Home Salotto LetterarioPolitica Caro Napolitano, Non Sei Il Mio Presidente ..

Caro Napolitano, Non Sei Il Mio Presidente ..

Tragicomico
509 lettori

giorgio-napolitano-non-è-il-mio-presidenteCaro Napolitano, stai tranquillo che non scrivo questa lettera per ricoprirti d’insulti, sei fin troppo vecchio e in genere non sono la persona che prova odio nei confronti del prossimo, però ci tengo a spiegarti perché tu non sei il mio Presidente.

Innanzitutto sottolineo che sono un cittadino italiano come te, amo la mia patria, la cultura italiana e tutto ciò che rappresenta il Tricolore. Non ho alcuna intenzione di scappare da questo Paese, perché voglio essere presente quando arriverà il cambiamento epocale, un cambiamento che riguarda soprattutto la mentalità delle persone, che ci vivono in questo Paese e che ci governano. Lo ammetto, sono pessimista nel breve termine, ma molto ottimista per il lungo andare; quindi spero di poter dire un giorno ai miei cari nipoti “io c’ero quando questo Paese è risorto, ero presente perché non sono scappato!”.

Tu, da Partigiano, quest’emozione dovresti conoscerla molto bene, e io aspetto e combatto (senza armi!) con fiducia, quotidianamente; combatto affinché questo popolo si ri-svegli dal torpore nel quale si è inabissato, peggio del Concordia che almeno è risorto, un po’ arrugginito, ma ora galleggia.

Vedi caro Napolitano, tu sei stato eletto Presidente da un parlamento incostituzionale, abusivo, e pertanto non puoi minimamente rappresentare i cittadini italiani, almeno quelli come me, che non vivono con le fette di prosciutto sugli occhi. Io lo so che tu bazzichi nel Parlamento dal 1953, ormai ci sei affezionato a quell’ambiente e non lasceresti mai e per nulla al mondo il tuo incarico. Ma permettimi di dire, io che sono nato trent’anni dopo il ’53, che se questo Paese è allo sfascio la colpa è anche tua, soprattutto tua, visto che da 8 anni ormai rappresenti la massima carica dello Stato. Ma questo dovresti essere tu a dirlo, dovresti avere il coraggio di dire che l’Italia è ormai un Paese tecnicamente fallito che versa in situazioni drammatiche, anche (e soprattutto) per colpa tua, delle tue scelte scellerate e del tuo passo da gambero novantenne. Monti-Napolitano-Massoni

Il Presidente degli italiani dovrebbe pensare a tutelare gli italiani, cosa che invece non fai. Io non mi sento tutelato da te, come posso sentirmi al sicuro da chi è stato l’artefice del pessimo governo Monti (nominato senatore a vita da te!) e sei stato il lasciapassare (lo sponsor) per l’attuale inciucio PD-PDL, con un presidente del consiglio non eletto da nessuno? Come posso fidarmi di una persona che ha firmato per il legittimo impedimento, il lodo Alfano, lo scudo fiscale, e ha nominato dei “Saggi” come Violante e Quagliarello, non si sa ancora per cosa e perché (poi me lo spiegherai in un’altra vita!).

Come posso fidarmi di uno che favorisce la distruzione delle proprie intercettazioni sui fatti della trattativa Stato-Mafia, e come faccio a fidarmi di uno che già nel 1997 (eri Ministro dell’Interno, ricordi?) sapeva tutto sul disastro ambientale e criminale della Terra dei Fuochi , ma non ha mosso neanche un dito?

Lo so che è dura per te accettarlo, ma secondo molti cittadini come me, rappresenti esattamente quell’immobilismo tipicamente italiano, un immobilismo che si accompagna a pratiche purtroppo consone nel nostro paese come: corruzione, clientelismo, favoritismi vari, nepotismo e tanto altro ancora. Vedi che non puoi essere il mio Presidente caro Napolitano? Quando ti vedo in Tv, vedo l’ artefice di un governo che sta affossando questo paese sempre di più, e che propone soltanto cialtroneria, annunci, slogan, promesse varie e via di seguito. Sei il simbolo indiscusso di tutti coloro che “hanno messo la tenda” in parlamento da decenni, “vecchi dinosauri” inossidabili e insostituibili (fortuna che Andreotti ha dimostrato che non siete immortali!) della politica italiana.

Più che un Presidente, sembri essere un ‘capo dei capi’, un regista di un film drammatico che si ripete in continuazione. Io amo la libertà e non accetto le prediche di un Presidente che inneggiava ai carri armati dell’Unione Sovietica, quando a Budapest reprimevano nel sangue il grido di libertà di migliaia di cittadini inermi.

Tranquillo Giorgio, ora concludo questa mia lettera, non voglio mettere a dura prova le tue forze all’età di 88 anni e sono sicuro che sei stanco di leggere, anche se mi chiedo ancora come fai a leggere ed interpretare tutte quelle cose che poi firmi, e pensa che dovrai farlo fino al 2020, quando avrai 94 anni! Quello che avevo da dirti te l’ho detto, ora ti saluto e sono certo che le mie parole non ti abbiano scosso più di tanto (sono cose che già sai, io te le sto solo ripetendo!); è probabile che magari tu possa rimanere un po’ amareggiato per una politica che non esiste più, ma della quale tu ci fai parte, incostituzionalmente.

Tragicomico

Smiley face

Lascia un commento!

Articoli che ti potrebbero interessare