Home Circolo Degli IlluminatiIl Sistema Matrix “Il Discorso Tipico Dello Schiavo” di Silvano Agosti (Da Leggere E Condividere)

“Il Discorso Tipico Dello Schiavo” di Silvano Agosti (Da Leggere E Condividere)

Tragicomico
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Silvano-AgostiSilvano Agosti è uno scrittore, regista e poeta bresciano che reputo una delle migliori “voci fuori dal coro” del panorama nazionale e per rendergli omaggio pubblico questa sua splendida e “spietata” analisi di qualche anno fa sulle attuali condizioni dell’uomo di oggi. Un’analisi che descrive come l’uomo sia “costretto” a vivere in condizioni di lavoro e di vita che gli tolgono dignità, ma allo stesso tempo ringrazia e difende il meccanismo e la società che lo rende schiavo.

Lo scrittore e poeta ci offre quindi una critica spietata agli stili di vita moderni e a chi decide di sopportarli. Secondo Agosti infatti, per tutta la vita ci facciamo “il discorso tipico dello schiavo”, convincendoci di essere soddisfatti, che è giusto così e che non c’è altra via d’uscita. Non a caso ci ammonisce sul non mettere i fiori nelle nostre celle, altrimenti finiremo con l’amarle e perdere così il desiderio più importante: la libertà di vivere! Quella libertà che descrive molto bene in uno dei suoi libri più famosi: “Lettere dalla Kirghisia“.

Di seguito pubblico il testo ed il video di questa intervista perché sono esaurienti meglio di ogni mia parola.

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Silvano Agosti: “Uno degli aspetti più micidiali dell’attuale cultura, è di far credere che sia l’unica cultura. Invece è semplicemente la peggiore. Beh, gli esempi sono nel cuore di ognuno, per esempio il fatto che la gente vada a lavorare sei giorni alla settimana è la cosa più pezzente che si possa immaginare.
Come si fa a rubare la vita agli esseri umani in cambio del cibo, del letto, della macchinetta?!

Mentre fino ad ieri credevo che mi avessero fatto un piacere a darmi un lavoro, da oggi penso: “Pensa a questi bastardi che mi stanno rubando l’unica vita che ho, perché non ne avrò un’altra, ho solo questa, e loro mi fanno andare a lavorare 5 volte, 6 giorni alla settimana e mi lasciano un miserabile giorno; per fare cosa? come si fa in un giorno a costruire la vita?!”

Allora, intanto uno non deve mettere i fiorellini alla finestra della cella della quale è prigioniero perché sennò anche se un giorno la porta sarà aperta lui non vorrà uscire.

Deve sempre pensare, con una coscienza perfetta:
“Questi stanno rubandomi la vita, in cambio di due milioni e mezzo al mese ( di lire N.d.r.) bene che vada, mentre io sono un capolavoro il cui valore è inenarrabile”.

Non capisco perché un quadro di Van Gogh debba valere 77 miliardi e un essere umano due milioni e mezzo al mese, bene che vada.

Secondo me, poi, siccome c’è un parametro che, con le nuove tecnologie, i profitti sono aumentati almeno 100 volte, e allora il lavoro doveva diminuire almeno 10 volte! Invece no! L’orario di lavoro è rimasto intatto. Oggi so che mi stanno rubando il bene più prezioso che mi è stato dato dalla Natura. Pensa alla cosa più bella che la Natura propone, che è quella di, mettiamo, di fare l’amore, no?!

Immagina che tu vivi in un sistema politico, economico e sociale dove le persone sono obbligate, con quello che le sorveglia, a fare l’amore otto ore al giorno; sarebbe una vera tortura, e quindi perché non dovrebbe essere la stessa cosa per il lavoro che non è certamente più gradevole di fare l’amore, no?!

Per esempio il fatto che la gente vada a lavorare sei giorni alla settimana, certo c’ho mica il mitra alla nuca, lo faccio, perché faccio il discorso: “Meglio leccare il pavimento o morire?”

“Meglio leccare il pavimento” ma quello che è orrendo in questa cultura è che “leccare il pavimento” è diventata addirittura un’aspirazione, capisci?

Ma è mostruoso che il tipo debba andare a lavorare 8 ore al giorno e debba essere pure grato a chi gli fa leccare il pavimento, capisci?

Tutto ciò è oggettivamente mostruoso, ma là dove la coscienza produce coscienza, tutto ciò è effettivamente mostruoso.

– Intervistatore: “Sì va be’ ma ormai è irreversibile la situazione!”

Silvano Agosti: “Sì, tu fai giustamente un discorso in difesa di chi ti opprime, perché è tipico dello schiavo, no?! Il vero schiavo, il vero schiavo difende il padrone, mica lo combatte.
Perché lo schiavo non è tanto quello che ha la catena al piede quanto quello che non è più capace di immaginarsi la libertà.

Ma rispetto a quello che tu mi hai detto adesso: quando Galileo ha enunciato che era la Terra a girare intorno al Sole, ci sarà sicuramente stato qualcuno come te, che gli avrà detto:
“Eh sì! Sono 22 secoli che tutti dicono che è il Sole che gira intorno, mò arrivi te a dire questa stronzata, e come farai a spiegarlo a tutti gli esseri umani?” e lui: “Non è affar mio, signori!”
“Allora guarda, noi intanto ti caliamo in un pozzo e ti facciamo dire che non è vero, così tutto torna nell’ordine delle cose”. Hai capito perché tutto l’Occidente vive in un’area di beneficio? Perché sta rubando 8/10 dei beni del resto del Mondo.

Quindi non è che noi stiamo vivendo in un regime politico capace di darci la televisione, la macchina, no!
È un sistema politico che sa rubare 8/10 a 3/4 di Mondo e dà un po’ di benessere a 1/4 di Mondo, che siamo noi. Quindi, signori miei, o ci si sveglia, o si fa finta di dormire, o bisogna accorgersi che siete tutti morti!” Silvano Agosti

Il lavoro nobilita l’uomo si diceva una volta. Peccato che i nobili non sapessero cosa fosse il lavoro salariato..

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4 commenti

Maurizio 29 Dicembre 2019 - 8:22

Analisi condivisibile ma manca la proposta di un sistema alternativo in grado di darmi lo stesso tenore di vita…

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Tragicomico 29 Dicembre 2019 - 10:10

Ciao Maurizio, concordo, questo suo discorso è più che altro un’analisi del problema in sé. Mi permetto di aggiungere che una fase più riflessiva e propositiva l’ho affrontata io personalmente nel mio libro “Schiavi del Tempo”. Un testo che si presenta come un confronto, tra autore e lettore, su di un argomento di vitale importanza: il tempo e l’uso che ne facciamo. E naturalmente non mancano argomenti come il lavoro e il consumismo sfrenato. A presto!

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Gianluca Passerini 15 Maggio 2022 - 15:50

Parole giustissime , ho lavorato in fabbrica 8 ore al giorno e a volte mi accusavano di svogliatezza perché non ne facevo 9 o 10 , in parte mi rendevo conto di essere schiavo ma non mi ribellavo del tutto per paura della disoccupazione . Oggi sono io il capo di me stesso ed è senza dubbio una vita migliore , lo apprezzo tanto anche perché ho sofferto , direi che se c’è una cosa positiva è questa .

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Tragicomico 16 Maggio 2022 - 22:54

Riesco a capirti Gianluca, visto che arrivo dallo stesso “percorso”. Ma come si dice, per capire quello che si vuole, bisogna capire prima quello che NON si vuole. Anche lavorativamente parolando.

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