La Società 2x Che Vive Alla Velocità Dei Vocali Di WhatsApp

Tragicomico
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La velocità 2x dei vocali di WhatsApp rappresenta un microcosmo della nostra frenetica società moderna. Da un lato, offre un’indubbia praticità, permettendo di dimezzare il tempo dedicato all’ascolto di messaggi lunghi. Dall’altro, apre una riflessione sul valore del tempo e sulla comunicazione interpersonale.
Accelerare le parole significa accelerare il ritmo della nostra vita, sacrificando la profondità e la sfumatura a favore dell’immediatezza. È un’esigenza nata dalla mole di informazioni che ci bombarda quotidianamente, ma che rischia di impoverire le nostre relazioni.

Immaginate un mondo dove tutto scorre due volte più veloce. Le auto sfrecciano come bolidi di F1, le conversazioni si susseguono in un battito di ciglia e le informazioni viaggiano alla velocità della luce. Sembra un’utopia futuristica, invece è già realtà!
Pensate che mentre state leggendo queste mie parole, la velocità con cui si consumano informazioni e si scambiano le interazioni è in continua ed esponenziale crescita. Pensiamo ai social media, dove flussi infiniti di contenuti ci sovrastano continuamente. O alle app di messaggistica istantanea, che ci permettono di comunicare in tempo reale con persone in tutto il mondo.
La gente oggi si consuma l’anima per fare più cose possibili in contemporanea e in meno tempo possibile e poi passa il tempo che avanza a preoccuparsi di non aver fatto abbastanza. Tragicomico, vero?

La funzione di accelerare i vocali di WhatsApp a 2x è un esempio emblematico di questa tendenza. Ascoltare messaggi vocali a velocità doppia ci permette di risparmiare tempo, sì, ma allo stesso tempo ci porta ad abituarci a un ritmo forsennato.
Nell’era frenetica in cui viviamo la velocità è diventata un mantra quasi religioso, trasferiamo file in un batter d’occhio, guardiamo film in fast forward, skippiamo e galleggiamo da un video all’altro e cerchiamo di ottimizzare ogni secondo del nostro tempo. Ma questa fretta ci porta davvero ad essere più efficienti? A essere felici? Oppure ci fa perdere di vista l’essenza della comunicazione?

«Oggi si mandano estenuanti messaggi vocali in cui si dice tutto,
tranne l’essenziale.
(Dal mio libroSchiavi del Tempo”)

Se davvero vogliamo essere efficienti, allora forse dovremmo imparare a comunicare in modo chiaro, conciso e rispettoso del tempo altrui, senza sacrificare la qualità della comunicazione stessa.
Forse bisognerebbe riflettere di più sul fatto che la voce è di per sé uno strumento potente, capace di trasmettere emozioni e intenzioni che il testo non sempre riesce a cogliere. La voce, infatti, non è solo un mezzo per trasmettere parole, ma veicola anche tono, ritmo e pause che possono arricchire il messaggio e renderlo più coinvolgente. Ascoltare un messaggio vocale a velocità doppia significa privarsi di parte di questa ricchezza, appiattendo la comunicazione su una mera trasmissione di informazioni.

Ecco perché la scelta di utilizzare la velocità 2x dei vocali di WhatsApp dovrebbe essere ponderata. Non si tratta di demonizzare una funzione utile, ma di usarla con consapevolezza, privilegiandola quando la rapidità è davvero necessaria, ma conservando la capacità di rallentare e assaporare il ritmo naturale della comunicazione quando il contenuto lo richiede.
Forse, l’obiettivo non dovrebbe essere quello della comunicazione 2x, ma imparare a gestire il tempo in maniera consapevole, così da saper discernere quando la velocità è necessaria e quando, invece, è preferibile prendersi il tempo necessario per ascoltare con attenzione e profondità.

«Quando parlo dovete ascoltare soprattutto le mie pause.
Dicono più delle mie parole.»
(Peter Høeg – “I quasi adatti”)

In fondo, la vera sfida non è accelerare il tempo, ma imparare a usarlo con saggezza, preservando quei momenti di autentica connessione che la tecnologia, se usata con criterio, può amplificare, ma non sostituire.
La comunicazione umana è un processo complesso che richiede tempo e attenzione, pertanto dobbiamo essere consapevoli dei rischi e delle opportunità, e trovare un modo per sfruttare al meglio la tecnologia senza perderci di vista.

