Perché Le Anime Evolute Si Sentono Spesso Sole

Tragicomico
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anime evolute

Le anime evolute conoscono una forma di solitudine così profonda e radicale da non poter essere confusa con la semplice assenza di compagnia. È un distacco che rimbomba nel silenzio del proprio essere, una frattura quasi insanabile tra la propria percezione della realtà e quella di un mondo che continua a danzare a un ritmo ormai estraneo. Questo non è lo smarrimento di chi è rimasto indietro, ma lo spazio vertiginoso di chi ha corso troppo avanti; un sentimento quasi oltraggioso nella sua intensità, eppure così intimamente familiare per chi è in viaggio verso una consapevolezza più autentica.

Se hai mai percepito questa solitudine come una presenza fisica, un compagno invisibile che siede al tuo fianco anche in una stanza gremita, sappi che non stai impazzendo né fallendo. Stai, al contrario, attraversando il fuoco della tua più grande trasformazione: un’ascesa che esige, con una precisione quasi chirurgica, di essere vissuta in uno stato quasi monastico che è, in verità, il preludio alla vera comunione. La crescita interiore, infatti, è un processo di demolizione controllata, uno spogliarsi progressivo delle illusioni collettive, delle comode menzogne e delle appartenenze superficiali che puntellano la maggior parte delle esistenze.

«Ogni vostro presunto difetto non è altro che l’impronta di una scelta consapevole dell’anima che incarnate, il tassello di un percorso evolutivo complesso e dettagliato che nulla lascia al caso, nemmeno l’inciampo, nemmeno l’errore. Che maledetto sia per sempre dal tribunale celeste chi da millenni perpetua l’inganno della manchevolezza umana provando a convincervi di essere sbagliati, peccatori costretti a chiedere scusa per il solo fatto di essere nati.»
(Dal mio libroSette lettere dal futuro per l’umanità”)

Il cammino che queste anime sono chiamate a percorrere è un’immersione in territori interiori che la società moderna ignora o teme, preferendo il rumore rassicurante della superficie. Quando inizi a sentire le verità non dette dietro le parole e a vedere le crepe nelle fondamenta delle certezze altrui, le conversazioni quotidiane possono diventare una faticosa recita di cui conosci a memoria la stanca sceneggiatura. Non è arroganza, ma una dolorosa divergenza di visione. È una condizione che ti rende incredibilmente sensibile alle armonie più sottili dell’esistenza, ma anche vulnerabile a ogni disarmonia del mondo, facendoti soffrire per ogni falsità e ogni compromesso. Quante volte vi siete sentiti attori sfiniti costretti a recitare in una commedia di entusiasmi non vostri? E quanti sorrisi forzati, quanti cenni d’assenso, mentre dentro un urlo silenzioso denunciava la farsa?

Ma questa solitudine non è fine a se stessa; riveste un ruolo cruciale nel grande schema dell’evoluzione umana. Le anime che percorrono questi sentieri solitari sono i pionieri della coscienza, gli esploratori che si avventurano oltre i confini del pensiero comune per tracciare nuove mappe della realtà. Il loro lavoro interiore, svolto nel silenzio e nell’incomprensione, crea nuove possibilità per l’intera collettività. Agiscono come fari in una notte nebbiosa: la loro semplice esistenza, la loro integrità e il loro coraggio di vivere secondo una verità più profonda diventano un punto di riferimento per gli altri, anche se da lontano.

Ogni ombra che trasmutano in luce, ogni paura che affrontano e superano, indebolisce le fondamenta delle vecchie strutture limitanti e costruisce un ponte verso un futuro più consapevole. La loro solitudine, quindi, non è un fallimento sociale, ma un servizio planetario. È il sacrificio necessario per ancorare sulla Terra una nuova frequenza di amore, saggezza e autenticità, preparando il terreno per coloro che verranno dopo.

Comprendere questo meccanismo non è una cura istantanea, ma è l’inizio di una ribellione sacra, la ribellione di trasformare la propria prigione in un tempio. È il momento in cui smetti di chiedere al mondo di capirti e inizi a darti il permesso di esistere, esattamente come sei. In questo spazio interiore, lontano dal giudizio e dal frastuono, puoi finalmente incontrare il tuo vero Sé. È un’alchimia potente, una notte oscura dell’anima dove il piombo delle paure viene fuso nel fuoco della consapevolezza per essere trasformato nell’oro della saggezza. Come scriveva Hermann Hesse nel suo immortale “Siddhartha”: «La saggezza non può essere comunicata. La saggezza che un saggio tenta di comunicare suona sempre come una follia». Questa presunta follia è la lingua madre delle anime evolute, e la solitudine è l’unica scuola dove la si può imparare alla perfezione.

