
Imparare ad essere presenti può trasformare radicalmente la vostra vita, aiutandovi a vivere meglio, in modo incondizionato. Può facilitarvi nel trovare calma, pace e serenità nel mezzo di una vita sempre più caotica e stressante. Attenzione, però: essere presenti è più facile a dirsi che a farsi. È una delle sfide più grandi per l’uomo contemporaneo. La mente, non abituata alla presenza, si stanca facilmente; è necessario uno sforzo notevole per coltivare questa “non-abitudine”. Tuttavia, ricordate: maggiore è lo sforzo, maggiore sarà il risultato.
Numerosi fattori quotidiani inducono a NON essere presenti a se stessi, a vivere in uno stato confusionale e di NON-presenza: una società che ci rende schiavi del tempo, immersi nel lavoro, a rincorrere scadenze, impegni e appuntamenti. La mente si trasforma in un contenitore di pensieri e preoccupazioni, il corpo va in tilt per l’eccesso di stimoli, e si perde l’equilibrio tra mente e corpo. Questo squilibrio genera caos e stress interiori, che si manifestano poi fisicamente sotto forma di nevrosi, crisi d’identità, problemi respiratori, emicranie, fobie e ansie.
Se osservate attentamente i vostri tormenti e problemi quotidiani, noterete che sono tutti frutto della mente. È lei la creatrice delle vostre preoccupazioni. Certo, esistono forze esterne – un lavoro stressante, il comportamento altrui, i contrattempi – che si frappongono tra la vostra volontà e le vostre azioni. Ma l’aspetto cruciale è come la mente gestisce questi eventi. Se siete pienamente presenti a voi stessi, essi non saranno più un problema, indipendentemente dalla loro gravità, perché avrete deciso che in quel momento esistete solo voi e l’attività o la persona a cui vi dedicate.
Essere presenti significa dare valore, attenzione ed energia a ciò che vi circonda, senza vagare con la mente verso persone o situazioni non presenti. Un esempio: vostro figlio, o il partner, cerca la vostra attenzione. Questa richiesta potrebbe stressarvi ulteriormente, poiché in quel momento avete altre preoccupazioni e magari la vostra mente è costantemente legata a eventi passati. Invece di assorbire ulteriore caos, potete scegliere di essere presenti e, anziché preoccuparvi per qualcosa che non c’è, godervi ciò che c’è: il presente.
Decidere di essere presenti, di pensare che in quel momento ci siete solo voi e vostro figlio, o il partner, vi permetterà di apprezzare la loro presenza, di essere grati per quel momento condiviso. Lo stesso vale nel lavoro. Se un’attività urgente richiede la vostra attenzione, potete stressarvi per il milione di altre cose da fare e la mancanza di tempo, oppure scegliere di essere presenti. Pensare che in quel momento ci siete solo voi e quell’attività, dedicarvi ad essa con tutte le energie e, una volta terminata, passare alla successiva.
Imparare ad essere presenti richiede pratica. Non è un gioco di parole: la maggior parte delle persone non impara l’arte della presenza perché non prova a metterla in pratica, non perché sia difficile, ma perché richiede uno sforzo. Quando praticate qualcosa con regolarità, acquisite inevitabilmente quella capacità. Diventa un modo di essere, non un impegno gravoso. Con la pratica, essere presenti diventerà naturale, parte della vostra natura. Non servono lauree o testi filosofici: qualunque cosa facciate, focalizzatevi esclusivamente su di essa. Noterete come la mente tenta di divincolarsi, come i pensieri saltano al passato, al futuro, a persone e situazioni diverse.
E inizialmente, va bene così. L’obiettivo non è eliminare tutti i pensieri estranei – sarebbe una forzatura – ma osservarsi come un “testimone osservatore“, senza intervenire. Capirete cosa significa NON essere presenti. Successivamente, la consapevolezza dei pensieri estranei vi aiuterà a riportare gentilmente l’attenzione su ciò che stavate facendo. Osservate i pensieri e, con dolcezza, tornate al presente.
Se sarete pienamente presenti, le intemperie esterne non saranno più un problema, perché in quell’istante ci siete solo voi e ciò a cui vi dedicate. Non ci sono milioni di altre preoccupazioni, che affronterete nel momento presente a loro dedicato. Non ha senso dedicare più pensieri, quindi energia, di quanto una situazione meriti.
Essere presenti è una via per gestire problemi, distrazioni e ogni fattore di stress, permettendoci di vivere meglio.
Essere presenti dissolve il resto, come una bolla che scoppia, lasciandoci la possibilità di dedicarci esclusivamente al presente.
Fate pratica, senza fretta, senza ansia. Imparate ad essere presenti. Ogni piccolo passo è una meraviglia, la via per trovare calma e pace nel traffico della vita.
“Se riuscirai a mantenerti sempre nel presente, sarai un uomo felice.
La vita sarà una festa, un grande banchetto,
perché è sempre e soltanto il momento che stiamo vivendo.”
(Paulo Coelho – “L’alchimista“)






8 commenti
Grande articolo!! Persino i buddisti sottovalutano questa cosa pensando più alle preghiere, quando in realtà è questa l’unica via per portare la meditazione in vita!
Ti ringrazio Carlos. Essere presenti, più nella pratica che nei riti, più nella vita quotidiana e che dentro i templi, è sicuramente il modo migliore, per noi occidentali, per uscire da questo sonno generale e ipnotico nel quale siamo immersi.
Sì alla fine un rito quanto dura? 1/ 2 o 3 ore ! La giornata quante ore ha? 24 ! Gli orientali questa cosa la vivono più radicalmente! Basta pensare ai giapponesi nella cerimonia del tè! I veri maestri questa cosa la menzionano sempre! Gli occidentali cercano una cura complicata per una mente complicata, quando in realtà ne serve una semplice! Come respirare!
Pienamente d’accordo, belle parole, grazie Carlos. Sai, nel mio libro “Schiavi del Tempo”, ho voluto dedicare un intero capitolo (intitolato “Il qui e ora”) per sottolineare l’importanza del momento presente. Cito una piccolissima parte che, a mio avviso, è in risonanza con quanto hai scritto tu: “Meditare non è raggiungere il Nirvana, ma sviluppare la capacità di attenzione. È fare una cosa alla volta, essere presenti al cento per cento in quello che si fa, qualunque cosa sia, consapevoli del momento, della sua unicità, del fatto che non tornerà mai più”. Ecco, è proprio questa capacità che dobbiamo riscoprire, se vogliamo tornare ad assaporare la vita e a godere dei suoi frutti.
Grazie!
Grazie a te Gianmaria!
Tutto vero , diamo troppa importanza al passato e al futuro , ma godersi il presente è il punto cruciale , credo anche per custodire il prezioso passato e guardare serenamente al futuro .
Concordo con te, Luca, grazie per aver lasciato la tua firma anche qui.