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Le Persone Fragili Sono Persone Di Valore

Tragicomico
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Le persone fragili sono paragonabili, secondo lo psichiatra e scrittore Andreoli, a “un vetro pregiato di Murano o di un cristallo di Boemia: bello, elegante, ma basta poco perché si frantumi e si trasformi in frammenti inservibili”. Persone fragili, è vero, ma persone di grande valore, così come lo sono un vetro pregiato di Murano e, appunto, un cristallo di Boemia. Una rarità oggigiorno. In una società che considera forza e resistenza come valori assoluti, la fragilità viene vista non per il suo reale valore e la sua bellezza peculiare, ma diventa un’immagine di un’esperienza inutile e antiquata, immatura e malata, inconsistente e destituita di senso, estranea allo spirito della civiltà contemporanea che ama produrre oggetti industriali in serie, uno identico all’altro. La peculiarità, l’unicità e la conseguente fragilità, non sono caratteristiche ambite.

Chi è fragile è spesso una persona sensibile e delicata, che porta con sé una grande dote di gentilezza e di dignità. Valori che, oggi più che mai, sono di fondamentale importanza se vogliamo riproporre un nuovo Umanesimo. Ecco il loro grande valore e apporto. Eppure, questo forte pregiudizio che abbiamo come società nei confronti delle persone fragili, sembra ancora avere radici ben salde. Restiamo aggrappati con le unghie all’idea che la vita si realizzi solo se siamo forti e coraggiosi e andiamo dritti per la nostra strada. Vogliamo essere, in altre parole, i protagonisti assoluti in solitaria, fregandocene degli altri.

Una società, quella postmoderna, in cui non c’è posto per l’unicità. Una società nella quale bisogna essere efficienti, produttivi, competitivi, “sani” e globalizzati. Le persone fragili, con la loro delicatezza, trasparenza, con i loro vissuti e le loro difficoltà, disturbano i “vincenti”, i “sani”, quelli che “su le mani amico!” e non perdono occasione per dimostrare la loro forza e resistenza quando, senza esitare, ti mandano in frantumi per avere un loro vantaggio personale.

Viviamo in un’epoca in cui le persone sono costrette a indossare una pesante armatura per nascondere le loro fragilità, un’epoca che ha fatto del decisionismo e dell’arroganza delle virtù. Sostenere che la fragilità è bella e preziosa suona più che mai come una vera eresia. Poco consapevoli, però, del fatto che quando prendi consapevolezza della tua fragilità simile a quella di un vetro di Murano o di un cristallo di Boemia, acquisisci una gracilità che ti permette di capire e sentire innumerevoli fragilità umane e di rispettarle nelle loro forme e sfumature, tutte diverse, tutte preziose. Perché quando sai di essere fragile, stai molto attento a non mandare in frantumi altri vetri pregiati e cristalli preziosi come te.

Le persone fragili hanno un animo delicato, che più di ogni altro, dimostra forza, tenacia e coraggio. Perché devi avere coraggio per andare in giro con la tua fragilità e rischiare di andare in frantumi. Ma lo fai, perché sai che possiedi una bellezza dal valore incalcolabile e vorresti essere fiero di mostrarla al mondo.

Ma in questa folle corsa postmoderna e presi da mille impegni, per produrre sempre di più, per avere sempre di più, passiamo accanto alle persone fragili senza accorgerci della loro bellezza, della loro unicità. Siamo così abituati a vedere “tutto uguale” che ci fermiamo all’apparenza, alla superficie, senza riflettere, senza sentire, senza vedere. Perché vedere la fragilità in un altro significa, innanzitutto, essere bravi osservatori.