Trasformare questo sentimento nel tuo più grande potere significa rivendicarlo come un atto di sovranità personale. Significa coltivare un’intimità così profonda e sincera con te stesso da diventare la tua roccia, trovando nel tuo centro quella pace che il mondo non può darti né toglierti. Quando smetti di mendicare comprensione all’esterno, la tua energia, ora integra e potente, inizia naturalmente ad attrarre individui che vibrano alla tua stessa profondità. Non si tratta più di connessioni nate dal bisogno, ma di alleanze tra spiriti liberi che si riconoscono e si sostengono a vicenda nel loro cammino.

È in quel momento che le anime evolute smettono di sentirsi frammenti soli e sperduti, e si accorgono di essere sempre state universi interi. Dopo un lungo e necessario inverno di silenzio, sono finalmente pronte non solo a fiorire per sé stesse, ma a diventare giardini in cui gli altri possano trovare riposo e ispirazione.
La tua solitudine, quindi, non era una condanna, ma la silenziosa fucina in cui hai forgiato le chiavi per aprire le porte di un mondo nuovo, prima per te e poi per tutti coloro che sono pronti a vedere.

Ivan Petruzzi (in arte, Tragicomico)

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20 commenti

Stefano 9 Settembre 2025 - 21:41

Grazie!

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Tragicomico 10 Settembre 2025 - 10:03

Grazie a te, Stefano, per essere passato da qui.

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Andrea 10 Settembre 2025 - 8:55

Buongiorno Ivan,
questo articolo è un balsamo per l’anima, quante verità!
Sono un tuo lettore affezionato (ho tutti i tuoi scritti) e spero che tu abbia in cantiere un libro su questo tema, sarei il primo ad acquistarlo.
Grazie e buona giornata

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Tragicomico 10 Settembre 2025 - 10:05

Buongiorno Andrea, sono davvero felice di averti trasmesso qualcosa di utile, per te e per la tua fiamma interiore. Sì, c’è qualcosa che bolle in pentola sul fronte della crescita personale e spirituale: lo scoprirai presto e valuterai tu se aggiungere un’altra mia opera nella tua biblioteca personale. Ti mando un grande abbraccio e grazie ancora per avermi letto e scritto.

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Chiara 11 Settembre 2025 - 1:13

Grazie Ivan per le riflessioni che proponi. La costante sensazione che provo da quando ero adolescente di boccheggiare come un pesce fuor d’acqua forse trova una ragione di essere. Un abbraccio.

Rispondi
Tragicomico 11 Settembre 2025 - 19:17

Ciao Chiara, grazie per la conferma. Che bello quando una riflessione risuona in un’altra persona, fino a farne vibrare l’anima. Un abbraccio anche a te.

Rispondi
Carletto Ribolla 11 Settembre 2025 - 13:02

Ciao Ivan,
Parole che arrivano come un balsamo per chi ha sperimentato quella solitudine profonda che descrivi. Non un vuoto sterile, ma un silenzio fertile, in cui l’anima impara a riconoscersi e a spogliarsi delle illusioni che la imprigionano.
Sento che la tua riflessione possa restituire dignità a un’esperienza spesso fraintesa come isolamento o fragilità, quando invece è un “passaggio sacro” verso una consapevolezza più autentica.
Leggere queste righe è stato per me come incontrare un compagno di viaggio invisibile, capace di ricordare che, anche nei momenti più radicali di distacco, non si è mai davvero soli.

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Tragicomico 11 Settembre 2025 - 19:20

Ciao Carletto, il mio intento è creare riflessioni che possano, da una parte, stimolare l’analisi e, dall’altra, dare a chi possiede una prospettiva simile la certezza di non essere solo/a. Ti ringrazio per la lettura e per avermi scritto. A presto!

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Paolo 13 Settembre 2025 - 0:50

Ciao Ivan, leggo ogni tuo nuovo articolo per intero, con attenzione e interesse (nell’era dei riassunti AI é un gran complimento!). Continua a scrivere! Grazie

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Tragicomico 13 Settembre 2025 - 23:07

Grazie di cuore, Paolo. Hai colto nel segno, lettori attenti e pazienti sono merce rara in un’epoca che ha la pretesa di condensare in un titolo e poche righe ciò che, al contrario, necessita di tempo e spazio per essere compreso a fondo. Considero la tua attenzione come un dono prezioso, e te ne sono sinceramente grato. A presto!

