Ma In Questo Mondo Moderno, Ci Interessa Ancora Vivere?

La domanda è d’obbligo visto l’andazzo di questo mondo moderno, un mondo nel quale il progresso, l’economia e lo sviluppo, sono i pilastri di una civiltà fondata sull’avere, sul consumo e sulle dipendenze. Non sappiamo più vivere autonomamente, noi ormai dipendiamo interamente dai servizi del sistema tecno-industriale al collasso che regola le nostre esistenze. Vi dipendiamo in maniera sempre più pressante e sempre più estesa in tutti gli aspetti della nostra vita.

Vi dipendiamo per abitare, per studiare, per curarci, per risolvere i nostri piccoli problemi. Vi dipendiamo per mangiare, per divertirci, per conoscere ma, soprattutto, per vivere. Noi non siamo più animali liberi, siamo diventati dei polli in batteria. E basta poco per rendersene conto. Pensate se qualcuno dovesse interrompere il flusso del “mangime”.. saremmo tutti già morti! Infatti non sappiamo più realizzarci attrezzi o utensili, non sappiamo più costruirci un riparo, non sappiamo più cucirci un vestito, non sappiamo più coltivare, cacciare, amare.

La nostra vita non è più nelle nostre mani, dipende da una fornitura alimentare di un ipermercato e se si bloccano i trasporti, si crea il panico. Un vita, la nostra, che dipende dal denaro e dalla conseguente schiavizzazione che ne deriva. E se dovessimo perdere questa schiavizzazione, ed essere licenziati, diventerebbe addirittura un dramma. Ma non finisce qui. La nostra vita dipende dai servizi assistenziali di questa o quest’altra istituzione, da una connessione ad internet, da una presa elettrica che non si stacchi. E se c’è uno sciopero? O un intoppo burocratico? È la fine. Noi siamo diventati tutto questo. Pensate che è stato calcolato che se ci fosse oggi un blackout mondiale di 1-2 mesi, sarebbero milioni le persone morte.

Quindi capite bene che non ha senso dire che siamo una civiltà evoluta e più intelligente o forte di quella dei primitivi. La verità è che più ci civilizziamo e più dipendiamo dal sistema. E quindi, conseguentemente, diventiamo vulnerabili. Deboli. Incapaci di fare da soli. E questo aspetto bisogna sentirlo, sperimentarlo, perché, che vi piaccia o meno, la civiltà non ci ha liberato la vita, ma ce l’ha messa in gabbia. Da animali liberi siamo diventati degli animali in cattività o, peggio ancora, animali domestici. E in gabbia, stai male, anche se non si vedono le sbarre e hai la connessione Wi-Fi e uno schermo ultrapiatto.

E infatti nel mondo moderno stiamo male. Sempre peggio. Nel mondo moderno aumenta l’uso di psicofarmaci, nel mondo moderno la violenza è in continuo e crescente aumento. Stalking, mobbing, bullismo, molestie sessuali, raptus omicidi, killer seriali, e potrei continuare ad oltranza. Ormai ci si prende a pungi per una fila non rispettata, ci si accoltella per un soprasso o ci si spara per una parola di troppo.

Nel mondo moderno spopolano i cosiddetti fenomeni di rigetto come la depressione post partum, l’infanticidio, il femminicidio, l’omofobia e imperversano le malattie nervose, anoressia, bulimia, autismo, attacchi di panico, crisi d’ansia, e tutta una serie di disagi psico-fisici che creano il mal di vivere. È come se fossimo diventati o stessimo diventando “allergici” alla nostra società. Ed è proprio quello che sta accadendo.

Pensate che non riusciamo più a dormire. 12 milioni di italiani dichiarano di soffrire di insonnia. Ma abbiamo difficoltà anche nel mangiare: celiachia, intolleranze alimentari, obesità, sono all’ordine del giorno. Vado avanti? Non riusciamo più nemmeno a respirare: allergie, forme asmatiche e malattie respiratorie ci perseguitano. Dormire, mangiare, respirare, sono funzioni essenziali per vivere. Ma siamo sicuri che ci interessa ancora della nostra vita?

O stiamo talmente male che vogliamo soltanto narcotizzarci e sballarci? Dico questo perché, guarda caso, la cultura dello sballo imperversa nel mondo moderno. Ci sono ragazzi ancora minorenni che si riducono a dei relitti con l’uso e abuso di alcol, pasticche, intrugli, miscugli, droghe sintetiche e anche qui, chi più ne ha, più ne metta. Infatti in questo mondo moderno aumenta la tossicodipendenza, aumenta l’alcolismo, aumenta il tabagismo, e la questione non riguarda soltanto i giovani, sia chiaro. Ci si distrugge e ci si devasta anche con il cibo e quelli che possiamo definire psico-alimenti, per non parlare poi dei psico-farmaci che assumiamo manco fossero pillole di saggezza.

E ora, per concludere, e dare ulteriore peso al quesito posto nel titolo di questo articolo, bisogna sottolineare alcuni dati ancora più sconcertanti. Perché noi non soltanto facciamo del male agli altri e ci distruggiamo in ogni modo possibile, ma noi arriviamo anche al limite estremo. E ci togliamo la vita! Il fenomeno del suicidio sta diventando un problema allarmante, è la decima causa di morte nel mondo.

Ogni anno è impressionante il numero delle persone che non ce la fa più a vivere in questo mondo moderno, e si toglie la vita. Una strage “nascosta”. Un milione di persone all’anno si suicidano in tutto il mondo. Sì, avete letto bene, un milione di persone. Due persone al minuto. Con una concentrazione maggiore nei paesi industrializzati e tecnologicamente avanzati. Civiltà, progresso, produzione, ma dov’è la felicità in tutto questo? Possibile che stiamo barattando la nostra vita in cambio di consumi sempre più elevati? Possibile che non ci rendiamo conto che la vita è una soltanto e che non ci capiterà un’altra occasione simile? E allora io mi chiedo, ancora una volta: ma in questo mondo moderno, ci interessa ancora vivere?

Tragicomico