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Senza Filosofia Non C’è Futuro (Per L’Umanità)

Tragicomico
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La filosofia è una roba antica e complicata!”. C’è questo pensiero comune che aleggia nell’aria e sulle teste di tanti esseri lobotomizzati immersi nella loro vita scadente, fatta per lo più di affanno, scadenze, doveri, vite di corsa nelle quali il pensiero come la riflessione non trovano più posto, figuriamoci il pensare “alto”. Eppure la filosofia, questa roba antica e complicata, è riuscita a sopravvivere alle intemperie delle epoche più impetuose, e arrivare fino alla nostra, di epoca sciagurata. Ma adesso è arrivato il momento di guardarci in faccia e chiederci: qui, fra questi esseri non-pensanti, c’è ancora posto per la filosofia? C’è ancora spazio per le qualità intellettuali nel vuoto cosmico che avvolge l’Homo consumens descritto da Bauman?

Perché vedete, la filosofia richiede tempo, tempo per se stessi, tempo per oziare, tempo per riflettere. È un gran rompicapo la filosofia, è un puzzle con dei pezzi mancanti, che non combaciano, ma il bello è tutto lì, nella non-risposta, nella non-perfezione, in quel luccichio lontano, un piacere strambo ma che dà profondità alla mente, per un approccio esistenziale verso gli aspetti problematici della vita. E in questa società sempre di corsa, tutta testa bassa e pedalare, dove l’avere ha sostituito l’essere, c’è davvero ancora tempo per porsi le domande, per chiedere, cercare risposte, per pensare?

«Una società grottesca che corre senza direzione, tappa dopo tappa, anno dopo anno, sogno infranto dopo sogno infranto, incapace di fermarsi e respirare, di sciogliersi in un abbraccio, di porsi le domande che contano davvero.»
Dal mio libroSchiavi del Tempo

Sono pochi quelli che, in questa folle corsa verso l’utilitarismo e il materialismo più cieco, decidono di aprire gli occhi, fermarsi e porsi qualche domanda… su loro stessi, sull’uomo, l’Universo, sui problemi che attanagliano questa società al collasso. Magari senza giungere ad una risposta, anche sbagliando, ma con il grande pregio di vedere la complessità della situazione, di aprire la mente verso scenari dimenticati o poco sondati. E ho avuto piacere di constare che fra questi pochi, molti sono giovani, spesso studenti, che nutrono interesse non solo per le materie filosofiche, ma una sana curiosità verso quelli che sono i problemi dell’uomo di oggi, l’uomo postmoderno. Sono loro la grande speranza, per questa umanità che senza filosofia, è destinata a non avere un futuro.

La filosofia è l’unica arte che ti permette di scavare nella realtà più profonda senza fermarti all’apparenza, ti permette, inoltre, di aprire la mente verso nuovi orizzonti e nuovi approcci, creando delle vere e proprie crepe sociali. E credo che l’evoluzione umana sia sorretta da quel bastone saggio che è la filosofia, senza il quale nessun futuro può essere raggiunto, come umanità. Ci arriveremo come zombi, automi, burattini, ma non come esseri umani.

Altro che roba antica, la filosofia è fonte di innovazione, lo è sempre stata. I più grandi progressi culturali e sociali sono avvenuti attraverso la filosofia. L’uomo delle caverne, l’uomo raccoglitore, erano uomini filosofi: si ponevano domande, scrutavano l’orizzonte, si ingegnavano per costruire ripari, utensili e armi per la caccia, erano uomini capacissimi di pensare in modo astratto e complesso. A tal proposito consiglio la lettura – molto interessante – intitolata “L’uomo primitivo come filosofo”, dell’antropologo Paul Radin. Possiamo tranquillamente affermare che filosofia è nata con e nell’uomo e ce lo insegna anche Copernico che alla base del progresso c’è l’apertura mentale e non potrebbe essere altrimenti: perché senza questa apertura mentale, senza il pensiero personale il destino come società è già segnato. Un’esistenza priva di coscienza, un unico pensiero dominante e la disumanizzazione della mente umana.

Oggi, per evitare la morte dell’intelletto, abbiamo bisogno più che mai del libero pensiero, dell’amore per la riflessione. Ecco perché abbiamo bisogno del bastone di appoggio della filosofia, per fermarci e domandarci se per caso non stiamo sbagliando qualcosa nel soppiantare la filosofia con la tecnologia, nel chiudere nei cassetti i nostri dubbi e fare spazio ai pregiudizi venduti a buon mercato dai mass media e sui social.