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Ben 11 Novembre 2025 - 22:44

Quindi tu dici che un’anima evoluta, che è “andata avanti”, in realtà deve raggiungere maggiore consapevolezza, trasformarsi, ascendere…a che cosa, in che cosa, non lo dici; e con questo dove sarebbe “l’anima evoluta” se in realtà la descrivi come un’anima che non ha capito un cavolo e perciò deve trasformarsi, abbandonando illusioni collettive, comode menzogne, apparenze… ma quali? In cosa dovrebbe evolvere? Quali sarebbero le menzogne collettive? In realtà questo tipo di scritti non dicono un bel nulla, sono la dissertazione sul nulla.
“Immersione in territori interiori”… ma che ridicolo… poi spiriti liberi non ce ne sono quando non ci sono persone nemmeno in grado di sostenere che si deve sentire anche la voce dell’altro, e non solo quella del più forte, e nemmeno ci sono esseri abbastanza intelligenti quando non sono in grado di discutere e confrontare le proprie asserzioni e sedicenti convinzioni, apertamente e alla luce del sole.

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Tragicomico 12 Novembre 2025 - 23:39

Mi assumo la responsabilità di ciò che scrivo. Non certo delle sue maldestre interpretazioni o della sua palese incapacità di comprendere.
L’espressione “immersione in territori interiori” le sembra ridicola? È un suo parere, che tuttavia tradisce un’assoluta inesperienza in materia. Chi non ha mai praticato simili “immersioni” è semplicemente destinato a fraintendere il resto.
La facilità con cui lei etichetta e giudica rivela la superficialità in cui sguazza. Libero di farlo, ma dopo anni che scrivo e spiego, veder arrivare un pinco pallino qualunque che sentenzia sulla mia presunta incapacità di confronto, dimostra unicamente la sua noiosa e sterile saccenteria.

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Ben 13 Novembre 2025 - 23:45

Ciò che ho detto non dimostra nessuna saccenteria, casomai che lei non ne conosce il significato, perché saccenteria significa voler mostrare di sapere, di avere cultura, di avere conoscenze in una o molte materie, e per questo il saccente avanza continue informazioni e nozioni non richieste, mostra di conoscere personaggi, date, avvenimenti, fenomeni e procedimenti, in modo pedante e anche fuori luogo… ed io non ho inserito nulla di tutto questo nel mio commento,
È lei che giudica ed etichetta facilmente persone e situazioni personali, attribuendo emozioni e modi di sentire in modo del tutto arbitrario, di pura fantasia personale, e siccome lei ha espresso, al pubblico, verso tutti, questo suo modo di vedere, io ho espresso il mio al riguardo, certo poi lei posta o non posta quello che le pare.
Lei dice: “maldestre interpretazioni e incapacità di comprendere”, ma lei ha spiegato cosa sarebbe da comprendere? Come ho detto si notano solo parole sul nulla, infatti, non ha risposto alle mie domande, ma le teorie si spiegano e si dimostrano, quando ci sono. Ciò che non è dimostrato, non è. Ah sì la misteriosa saccenza e saggezza che non può essere espressa… ma se non può essere espressa come può proporsi di essere la guida verso di essa? Verso una maggiore consapevolezza?,
E lei non può pretendere di conoscere la vera essenza altrui, di giudicare ciascuno degli altri, di dire di conoscere gli altri meglio di loro stessi, queste sono solo sue libere congetture. Cosa sarebbe poi questa “propria essenza”? Lei dice che chi sarebbe in solitudine sarebbe un’anima evoluta, che le anime evolute sperimentano la solitudine, e che questa solitudine sarebbe il modo con cui si avvierebbe una trasformazione, precisa in modo chirurgico, che deve avvenire in modo monastico, verso una maggiore consapevolezza, cioè un’anima che sarebbe già evoluta e avanti, che infine sarebbe quella che apre le porte a un mondo nuovo, ispirazione di molti, avrebbe bisogno di sperimentare distacco e solitudine per crescere interiormente ed arrivare in questo modo ad una nuova consapevolezza …guardi che è un controsenso, eppure parla di precisione chirurgica, quale sarebbe allora questa certa e precisa consapevolezza? Quale sarebbe questa comunione? Non si può dire di poter accompagnare in un cammino verso qualcosa se non si sa nemmeno che cosa sia.
Un’anima evoluta che trasformando in luce le proprie paure si immergerebbe in “territori interiori” di cui il resto del mondo avrebbe paura….poi “avere un’intimità e sincerità così profonda con sé stessi da diventare la propria roccia” è veramente altrettanto tutto da spiegare…. veramente siamo nel mondo dei sogni… assurdità infinite…
e se ci sono queste anime evolute per cui si possono creare percorsi “di consapevolezza” non meglio specificati, che ancorano al mondo amore, saggezza e autenticità… come lo farebbero?, e perché invece queste cose, amore saggezza e autenticità non ci sono e ci sono sempre meno? Insomma si evidenziano solo parole vuote, ed una grande superficialità senza nessuna profondità, così come dando del “pinco pallino” senza nessuna concretezza. Io non ho affatto detto che lei non ha capacità di confronto. Lo dico di chi sentenzia alle spalle sugli altri e non è in grado di confrontare le sue tesi con quelle delle persone cui parla alle spalle, altrettanto al pubblico.

