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Riuscire A Vedere Oltre La Crisi..

Tragicomico
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vedere_oltre_la_crisiLa crisi non va guardata, ma bisogna vederla, vedere cosa rappresenta, vederla dall’interno e soprattutto bisogna riuscire a vedere cosa c’è DOPO la crisi. Badate bene, ho usato il verbo vedere e non guardare, perché il primo implica una posizione attiva, mentre guardare è un posizione passiva. In un altro mio articolo, ho ben spiegato la differenza tra il guardare e il vedere e il filosofo Thoreau disse al riguardo: “Non importa quello che stai guardando, ma quello che riesci a vedere”.

Questa premessa è necessaria se vogliamo realmente capire la crisi, il suo significato, il suo perché. Le crisi sociali ed economiche, come anche le malattie e le sofferenze umane, hanno tutti senso d’esistere, sono i campanelli d’allarme che l’essere umano deve interpretare ed associare, perché non sono altro che il riflesso del nostro modo di essere.

Affrontare la crisi non è facile, per molti è un qualcosa di tremendo, ma fermiamoci un attimo a pensare: noi avevamo creato un idolo, e tutti gli idoli hanno una fine. Questo idolo era il vitello d’oro e quello che sta finendo oggi, è, per la gente, il rendersi conto che questo vitello d’oro non può andare avanti. La crisi quindi non solo esiste, ma era anche prevedibile e non abbiamo ancora toccato il fondo ma ci siamo molto vicini.
Dopo aver toccato il fondo, ripartiremo e cambieremo i nostri valori, e dalla ricchezza secondaria passeremo alla ricchezza essenziale, e dall’Età di ferro che ci stiamo lasciando alle spalle ripartirà l’Età dell’oro. La domanda di fondo che bisogna porsi è: “Qual è la vera ricchezza?”.

Ci sono due tipi di ricchezza, la ricchezza materiale e la ricchezza umana/spirituale; la ricchezza materiale è temporanea, confinata all’interno dei confini spazio temporali. Nessuna casa e nessuna automobile potranno mai essere trasportate con sé al momento del trapasso nell’aldilà. Questo ci fa capire come noi avevamo veramente adorato il dio denaro, per il quale eravamo pronti a sacrificare tutto, la nostra gioventù, la nostra vita, la nostra famiglia, la salute, le relazioni ecc ecc… tutto questo deve finire ad un certo punto. Certo che i soldi sono necessari per essere funzionali in quest’epoca, ma in armonia con altre cose.

Perdendo la ricchezza materiale scopriamo la ricchezza essenziale, ovvero il risveglio dei nostri centri psico-spirituali: la coscienza, la conoscenza, l’amore, la volontà e l’energia creatrice. La vera ricchezza è poter capire di più, avere maggiore conoscenza, poter amare di più e meglio e avere più energia creatrice per potersi esprimere.
Se una persona ha informazioni e conoscenza, motivazione e sensibilità, se ha energia creatrice e dà un contributo valido agli altri, potrà sempre sopravvivere ovunque.

oltre-il-muroQuesta crisi a livello esteriore è molto dura, colpisce di più certe persone che altre, a livello umano è un vero disastro. Ma se una persona prova a vedere oltre questa crisi, può intravedere uno scenario totalmente diverso da quello attuale, nel quale le persone si renderanno conto che i soldi non sono il grande valore da ottenere a qualsiasi prezzo.

Bisogna essere pessimisti a corto tempo, ma ottimisti per il futuro prossimo. Oggi come oggi la crisi non si è espressa ancora nel suo massimo potenziale, quindi bisogna in qualche modo prepararsi al peggio. Il lavoro ricopre un ruolo di fondamentale importanza, ma se per sopravvivere durante l’età del ferro la gente era ed è disposta a fare qualsiasi lavoro pur di sopravvivere, nell’età dell’oro si cercherà attraverso il lavoro di dare un contributo valido agli altri, e anche per realizzare se stessi. Ognuno cercherà un lavoro nel quale crede, che gli piace e riesce a svolgerlo nel pieno delle sue capacità fisiche, mentali e spirituali. Si lavorerà meno, si lavorerà soprattutto meglio.

Se pensiamo che secondo uno studio svolto negli Stati Uniti, basterebbe l% del PIL mondiale per risolvere il problema della fame nel mondo, e che in media gli Stati spendono il 12% del PIL per gli armamenti che servono solo a distruggere e a far le guerre; ecco che ci appare la situazione pazzesca nella quale viviamo, bastano pochi dati per delineare l’incredibile scenario attuale.

Noi, collettivamente parlando, abbiamo fatto certe scelte (o meglio, i poteri alti hanno scelto per noi) e ora stiamo raccogliendo ciò che abbiamo seminato. La crisi non è altro che un segnale, una malattia della nostra società, un modo per fermarsi, guarire e ricominciare daccapo. La cosa fondamentale è non aver paura, bisogna continuare ad essere disponibili ad aiutare gli altri, bisogna cercare in ogni modo strade alternative, a volte è bene osare, in base a ciò che si sente dentro. Se una persona può dare un contributo valido, sopravvivrà sempre, e poi poco a poco si renderà conto che ci sono valori molto più profondi e molto più reali che non il benessere materiale.

In conclusione, la crisi economica esiste e ci siamo dentro, non abbiamo toccato il fondo ed il peggio deve ancora arrivare, ma DOPO quest’uragano economico molte persone avranno imparato la lezione, avranno aggiunto un altro tassello evolutivo alla loro coscienza interiore e ci sarà una trasformazione di livello di coscienza e di essere, con nuovi valori, nuove priorità ed un nuovo stile di vita. L’età dell’oro è alle porte, se riuscirete a vedere oltre la crisi, scoprirete un forte luccichio in lontananza! Abbiate Fede.

La crisi può essere una vera benedizione per ogni persona e per ogni nazione, perché è proprio la crisi a portare progresso. La creatività nasce dall’angoscia, come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che nasce l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.Albert Einstein

 Tragicomico

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