Le persone fragili infatti, non chiedono, non si esibiscono, ma sperano che qualcuno le noti, le ascolti. Sono portate a sentire e vivere i sentimenti degli altri. Amano essere in un dialogo continuo con gli altri. Questo le rende persone speciali e di valore. Persone coscienti dei propri limiti e del proprio valore, ma consapevoli che la vita ha senso solo in questa collaborazione con gli altri, vista da molti come una fatica e una perdita di tempo. Invece è il contrario, è solo così che realizziamo fino in fondo quello che è il destino della condizione umana.

La fragilità è un desiderio ancestrale di ascolto, di espressione e di gentilezza, di servizio a sé e agli altri. Così come cristallo è prezioso per se stesso e per gli altri, allo stesso modo le persone fragili sono delle oasi naturali nel bel mezzo del deserto dell’indifferenza e dell’egoismo, dell’aggressività e della violenza, che rendono la nostra società sempre più arida e cieca verso se stessa e verso il prossimo. Difendere e valorizzare la qualità della vita dei più fragili significa difendere e valorizzare la qualità della vita di tutti noi.

Tragicomico

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8 comments

Rosanna Abbate 23 Ottobre 2019 - 23:10

Bello bello..articolo interessante questa fragilità, che inviti alla fine di difendere e valorizzare la qualità della vita dei più fragili perché significa valorizzare la qualità della vita di tutti!! Grande frase..sperando che non rimanga tale..e che venga recepita dai più!! Grazie e complimenti!!

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Tragicomico 23 Ottobre 2019 - 23:35

Grazie a te Rosanna, quando un articolo piace io ho raggiunto il mio obiettivo. Non è facile parlare di fragilità umane ma io, nel mio piccolo, ho voluto provarci. Alla prossima!

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maurizio adelio vuturo 24 Ottobre 2019 - 21:53

caro tragicomico
BELLISSIMO!quello che hai descritto in questo articolo mi rappresenta in tutto, e si sposa alla perfezione con quello che sto vivendo Sono un inventore e nelle scorse settimana ho contattato diversi siti sul web che promuovono la sostenibilita’. ho infatti inventato un sistema per creare energia elettrica in gran quntita’ pulita e innovabile. Le invio in copia e incolla la mail.

Conclusioni. Nessuno si è degnato di rispondermi e in questo momento mi sento un vaso di cristallo in mezzo a vasi di piombo. Questo progetto cambierebbe la vita di tutti eppure nessuno ha interesse ad ascoltarmi. Vorrei realizzarlo per tutti ,come un servizio per tutti, per l’utilita’ di tutti anche senza guadagnarci niente. Inascoltato. sono nello sconforto piu’totale,nella fragilita’ piu’ profonda che vedo negli altri ma adesso vdo anche in me, e proprio perche osservo sono inventore e passo moto tempo ad osservare tutto , dai fenomeni naturali al moto e al fluir dell’acqua alle persone che mi passano davanti seduto su una panchina o ad un bar.

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Tragicomico 27 Ottobre 2019 - 23:40

Capisco il tuo stato d’animo Maurizio, anzi provo ad immaginarlo, quello sconforto che sorge in questa società sorda, che ha orecchie solo per il profitto, mentre tutto il resto viene ignorato. Sento la tua fragilità, la tua voglia di mostrare la bellezza delle tue invenzioni, la loro utilità, la loro unicità. Ma come ho scritto nell’articolo, sono pochi ormai quelli che sanno cogliere questa fragilità, così come sono pochi quelli che ancora sono in grado di apprezzare le persone di valore. Un mio consiglio: non fermarti.