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Tragicomico 16 Novembre 2025 - 10:50

Ho parlato di “sterile” saccenteria: gli aggettivi hanno un valore, non li posiziono a caso. Ma capisco la sua difficoltà di comprensione, palese nel riportare “Lei dice che chi sarebbe in solitudine sarebbe un’anima evoluta”, quando il titolo dice l’esatto opposto, ovvero “Perché Le Anime Evolute Si Sentono Spesso Sole”. La solitudine, dunque, non è la causa, ma la conseguenza.
Quindi, che parliamo a fare se manca la comprensione persino del titolo? Davvero ha la pretesa di interpretare il resto?

Commenta ancora, dicendo: “Insomma si evidenziano solo parole vuote, ed una grande superficialità senza nessuna profondità”. Eccola qui, la sua inutile saccenteria. A me del suo piedistallo importa ben poco, perché, ripeto, le manca l’esperienza per comprendere. E di certo non trascorrerò il mio prezioso tempo a risponderle ulteriormente.
Se vuole, legga i miei oltre 400 articoli pubblicati qui in 10 anni: forse decifrerà ciò che oggi non riesce a cogliere. Ma soprattutto, dovrà spenderne altrettanti per sperimentare il tutto nella sua vita.
Ammesso che, oltre a sentenziare, ne abbia una tutta sua. E che sia, mi auguro, evolutiva.

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Ben 15 Novembre 2025 - 21:44

…”sentenziare sulla mia presunta capacità di confronto”…infatti pubblica solo quello che le pare, e le risposte non le pubblica, bella capacità di confronto.

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Tragicomico 16 Novembre 2025 - 10:56

Infatti, ancora una volta, sentenzia su qualcosa che non sa e che puntualmente si rivela falso. È la dimostrazione chiara ed evidente che lei rappresenta in toto la persona che “predica bene e razzola male”.
Non è un mio pensiero soggettivo, ma oggettivo, dato dai fatti (vedasi il commento sopra).
Ora vada pure a leggere lì dove tutto è apparecchiato o, se preferisce, scriva lei per “illuminare” chi preferisce: qui non c’è spazio per chi vuole instaurare discussioni improntate su un presunto sapere.
Scrivo quello che desidero e come lo voglio. Accetto la critica, come vede, pur non condividendola. Ma a tutto c’è un limite, e i commenti vedono la luce quando sono online, non prima.
Mi perdonerà se non vivo incollato a un dispositivo. Buona vita! (Non risponda: sarà inutile).