Tragicomico

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6 commenti

Massimo Bertoncin 16 Marzo 2024 - 15:07

Condivido e sottoscrivo interamente tutto quello che è scritto e modestamente aggiungerei che dobbiamo impadronirci del nostro e del tempo altrui, rallentando il nostro tempo. E riguardo alla comunicazione sono d’accordissimo sull’utilità dei messaggi verbali e possibilmente non scritti, perché soprattutto è il tono della voce che può trasmettere in modo inequivocabile le nostre emozioni ed il nostro stato d’animo, che è fondamentale per potersi capire profondamente.
Personalmente uso sempre il tono della voce per comunicare in modo più incisivo ed efficace, sperando che dall’altra parte ci sia volontà di ascoltare.

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Tragicomico 16 Marzo 2024 - 17:05

Salve Massimo, in merito al riappropriarci del nostro tempo e al riprendere in mano le redini della nostra vita, ci ho scritto un libro intitolato “Schiavi del Tempo” che le consiglio di leggere, sono certo che lo troverà stimolante.
Il tono della voce è pennello invisibile che dipinge emozioni, dando vita alle parole e creando connessioni profonde, quindi sono pienamente in accordo con lei.
Grazie per avermi letto!

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paolo 20 Marzo 2024 - 11:37

Ciao Ivan, dici molto bene: “Accelerare le parole significa accelerare il ritmo della nostra vita, sacrificando la profondità e la sfumatura a favore dell’immediatezza.” Aggiungo: “La voce dal vivo è molto più ricca di quella registrata se sapessimo percepire il nostro interlocutore” Purtroppo, c’è anche un aspetto, spesso ignorato, legato alla sicurezza: se abbiamo preso coscienza che lasciare i nostri scritti e foto su internet non è una cosa buona perché qualcuno potrebbe farne un cattivo uso, oltre che profilare il nostro account, c’è da aggiungere che un vocale fornisce ulteriori dati che insieme all’evoluzione della AI potrebbero diventare davvero uno strumento pericoloso. Siamo certamente solo all’inizio della AI ma simulare un parlato e/o una foto non è più cosa fantascientifica. Da almeno cinque anni ci sono già corsi professionali su come analizzare una foto o un video per capire se è vero o è manipolato. Però con l’avvento di computer sempre più potenti le cose potrebbero cambiare e l’idea di lasciare da parte i cellulari, il computer e internet per incontrarsi di persona, sarà indubbiamente meglio.

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Tragicomico 20 Marzo 2024 - 18:21

Caro Paolo, sono pienamente d’accordo con te, ormai le nostre tracce sparse per l’etere sono una moltitudine di dati, di foto, di video, di vocali che chiunque potrebbe creare un nostro sosia virtuale, immaginiamoci cosa l’IA potrà fare di noi. È un problema serio quello di voler digitalizzare sempre tutto, resto dell’idea che la bellezza e la profondità di una bella lettera scritta a mano resteranno qualcosa di irraggiungibile con l’augurio che le missive cartacee possa ricominciare a prendere valore, in un mondo sempre più pieno di bit, ma senza alcun battito.
Un abbraccio!

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Mauro Fabrizio 22 Marzo 2024 - 22:25

Ciao Ivan, molto bello il tuo articolo, ma cosa aspettarsi da una società tossica e sopratutto liquida. Una società liquida, si distingue per la sua assenza di strutture stabili e per il cambiamento delle relazioni sociali. Questa realtà in cui le fondamenta tradizionali si frantumano. In un tale momento le relazioni non sono più stabili su basi solide ma sono soggette a cambiamenti continui e super veloci. Sarò all’antica come qualcuno mi fotografa ma preferisco ancora i rapporti con gli umani. Un abbraccio a tutti quelli che seguono questo Blog.

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Tragicomico 23 Marzo 2024 - 18:35

Ciao Fabrizio, grazie mille per il tuo commento e per aver apprezzato il mio articolo. Sono d’accordo con te sul fatto che la società odierna sia tossica e liquida, e che questo abbia un impatto significativo sulle relazioni sociali. Non sei affatto all’antica nel preferire i rapporti con gli umani. La connessione umana è un bisogno fondamentale, e la tecnologia, pur offrendo nuove opportunità, non può sostituirla completamente. Un abbraccio!

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