
Evviva il tempo che passa!
Sembra una contraddizione, un ossimoro sfacciato sparato in faccia alla paura più grande: quella di invecchiare, di appassire, di vedere la sabbia nella clessidra scendere inesorabilmente. Eppure, in questo “evviva” c’è una verità che colpisce come uno schiaffo in pieno volto, doloroso e risvegliante al tempo stesso.
È un atto di ribellione contro la staticità, contro l’illusione di un presente eterno.
È l’accettazione del cambiamento come forza vitale, come motore di evoluzione.
Per anni ho vissuto nell’illusione di possedere un credito illimitato di tempo, come se avessi un conto in banca ricolmo di ore, giorni, anni, da spendere con noncuranza. E come un giovane erede di una fortuna immensa, lo sprecavo, quel tempo. Lo lasciavo scorrere tra le dita come acqua di sorgente, convinto che la fonte non si sarebbe mai esaurita. Mi concedevo maratone di impegni non graditi, ore trascorse dinanzi a schermi luminosi senza avere uno scopo preciso, giornate intere perse in un limbo di procrastinazione. Rimandavo, accumulavo, soffrivo, nutrendomi della vana convinzione che ci sarebbe sempre stato un “domani” per recuperare, per invertire la rotta, per dare un senso a tutto quel tempo disperso.
Era un lusso che credevo di potermi permettere, il lusso dell’infinito. E come ogni lusso sprecato, come un gioiello prezioso gettato in un angolo buio, non ne apprezzavo il valore. Poi, qualcosa è cambiato. Non un evento preciso, forse, ma una consapevolezza lenta, inesorabile, come l’alba che sorge in tranquillità e tinge il cielo di sfumature sempre più vivide. Ho iniziato a sentire il ticchettio dell’orologio, ogni secondo che scandiva un passo verso l’ignoto. Ho realizzato che la clessidra non era solo un simbolo, ma una realtà tangibile, una metafora della mia stessa esistenza. La sabbia scorreva, granello dopo granello, momento dopo momento, e non potevo fermarla. E con questa consapevolezza, con questa presa di coscienza della mia finitezza, è arrivata una strana forma di gratitudine, un’accettazione profonda e liberatoria. Da questa gratitudine, da questa nuova prospettiva sulla vita, è nato il mio primo libro “Schiavi del Tempo“.
Evviva il tempo che passa! Del resto, se ne avessi a disposizione una quantità infinita, lo sprecherei interamente. In effetti, è proprio ciò che ho già fatto! L’infinito è un concetto astratto, privo di urgenza e di valore intrinseco. È la scarsità, con i suoi limiti, a conferire valore alle cose; è la consapevolezza dell’ineluttabile fine a rendere prezioso ogni singolo istante.
Ora che ho compreso la finitezza del tempo, ora che ne percepisco il peso specifico, il suo valore inestimabile, desidero fare di ogni minuto il mio impero. Non intendo un impero nel senso di potere o dominio sugli altri, ma un regno interiore di ricchezza e pienezza. Un impero di esperienze significative, di emozioni autentiche, di connessioni profonde con il mondo e con gli altri.
Voglio riempire ogni giorno di significato.
Voglio imparare cose nuove, coltivare le mie passioni, dedicare tempo alle persone vicine.
Voglio viaggiare, esplorare, scoprire il mondo e me stesso.
Voglio leggere libri che mi aprano la mente, ascoltare musica che mi tocchi il cuore, guardare film che mi facciano riflettere.
Voglio smettere di rimandare.
Voglio dire “sì” più spesso, buttarmi, osare.
Voglio affrontare le mie paure, superare i miei limiti.
Voglio vivere intensamente, senza rimpianti.
Non so quanto tempo mi resta, nessuno lo sa.
Ma una cosa è certa: da ora in poi, non ne sprecherò nemmeno un istante. Ogni minuto è un dono del cielo, un’opportunità da cogliere, una tessera preziosa che va a comporre il mosaico della mia vita. E desidero che questo mosaico, alla fine, sia un’opera d’arte unica e meravigliosa. Un’opera d’arte fatta di momenti vissuti, di emozioni, di esperienze, non di tempo sprecato.
Evviva, quindi, il tempo che passa.
Che mi ricorda, ogni giorno, di vivere.





8 commenti
Si,davvero, benedetto sia il tempo che passa, che tutto trasforma,cambia e soprattutto noi con lui. Personalmente, l età avanzata mi ha regalato delle cose buone: a trasformare i sentimenti negativi in positivi (difficilissimo! Ma non impossibile!) Oppure ad esempio,proprio a non temere il suo passo veloce(e non è una cosa scontata) Non ricordo dove,ma mi viene in mente uno scritto che ho letto tempo fa, diceva che la vita è come un sacchetto di caramelle a disposizione (le mie credo siano quasi finite). Ma va bene così. Un saluto.
Cara Franca, è vero, c’è una profonda benedizione nel fluire del tempo, non solo perché trasforma il mondo esterno, ma soprattutto perché ci plasma interiormente. E la tua alchimia interiore, con la sua notevole capacità trasformativa, è un chiaro segnale che hai investito il tuo tempo in modo ottimale, ottenendo risultati preziosi. A proposito di caramelle, per come la vedo io, ciò che realmente conta è averne pienamente assaporato la dolcezza. Un abbraccio!
Sai Ivan: è stato,a volte molto faticoso e soprattutto molte non sono riuscita a trasformare positivamente il subbuglio interno, ma quelle in cui sono riuscita mi hanno ricompensata.
Eh le caramelle…quelle amare ti fanno capire la differenza. Ma è vero,se le hai apprezzate tutto torna. Contraccambio.
Tra poco si comincia a lavorare nell orto,quindi se il tempo lo permetterà ci sentiremo a settembre.
Buoni pensieri a tutti.
Grazie Franca, parole di grande saggezza le tue. Buon lavoro (esteriore e interiore) e buon tutto, a presto!
Grazie ancora Ivan per il tuo tempo , ricordo il tuo bellissimo primo libro . Anch’io in passato buttai il mio tempo non apprezzando me stesso perché non capivo chi ero , oggi è molto diverso , come dici tu sono grato per ogni istante donatomi utilissimo a riflettere sugli errori e perfino su miei comportamenti giusti che giudicai sbagliati perché me lo impose questa società malata . Per esempio la lentezza è preziosa , come sai meglio di me , l’ho sempre sentito ma quasi nessuno me lo ha mai confermato .
Caro Luca, oggigiorno è sempre più raro e difficile trovare chi vede nella lentezza un valore prezioso. Ecco perché viviamo in un’epoca di “Schiavi del Tempo“, dove tutti pensano a correre, correre, senza chiedersi perché e dove. Apprezzare il proprio tempo, dargli valore, non è solo una consapevolezza, lo reputo una grande saggezza. Grazie del tuo commento e buon tutto.
Grazie a te . Talvolta mentre lavoro all’aperto vedo muoversi lumache , formiche o vermicelli , il loro andamento lento mi ispira simpatia e tenerezza , se potessi le abbraccerei .
Sei un’anima preziosa, Luca.