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Friedrich Nietzsche, L’Anticristo E La Legge Contro Il Cristianesimo

Tragicomico
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Nietzsche-Friedrich-AnticristoL’Anticristo, di Friedrich Nietzsche, è una delle opere letterarie più spietate e brutali, attraverso la quale viene scardinato il Cristianesimo passato e presente. Ma più che una critica, quello del filosofo è un vero e proprio sfogo verso tutto ciò che il cristianesimo ha “corrotto” in maniera subdola, in particolare i pensieri e i modi di fare, la menzogna della morale e la truffa della virtù.
Spesso è più facile trincerarsi dietro slogan beceri, luoghi comuni, per “sentito dire”, anziché approfondire l’opera di un uomo che è sempre stato inattuale e scomodo in quanto ha messo a nudo l’essere umano. “L’Anticristo” è un testo di dinamite allo stato puro. Scritto nel 1888, è una condanna alla Chiesa cristiana attraverso l’accusa più spaventosa che mai sia uscita dalla bocca di un filosofo.

Nietzsche, in quest’opera, nega e rigetta ogni visione del mondo in senso cristiano, definendo la religione cristiana “pura menzogna” e i preti “mentitori”, in quanto essi stessi sono portatori di una menzogna che sanno essere tale. Un Cristianesimo colpevole di mantenere nell’ignoranza le persone, colpevole delle guerre attuate in suo nome, delle persecuzioni, ma soprattutto, colpevole di aver reso vano tutta la magnifica opera sociale e di pensiero portata avanti dai Greci e dai Romani. Nietzsche scrive nell’Anticristo: “L’intero lavoro del mondo antico per nulla: non trovo parole per esprimere il mio sentimento davanti a qualcosa di così mostruoso […] A che scopo i Greci? A che scopo i Romani?

In un libro come questo, intitolato “L’Anticristo” , si resta inizialmente spiazzati per le parole dolcissime, e profondamente amiche, scritte dall’autore sulla figura di Cristo. Nietzsche infatti, non ha nulla da ridire sull’operato di Gesù, la sua condanna è indirizzata verso le credenze religiose, del cristianesimo e della morale, e più in generale, contro tutte le forze nemiche della vita e capaci di camuffarsi dietro le potenze della religione e della cultura. Contro questi “valori” Nietzsche scende definitivamente in guerra, attraverso le pagine devastatrici di questo libro, giungendo a creare, alla fine, la sua “legge contro il cristianesimo”, firmata col nome terribile dell’Anticristo:

Guerra mortale contro il vizio: il vizio è il Cristianesimo

Prima proposizione.
– Viziosa è ogni specie di contronatura. La più viziosa specie d’uomo è il prete; egli insegna la contronatura. Contro il prete non si hanno motivi, si ha la prigione.

Seconda proposizione.
– Partecipare ad un ufficio divino è un attentato alla pubblica moralità. Si deve essere più severi contro i protestanti che contro i cattolici, più severi contro i protestanti liberati che contro quelli di stretta osservanza. Il delittuoso dell’esser cristiani cresce vieppiù ci si avvicini alla scienza. Il criminale dei criminali è quindi il filosofo.

Terza proposizione.
– Il luogo esecrando in cui il cristianesimo ha covato le sue uova di basilisco sia distrutto pietra su pietra e sia il terrore di tutta la posterità quale luogo abominevole della terra. Su di esso si allevino serpenti velenosi.

Quarta proposizione.
– La predicazione della castità è istigazione pubblica alla contronatura. Ogni disprezzo della vita sessuale, ogni contaminazione della medesima mediante la nozione di “impurità” è vero e proprio peccato contro il sacro spirito della vita.

Quinta proposizione.
– Chi mangia alla stessa tavola di un prete sia proscritto: con ciò egli si scomunica dalla retta società. Il prete è il nostro Ciandala – lo si deve mettere al bando, affamare, menare in ogni specie di deserto.

Sesta proposizione.
Si chiami la storia “sacra” col nome che merita in quanto storia maledetta; le parole “Dio”, “salvatore”, “redentore”, “santo” siano usate come oltraggi, come epiteti da criminali.

Settima proposizione.
Il resto è conseguenza.”

Leggendo “L’Anticristo” viene da chiedersi se sia possibile, nell’osservare la realtà, spogliarsi veramente da tutte le incrostature ideologiche, le morali, i dogmi e le convinzioni che occupano la nostra mente.
Ci si chiede se sia possibile avere uno sguardo libero, non condizionato, sulla realtà. E soprattutto viene da chiedersi quanto questo luminare filosofo ci abbia visto giusto, nelle sue spaventose ricostruzioni. Tutti i cercatori di verità non possono che porsi le stesse domande che si poneva un tempo Nietzsche, ovvero: Queste imposizioni morali, da dove arrivano? Che storia hanno? Come si è formata la realtà che noi oggi viviamo?
Perché se le risposte fornite da Nietzsche sono quelle giuste, allora bisogna ripartire da zero, bisogna abolire il comportamento quotidiano e gli imperativi morali ai quali ci sentiamo di dover obbedire ogni giorno, in ogni situazione. Osate immaginare quale scenario apocalittico per chi ha fatto, della morale, il proprio vangelo quotidiano?

Finalmente l’Essere sarebbe libero dal “dover-essere”, saremmo liberi dalla prigione mentale nella quale la morale ci respinge. Le imposizioni morali che ci soggiogano, frutto di millenni di cristianesimo, ebraismo e metafisica, sono la cosa più contronatura, antivitale e mortale che esista. È stato messo in piedi un sistema che si può benissimamente definire “Ordine Morale del Mondo”, ma che viene scardinato ed affossato da Nietzsche, che lotta per un percorso verso il pieno dispiegamento dell’Uomo in tutte le sue potenzialità.

Ma troppa verità fa male, la gente ha paura della verità, del dover ricominciare da zero. Ed ecco che Nietzsche viene visto come il pazzo di turno, Satana in persona, un modo di pensare ormani antico per noi che siamo nel nuovo millennio e si volta quindi pagina, su ciò che si è letto e capito su questo filosofo; in fondo è più comodo così, continuare a vivere con le proprie morali ed i propri dogmi. La verità è che non ci siamo evoluti per niente, in termini assoluti. Il mio augurio è che Nietzsche sarà digeribile per intero tra cento o mille anni, affinché l’umanità intera possa liberarsi dalle catene del Cristianesimo e attuare quella che l’autore definisce la “Trasvalutazione di tutti i valori!”.

Tragicomico

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