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Ben 18 Novembre 2025 - 9:59

Certo, si fa così: si lascia solo la propria risposta e non si pubblica la replica, però se l’altro dopo un po’ lo fa notare, allora a volte si pubblica e si dice: “vede che non è vero e invece pubblico?” Scontato, e tra l’altro si pubblica sempre quel che si vuole, come si vuole, spostando l’ordine dei post a piacimento, certo, a sto punto non sarebbe neanche da rispondere, però faccio notare appunto questo, con una critica.
Si vede che a Lei piace mettere parole a caso, superficialmente, dire “ho detto sterile saccenteria” non cambia il fatto che non si tratta di saccenteria, che sia sterile o meno. Tra l’altro, come ho detto, lei non spiega nulla delle sue presunte verità spirituali, dice soltanto “sei tu che non capisci”, comodo, vorrei vedere ad un esame per l’appunto dire all’esaminante “è lei che non capisce”, se non si spiega e non si dimostra, non vi è nulla di vero e di valido, e questo, dovrebbe essere ovvio, e, purtroppo, per chiunque si creda sia a dirlo.
In luogo del riuscire a spiegare e convincere in almeno una, come qui si vede, delle sue tesi illuminanti in 400 articoli, naturalmente attacca la persona sul piano personale: “lei è un saccente”, “lei vuole illuminare”, “lei si sente sul piedistallo”, “lei non ha esperienza”, “lei non ha una vita propria”, “lei non sa”….
e per dire:”lei predica bene e razzola male”, come per qualunque altro giudizio, bisogna dimostrarlo, altrimenti si tratta di falso, quindi è lei che ha dimostrato di dire falsità dicendo questo senza dimostrarlo.
Il piedistallo casomai è il suo: non sono io che ho esposto teorie con pretesa d’essere illuminanti spiritualmente senza saperne nemmeno reggere un confronto, io ne ho fatto solo alcune critiche, visto che lei le espone pubblicamente a tutti.
Il saluto “Buona vita l’ho pronunciato una volta nei miei messaggi personali privati quando non lo avevo mai sentito usare da nessuno, dopo di ciò lo vedo usato frequentemente e ovunque, ma la Buona vita la si ha quando non si è controllati e impediti, quando non esiste una massa acritica, usata e manipolata, inesistente sul piano soggettivo e umano.
Non capisco come possa vedere un lato: utile/inutile nello scrivere osservazioni, repliche alle opinioni altrui, la mia è solo una opinione critica a quanto lei ha esposto pubblicamente, quindi rivolto a tutti, quindi anche a me, ed è naturalmente utile/inutile quanto la sua.

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Tragicomico 18 Novembre 2025 - 23:37

Eccellente. Siamo giunti, addirittura, alla fase del complottismo nei suoi confronti, tra presunti spostamenti di post e risposte tardive che celerebbero chissà quale nefanda strategia. Sinceramente, continuo questa discussione solo perché mi diverte; la reputo, invero, un caso da studiare.
Le evidenzio un unico, lampante, dettaglio: questo articolo, al pari di altri, è stato letto e apprezzato, sia pubblicamente sia in privato, da innumerevoli persone. Immagino che, per lei, costoro debbano essere considerati individui “vuoti”, “superficiali”, o “privi di senso” per il semplice fatto di aver compreso i miei scritti, per giunta “non dimostrati”. È così?
O forse, e qui veniamo al punto, la verità è sempre la stessa: lei vi gira goffamente intorno, fingendo di non afferrare il concetto. E io, francamente, non ho alcuna intenzione di aiutarla a comprendere, perché non ha adottato i modi che mi si addicono. Mi è lecito, almeno questo? O dobbiamo supporre che lei abbia la presunzione di comandare anche a casa d’altri?
Detto ciò, lascerò questi commenti in bella vista per qualche giorno, giusto per tenerla soddisfatta, dopodiché torneranno a essere ciò che sono: mere parole al vento.
Le rammento solo come ha esordito, citandola testualmente: “In realtà questo tipo di scritti non dicono un bel nulla, sono la dissertazione sul nulla.”. Una saccenteria inutile, che non serve a nessuno se non al suo ego. La invito, pertanto, a coltivarlo altrove.
Ancora saluti.

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Ben 19 Novembre 2025 - 12:10

