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La Malcomprensione È La Regola, Capirsi È Un’Eccezione

Tragicomico
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non comunicazioneLa Malcomprensione tra gli esseri umani è caratterizzata sistematicamente dall’assenza di sintonia. Vi siete mai chiesti perché spesso non ci si comprende?
La comprensione è di per sé il rapporto tra l’oggettività delle cose e la soggettività delle persone. Paradossale la situazione in cui due persone vogliono dire la stessa cosa ma usano una terminologia differente, non capendosi nasce la mal comprensione.

Questo sta a dimostrare che comunicare non equivale ad usare parole giuste o sbagliate, bensì si tratta di sentire ed di vivere le emozioni nello stesso momento e con la stessa intensità del nostro interlocutore. Questa è la vera comunicazione da Cuore a Cuore e solo questa ‘via’ porta al confrontarsi, al capirsi e a gettare il Cuore al di là dell’ostacolo. Quale ostacolo? Semplicemente la nostra personalità, insieme ai suoi infiniti limiti.

La nostra personalità è come un filtro, recepisce il messaggio e lo elabora attraverso la mente, le emozioni e con il suo corpo fisico; in questo modo il messaggio arriverà distorto al nostro cuore, privo del suo significato iniziale. Pensiamo ad una persona che è incazzata nera, possiamo farle anche il complimento più bello del mondo, ma probabilmente ci manderà lo stesso a quel paese, a causa delle sue momentanee emozioni negative. Ma se la stessa persona la troviamo in una situazione di quiete, e le ripetiamo lo stesso complimento, questa lo accetterà di buon grado; percependo così la naturalezza e la docilità del nostro animo. Quindi non sono le parole a fare la differenza, ma il nostro ESSERE interiore.

Il problema della non-comunicazione è stato ampiamente trattato da Pirandello nelle sue opere, cito un passo dalla sua opera “Sei personaggi in cerca d’autore”:

malcomprensione-pirandello

Secondo il pensiero pirandelliano, si evince che gli esseri umani privi di Risveglio interiore, sono condannati ad una comunicazione fatta di scambio di parole, segni e simboli che però non corrispondono ad uno scambio di significati. La comunicazione diventa quindi del tutto vuota, inutile e priva di significato; e le stesse parole con le quali ci illudiamo di poter comunicare, sono ciò che ci condannano inevitabilmente alla solitudine e all’estraneità da ciò che ci circonda.

All’inizio dell’articolo ho usato il termine sintonia, che equivale a: “Armonia, coerenza e corrispondenza sostanziale tra due o più persone o elementi, fatti, azioni” .
La sintonia è ciò che deve scaturire tra le coscienze degli interlocutori. Se c’è la giusta sintonia, le parole possono anche non servire, veniamo capiti ugualmente all’istante, perché si tratta di comunicazione Cuore a Cuore, senza il filtro della nostra personalità. Ma la malcomprensione nasce proprio dell’assenza di sintonia. Perché c’è questa mancanza?

Come sappiamo, tutto nell’universo è in evoluzione. Allo stesso modo, anche la nostra coscienza si evolve, in base alle esperienze di vita (non solo in questa vita!). Quindi c’è chi ha una coscienza più evoluta, come nelle persone sagge, e chi ha una coscienza ancora primordiale, come ad esempio il giocatore incallito di slot machine. E secondo voi, questo giocatore potrà mai ascoltare e recepire ciò che una persona saggia ha da dirgli? Io direi proprio di no, essendoci un elevato dislivello tra le due coscienze, quindi nessuna sintonia e pertanto i consigli del saggio saranno mal compresi e il buon giocatore resterà nella sua solitudine…anzi no, avrà la sua bella macchina mangia soldi a fargli compagnia.
Questo accade anche in casi meno “estremi”, come tra colleghi di lavoro, tra i partner della coppia  e anche nel rapporto genitori-figli. Cos’è un litigio se non una malcomprensione ed un’assenza di comunicazione?

Non disperate quindi, se qualcuno ‘non vi capisce’, è la normalità! Invece gioite tutte le volte che trovate un’anima pronta a capirvi, ad accogliere i messaggi del vostro Cuore. Perché in quel caso si sta realizzando qualcosa di magico!

“Nessuno parlerebbe molto in società, se sapesse quante volte fraintende gli altri.” Johann Wolfgang Goethe

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