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Il Mito Di Atlantide Raccontato Da Platone

Tragicomico
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atlantide_mito_platoneL’ascesa e la caduta di Atlantide , narrate dal filosofo greco Platone, ossessionano la fantasia degli Europei da più di duemila anni. Nei dialoghi “Timeo” e “Crizia”, Platone è stato il primo a parlare della leggendaria isola e della sua civiltà, descrivendo Atlantide come una grande nazione marinara, favolosamente ricca, situata oltre le “Colonne d’Ercole” (lo stretto di Gibilterra) e signora incontrastata del Mediterraneo fino all’Egitto e all’Etruria. Era una terra ricca di risorse naturali: il legname, le pietre e i metalli preziosi abbondavano, come gli alberi da frutta, gli ortaggi e le erbe. Ciò che al giorno d’oggi definiremmo come un “paradiso terrestre”! Imponenti montagne la riparavano dai venti del nord; animali selvatici e domestici, tra cui gli elefanti, la popolavano. Dieci “Re”, discendenti da Poseidone, regnavano sulle dieci regioni in cui era divisa l’isola, collaborando tra loro in armonia (altro che i politici attuali!!).

Platone raccontava che, quando gli dei di erano spartiti la terra, Atlantide era satlantide-poseidonetata assegnata a Poseidone, il dio del mare e dei terremoti. Su una collina dell’isola viveva una donna mortale, di nome Clito, di cui il dio si innamorò. Per proteggerla, trasformò la collina in una fortezza, circondata da tre fossati concentrici.  I discendenti di Clito, gli Atlantidi, fondarono una città dove era stata la sua abitazione, incorporandovi i cinque anelli di terra e acqua. Sulla sommità del colle eressero il “palazzo reale”. Al centro della reggia sorgeva il tempio di Poseidone, corretto da colonne d’oro, rivestito d’argento e circondato da un muro d’oro; all’interno c’era la statua d’oro del dio, alla guida del suo cocchio tirato da sei cavalli alati.

Nei pressi del tempio, una sorgente calda e una fredda rifornivano d’acqua i serbatoi e i bagni. Sui due anelli di terra si trovavano templi e giardini, maneggi e ginnasi, e un ippodromo. Nei porti erano all’ancora veloci triremi, pronte a prendere il mare e ad avventurarsi nell’oceano.

La rovina di Atlantide e della sua grandezza ebbe origine all’interno, a causa della corruzione dei suoi abitanti. Dapprima nobili e giusti, col tempo gli Atlantidi si trasformarono in aggressori avidi di potere e cercarono di assoggettare i paesi vicini (Americhe?). In altre parole, un film già visto, alla faccia di chi sostiene che la storia non è ciclica! Alla fine, però, vennero sconfitti dagli Ateniesi e la loro isola fu distrutta da una catastrofe naturale. Platone (morto nel 347 a.C.) affermava che circa duecento anni prima dei suoi tempi, questa “storia vera” era stata raccontata all’ateniese Solone dai sacerdoti di Sais, la capitale del Basso Egitto. La storia sarebbe stata tramandata oralmente finché non arrivò a Platone, che la citò nei suoi dialoghi. Aristotele, il suo discepolo più famoso, non vi credeva. Eppure, dal tempo di Platone, su Atlantide sono stati scritti più di ventimila libri, e ben pochi contestano la veridicità del suo racconto.

Da secoli l’enigma dell’esistenza di Atlantide e della sua ubicazione affascina studio e mistici, me compreso. Nel XVI secolo, John Dee, l’astrologo e alchimista della regina Elisabetta d’Inghilterra, suggerì che l’America da poco scoperta fosse in realtà Atlantide. Nel secolo seguente, uno svedese di nome Olof Rudbeck collocò il grande continente sommerso in Svezia. In effetti, nel corso del tempo, Atlantide più che un mito è diventata un’isola fantasma, riconosciuta nelle regioni più disparate, dall’Australia al Brasile, da Malta all’Inghilterra e alla Groenlandia. Ma molti cercatori di Atlantide seguono fedelmente nel situare l’isola oltre lo stretto di Gibilterra.

Altri pensano che la descrizione di Atlantide richiami alcuni elementi di una civiltà fiorita nell’isola di Thera fino al 1500 a.C. circa, quando fu annientata da un’immane eruzione vulcanica. La ceramica e gli affreschi rinvenuti a Thera sono simili a quelli della raffinata cultura minoica di creta, 120km a sud di Thera. L’eruzione di Thera, oltre a distruggere l’isola potrebbe anche aver accelerato il crollo della Creta minoica, databile intorno al 1450 a. C. È possibile che il racconto di Platone nasca da un confuso ricordo di questa tragedia? Ma è altresì pensabile che un personaggio di cultura immensa come Platone possa in realtà confondersi? 😀

Come gli Atlantidi, i Minoici erano un popolo di marinai e mercanti, con cantieri navali, potenti flotte e un florido commercio marittimo. Erano abili costruttori e artigiani, proprio come gli Atlantidi. Come ad Atlantide, nei riti minoici aveva un ruolo di primo piano il toro, l’animale sacro a Poseidone, lo Scuotitore della Terra. Inoltre, anche questa ricca civiltà sembra aver conosciuto una fine improvvisa. Se si toglie uno zero alla datazione platonica di Atlantide, 9000 anni prima di Solone (forse un errore dello scriba, o una “voluta” esagerazione!) si ricade perfettamente nell’arco temporale della cultura minoica. Ma anche questa teoria presenta dei problemi, non ultima infatti, l’esplicita affermazione di Platone che Atlantide si trovasse oltre le Colonne d’Ercole. Intanto, molti continuano a cercare l’Isola dell’utopia di Platone, suggestionati dal suo splendore e dalla felicità di cui godevano gli abitanti del primo periodo del mito di Atlantide.

“Innanzi a quella foce stretta che si chiama colonne d’Ercole, c’era un’isola. E quest’isola era più grande della Libia e dell’Asia insieme, e da essa si poteva passare ad altre isole e da queste alla terraferma di fronte. […] In tempi posteriori […], essendo succeduti terremoti e cataclismi straordinari, nel volgere di un giorno e di una brutta notte […] tutto in massa si sprofondò sotto terra, e l’isola Atlantide similmente ingoiata dal mare scomparve.” Platone

“L’uomo che l’ha sognata, l’ha anche fatta scomparire.” Aristotele

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