Non si tratta di complottismo rivolto a lei, mi riferisco ad una forma di bullismo che sperimento, a me occulto, espresso nei miei confronti solo con messaggi allusivi tra le righe, sia dagli scritti dei media, sia riportati dalle persone nel reale, i contenuti dei quali li vedo effettivamente verificati nel reale,
messaggi già dall’inizio molti anni fa riportanti allusivamente, tra l’altro, accuse d’aver infastidito una persona non meglio a me specificate, alle quali però non posso rispondere poiché nessuno me ne ha espresso apertamente, ma le assicuro, da come tutte le persone che incontro nel reale me ne fanno solerte allusione, tutti ne sanno qualcosa.
Certamente che per qualcuno sarà un caso da studiare, perché nessun altro bullizzato con questi sistemi più pervasivi ed evoluti con capacità di manipolazione di tutti, tutta la popolazione al completo ed ovunque, ha mai risposto, voluto o tentato, di rispondere qualche cosa, essendo una persona, chiaramente in questi casi, sovrastata, soverchiata, dal vedersi tutto e tutti contro, e quindi impossibilitata, certamente, ad incidere nel minimo aspetto, dove ogni suo movimento, certamente, quindi è inutile.
Ma essendo io un’eccezione, non avendo mai visto nessun’altro, allo stesso modo in questi casi, posso suggerirvi, a voi che ritenete il caso da studiare, che è perfettamente inutile e superfluo farlo, dato che tutti gli altri si comportano in diverso modo.
Naturalmente questi miei commenti, insieme con questo se verrà mai pubblicato, verranno cancellati dopo poco, perché evidentemente appunto, a nessuno interessa veramente affrontare, approfondire, una problematica così importante, come il bullismo di questo tipo, anzi, se ne nascondono le eventuali voci diverse.
Coerentemente alla verità di quanto ho detto, lei può anche dire: tutti apprezzano, tutti capiscono,
ma se nessuno, come lei, è in grado di dimostrare, di argomentare, di discutere, le proprie asserzioni, di dare risposta alle domande ed obiezioni altrui, vuol dire che tutti, non sono in grado di dimostrare nulla.
Lei non ha discusso, non ha risposto alle domande, ha solo detto, a parte gli attacchi sulla persona: tutti gli altri apprezzano, e questa non è nessuna dimostrazione.
Anche io sperimento che mentre tutti, ed ovunque, sono capaci di inviare allusioni “di sapere chissà quali mie colpe certissime” nessuno è disposto ad ascoltare le mie versioni, la mia voce al proposito, le mie risposte, ad avere un vero dialogo di confronto, ma tutti al contempo fanno mostra di credere comunque ad una voce sola e di comportarsi di conseguenza, come evidentemente comandato, dimostrando che tutti, sono solo una massa di esseri tragicomici manipolati, che hanno rinunciato addirittura ai diritti umani e alla giustizia, quindi questo è il valore dei “tutti gli altri” di cui parla.
Sicuramente verranno cancellati i miei commenti, e magari mai pubblicato nemmeno questo, non mi aspetto niente di diverso in coerenza con questo contesto.

La saccenteria, come ho detto, è quella di chi vuole mostrare di avere vasta cultura snocciolando nozioni varie su varie materie, quella di chi pretende di aver diritto di esprimersi pubblicamente solo egli stesso proprio per la propria presunta cultura maggiore rispetto ad altri, ed anche se lei continua a citarla fuori luogo nei miei confronti, la mia invece è solo una semplice critica, una risposta, alle sue parole pubbliche rivolte a tutti,
io non ho l’ego che ha la pretesa di avere la verità in tasca giudicandosi più acculturato, più in diritto, e giudicando gli altri dei pinco pallino, senza peraltro riuscire a discutere nulla di quanto va sentenziando.
Ho chiesto delucidazioni e migliori chiarimenti sulla sua teoria e lei risponde che avrei l’ego…
allora non pubblichi a tutti, quindi anche a me, selezioni i suoi destinatari, perché se a me arriva il messaggio vuol dire che posso rispondere, poi, se siamo in una specie di tipologia da dittatura, per cui può esprimersi una parte sola, contenti tutti… ma vuol dire che la verità non c’è.

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Conz 8 Gennaio 2026 - 20:52

Sig. Ben,
leggendo la sua risposta, noto molta durezza nelle parole e mi chiedo: da dove nasce tutta questa rabbia? Se non si sente d’accordo con ciò che Ivan scrive, va bene, si può anche passare oltre senza utilizzare termini così duri.
Il fatto è che non tutti possono comprendere subito certe esperienze interiori; non si tratta di ragione o intelligenza, ma di sensibilità. Ciò di cui parla Ivan non può essere spiegato con definizioni concrete, perché riguarda percezioni dell’anima: è un po’ come l’aria, invisibile e intangibile, eppure esiste (ma vallo a spiegare); o come il profumo di un fiore o la musica che emoziona: esistono, le senti o non le senti. O, meglio ancora, come voler spiegare il color verde a un cieco.
Chi comprende queste parole non lo fa perché obbligato o perché soggetto a una “dittatura”, ma perché possiede una sensibilità particolare che gli permette di percepire ciò che va oltre il visibile. Non è arroganza, né “dissertazione sul nulla”: è una descrizione di una realtà interiore che richiede attenzione, apertura e tempo per essere sentita.
Le anime evolute, come Ivan le descrive, sono rare; percorrere questo cammino significa sentire ciò che pochi riescono a percepire e riconoscere.
Il rispetto reciproco, anche nel dissenso, rende ogni confronto più ricco e umano.
Conz (un’anima non evoluta)

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