossigeno, ci dà la possibilità di tornare a respirare, di muoverci, di avere libertà d’azione. La capacità di rinunciare al proprio dolore per quanto grande e giustificato possa sembrarci, così come la possibilità di essere altro da quello che si è stati finora, è ciò che ci può portare al prossimo passo del nostro percorso, fuori dalla palude di giudizi e opinioni che ancora riteniamo veri.

L’arte di lasciar andare è una questione di coscienza, ossia la disposizione interiore ad ammettere di avere torto, ad abbandonare luoghi, persone, situazioni, identificazioni e periodi della propria vita che congestionano la propria esistenza, il fluire naturale dell’energia vitale. Lasciar andare significa scaricare le forme pensiero degenerative che abbiamo collezionato durante la nostra vita e permettere alla realtà di danzare verso nuove forme. Concludo con un bellissimo pensiero della filosofa e mistica francese Simone Weil, che nel suo libro “L’ombra e la grazia” scrive: “L’attaccamento è fabbricatore d’illusioni; chi vuole il reale dev’essere distaccato.”! A buon intenditor.. 😉

Tragicomico

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