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MARIA LABELLA 30 Ottobre 2019 - 16:02

Per Maurizio.
…Evidentemente non ha incontrato le persone ”giuste” quelle che con intelligenza ed intuito sanno cogliere valutando (al di là dei profitti economici che ovviamente esistono dietro meccanismi del genere) l’enorme potenziale al quale ha e sta lavorando dopo aver osservato con l’occhio della sensibilità quanto la circonda.
È ovvio che capovolgere un ”sistema” uso ad arricchirsi travolgendo senza ritegno quanto di meraviglioso ci circonda non è facile e di sicuro non è roba da poco.
Non pensi che non abbiano capito la sua invenzione tanto meno quanto da essa potrebbe scaturire se come afferma ha trovato il modo di produrre energia pulita non soggetta ad esaurimento.
Le sembra roba da poco?… O, incapaci, non hanno visto lungo oppure il loro silenzioso atteggiamento è solo paura… quella di non averne la forza, di non essere all’altezza, di non avere il coraggio di essere i primi a poter e voler – con la loro scelta nei confronti della sua invenzione – capovolgere un ”sistema”.
Se così fosse io li vedo deboli, buoni solo a gonfiarsi di vana gloria e di soldi, coinvolti ormai probabilmente in una vorticosa girandola dalla quale per loro è difficile uscire, liberandosi da vincoli atavici, trovando la forza per poter modificare sostanzialmente la loro vita e quella degli altri.
Non si affligga, non si demoralizzi, anzi pensi a quanto le ho scritto e ne sii fiero.
Loro non sono alla sua altezza,non sono all’altezza di una persona che con la sua ”sensibilità”e forte della sua ”fragilità”,con il suo altruismo può,vorrebbe,e probabilmente sarebbe capace di trasformare il mondo.
Le sembra roba da poco?
Auguri. Che la sua invenzione possa, chissà, migliorare nell’imminente futuro, la vita di noi tutti.
P.S.: non demorda, con la ”forza” della sua sensibilità e con la ”fragilità” che la contraddistingue, continui a cercare.

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Daniele 28 Ottobre 2019 - 6:00

Per maurizio: non fermarti. . . all’Italia!!! Non che nel resto del mondo gli interessi materialistici non prevalgano su idee umane, ma qui proprio vige l’immobilismo e la paura ad esporsi anche solo per rispondere ad una mail… ti sono vicino e grazie per la condivisione.

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Daniele z 28 Ottobre 2019 - 6:22

“Chi è fragile è spesso una persona sensibile e delicata, che porta con sé una grande dote di gentilezza e di dignità. Valori che, oggi più che mai, sono di fondamentale importanza se vogliamo riproporre un nuovo Umanesimo”
Scrivi ma un nuovo umanesimo, per come lo intendi, credo significhi la dissoluzione proprio del mondo stesso, dove per esistere ogni + necessita del suo -,e viceversa rendendo cosi possibile tale “illusione” che percepiamo/viviamo!!!
Andando poi più sul concreto, non é realmente cio che tutti riescono a visualizzare/desiderare, fermandosi al domandarsi “come?” cavalcare le regole di questo gioco, anziché fermarsi e chiedersi “perche?” solo con quest ultima forse, fermandosi si capisce che senza cambiare la tavola su cui poggia il gioco,il gioco possa cambiare. Ma siamo cosi istruiti a identificarci in un nome, ruolo, regole,ecc ecc che per fermarci alla corretta domanda, o ti ritrovi in presenza di maharaj o ti deve fermare la stessa “vita/illusione, che identificandoci nel corpo arriva come un pugno devastante in pieno volto, ma che accettando la vera natura dello scenario illusorio vissuto tramite corpo, aver dato libertà e valorizzato la propria empatia, compassione e fragilità significa non valorizzare la qualità della vita di tutti noi, ma della propria.

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Tragicomico 28 Ottobre 2019 - 9:13

Un nuovo umanesimo non significa la soppressione del precedente, ma una trasformazione, ovvero un cambio di direzione, che è quello che auspichi anche tu nella seconda parte del tuo commento. Una direzione più umana, più a misura d’uomo, meno avere e più essere. Questa sì che sarebbe una grande rivoluzione per dare vita ad un nuovo umanesimo, dove le persone fragili non si trovano più ai margini della società, ma diventano preziosi manufatti da custodire per la loro estrema bellezza e fragilità.

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