È arrivato il momento di mettere in dubbio le nostre certezze e offrire la luce alle nostre insicurezze. Questa è filosofia signori miei! Per sottoporre i nostri giudizi e le nostre convinzioni ad un esame di validità, concedersi il diritto di pensare che le cose potrebbero non essere come pensiamo che siano. La filosofia è umile, a differenza di altre dottrine che sventolano ai quattro venti le loro certezze, i loro dogmi, i loro calcoli. La filosofia no, lei si limita a mettere in dubbio, non ti dà risposte, non pecca di superbia, non provoca guerre, carestie, non vive di dogmatismi, fondamentalismi e chiusura mentale. La filosofia è quel bastone d’appoggio che ti conduce al di là dell’apparenza, lì dove il pensiero umano prende forma, oltre il varco del conosciuto, del ragionevole, perché lei è così, un po’ rompiscatole, un po’ problematica, ma tremendamente necessaria per noi umani.

A chi chiede a che cosa serva la filosofia, bisogna rispondere aggressivamente perché la domanda è volutamente ironica e caustica: la filosofia non serve né allo Stato né alla Chiesa, che hanno altre preoccupazioni, e non è al servizio di nessuna potenza consolidata. La filosofia serve a rattristare: una filosofia che non rattristi, che non riesca a contrariare nessuno, che non sia in grado di arrecare alcun danno alla stupidità e di smascherare lo scandalo, non è filosofia. Posto che sembra non esserci alcuna disciplina al di fuori della filosofia che si prefigga lo scopo di opporsi criticamente a tutte le mistificazioni, qualsiasi origine e finalità esse abbiano, l’unico modo in cui la filosofia potrà essere usata consisterà nel denunciare la bassezza del pensiero in tutte le sue forme, nello smascherare le finzioni con cui le forze reattive hanno il sopravvento e, nella finzione, il miscuglio di bassezza e stupidità che dà luogo a quella sorprendente complicità tra vittime e carnefici. Essa dovrà inoltre trasformare il pensiero in un qualcosa di aggressivo, attivo e affermativo, formare uomini liberi, che non confondano cioè i fini della cultura con gli interessi dello Stato, della morale o della religione, combattere il risentimento e la cattiva coscienza che hanno usurpato in noi il pensiero, sconfiggere infine il negativo e il suo falso prestigio.
Gilles Deleuze – “Nietzsche e la filosofia

Tragicomico

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Daniele 11 Agosto 2020 - 17:39

Come sempre mi accade Ivan, ti leggo con sincero piacere. Grazie

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Tragicomico 11 Agosto 2020 - 17:57

Grazie Daniele, apprezzo il tuo “esserci” come lettore e come persona. Sono onorato.

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Luca 12 Agosto 2020 - 9:20

Riflessioni sempre molto interessanti ed attuali. Complimenti!

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Tragicomico 12 Agosto 2020 - 12:23

Grazie Luca, un abbraccio!

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Alberto 13 Agosto 2020 - 23:33

Ti leggo con grande piacere da anni.

Continua così, Ivan! 😉

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Tragicomico 20 Agosto 2020 - 22:28

Grazie Alberto, sono questi messaggi di stima e fiducia che mi offrono la giusta linfa per continuare a scrivere e divulgare. Un abbraccio!

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Paolo 7 Settembre 2020 - 11:10

Non posso che condividere le tue riflessioni.
Purtroppo siamo entrati in un epoca buia in cui la filosofia conta meno di un app.
Le ultime vicende, purtroppo,stanno dando un ulteriore spallata alla libertà di pensiero.
Restiamo desti.

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Tragicomico 7 Settembre 2020 - 16:59

Purtroppo sì Paolo, la filosofia non ha perso il suo valore, che resta sempre inestimabile, ma il rispetto verso una forma di conoscenza imprescindibile per l’essere umano. Grazie per essere passato da qui.

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Annamaria Negro 7 Settembre 2020 - 15:14

Ti ho trovato per caso (forse) e spero di continuare a trovarti. È come se ritornassi sui miei passi dopo aver perso di vista il mio orizzonte per troppo tempo. Grazie!

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Tragicomico 10 Settembre 2020 - 9:22

Grazie AnnaMaria, per questa tue parole così preziose e piene di bontà d’animo. Spero davvero di poter essere ancora utile lungo il tuo percorso di vita. A presto!

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