La Gentilezza Fa Miracoli

Tragicomico
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La gentilezza fa miracoli.
La gentilezza apre tutte le porte.
La gentilezza produce altra gentilezza.
Potrei continuare a elogiare la gentilezza ma la verità è che non è necessario. La gentilezza, per capirla e pesare i suoi effetti, va sperimentata e vissuta in prima persona, così da permetterle di vestirsi di un atteggiamento benevolo e gratuito verso gli altri, attraverso un’attitudine radicata nel rispetto e nell’empatia istintiva, perché un sorriso e un gesto gentile non costano nulla ma possono valere un’enormità.
Soprattutto in un’epoca arida come la nostra, dove abbiamo un po’ perso il valore del contatto umano per via dei nostri cuori sempre più chiusi a chiave. Un’epoca in cui abbiamo impoverito i rapporti umani, rendendoli sterili, perdendo di vista quel senso di comunità e solidarietà che è alla base di qualsiasi relazione interpersonale.

Fin da quando muoviamo i primi passi su questa terra tutto attorno a noi sussurra che siamo in guerra, che bisogna essere migliori degli altri anche a costo di calpestarli, che ciò che diamo agli altri lo togliamo a noi, che bisogna sgomitare, essere scaltri. Una società nella quale non va bene mostrarsi gentili, anzi diventa un enorme rischio, in quanto una fregatura sicuramente ci attende dietro l’angolo.
Così si continua a vivere nel culto del mors tua vita mea, convinti che il mondo lì fuori è cattivo e prepotente, che bisogna proteggersi senza elargire, arraffare il più possibile e battere in ritirata.
Ecco perché oggi diventa difficile imbattersi in persone che fanno della gentilezza una filosofia di vita, ma non tutto è perduto. I piccoli atti di gentilezza sono sempre più rari, è vero, ma proprio per questo scaldano il cuore ancora di più.

«Sotto la paura e la cautela resiste cocciuto un impulso naturale alla gentilezza,
alimentato dalla consapevolezza innata che più spargiamo amore
e più ne riceviamo indietro e che l’atto di dare e ricevere non è una linea retta
ma un cerchio che si chiude e si autoalimenta.»
(Dal mio libroLa cattiva abitudine di essere infelici”)

Come sarebbe il mondo se tutti fossimo più gentili?
Me lo chiedo spesso.
Per molti è diventata una visione difficile anche solo da immaginare, con una realtà presente che offusca il miraggio.
Eppure a volte basterebbe stendere il braccio e aprire la mano, non per prendere ma per chiedere aiuto.
La paura di chiedere aiuto, infatti, è molto più diffusa di quanto si possa pensare. Evitando di chiedere aiuto, però, perdiamo la possibilità di sperimentare la gentilezza degli altri.
Sarebbe auspicabile che esplodesse una bella pandemia di gentilezza in grado di propagarsi rapidamente in tutto il mondo, ma non abbiate paura, la gentilezza non richiede vaccini e non ha controindicazioni, dinanzi alla gentilezza saremo tutti disarmati e non potremo rispondere se non con altra gentilezza.
Così da poter vivere in una società con più umanità, in cui il garbo, la gentilezza e i gesti spontanei compiuti al solo scopo di far felici gli altri possano essere all’ordine del giorno e non debbano più suscitare meraviglia o stupore.

Nel mondo esistono ancora tante persone gentili e generose che con un semplice gesto rallegrano il giorno e ti riconciliano col prossimo. Si tratta di persone extra-ordinarie che si portano dietro un’aura che tanti percepiscono, come una reazione epidermica davanti a un qualcosa o qualcuno di non comune, non sai esattamente cosa fa scattare quella reazione ma sai bene che c’è del miracoloso in quello che si sta schiudendo davanti e dentro di te.
Il cuore torna a respirare, le emozioni tornano a essere vive, il tempo rallenta, cadono gli orpelli e le maschere, le apparenze e i pregiudizi, e a governare ci pensa l’essenza delle cose. È così che la gentilezza mette tutto a posto.

«Fate del bene a quanti più potete,
e vi seguirà tanto più spesso d’incontrare dei visi
che vi mettano allegria.»
(Alessandro Manzoni – “I Promessi Sposi”)

Ogni seme di gentilezza non è mai perso quando si diffonde, trova sempre il modo di tornare a casa con una nuova forma. La gentilezza fa stare bene chi la riceve, ma anche chi la fa. Rende la nostra giornata più luminosa e in armonia con gli altri, ci fa sentire a casa ovunque ci troviamo. Ospite e ospitante diventano per un breve momento fratelli e sorelle di una grande, generosa, famiglia.
Fate in modo che le persone possano ricordarsi di voi e della vostra gentilezza, perché sarà una sensazione che non dimenticherete mai.

Quando mi si chiede cosa si possa fare nel concreto per migliorare il mondo, io rispondo che sarebbe già una gran cosa distribuire coriandoli di gentilezza. E per farlo non cambia niente se il tuo conto in banca ha sei zeri o solo uno zero, se hai la pelle chiara o scura, se mangi tanto o poco, se ti piace il mare o la montagna. La gentilezza è alla portata di chiunque, a qualsiasi età, longitudine e latitudine.
Abbiamo il forte di bisogno di sapere che gli esseri umani non solo soltanto e sempre delusioni, che il bene fine a se stesso esiste ancora nascosto da qualche parte, in piccoli gesti quotidiani di disinteressata gentilezza, capaci di moltiplicarsi e propagarsi senza sosta, per creare un raggio di luce armoniosa che farà risplendere ancora una volta la nostra umanità.

Tragicomico

 

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Buona lettura!

10 commenti

Franca 11 Dicembre 2023 - 5:59

Buongiorno Ivan
Ho saputo di lei e di ciò che scrive da una persona che stimo molto.

Leggendo mi rendo conto di quanto il mio pensiero sia in linea con questi scritti.
Nel caso di”La gentilezza fa miracoli” è proprio vero. Esperienze personali mi confermano ogni giorno questa affermazione.
Così come è vero che non ci siamo più abituati, che abbiamo bisogno di dissodare il terreno,in campagna prima si ara e poi si semina.
Mi è capitato di recente di sentirmi dire:”piantala di ringraziare!”…
Mi sono detta che forse ho detto un grazie di troppo…ma poi mi sono anche chiesta perché questo grazie da’cosi fastidio?
La risposta come sopra: non siamo più abituati ai gesti gentili,ai modi di dire garbati e ad altre cose che qualcuno dice sono passate di moda,come se una buona educazione potesse passare di moda(forse si,a quanto pare).
Seguirò i suoi scritti con attenzione.

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Tragicomico 11 Dicembre 2023 - 19:17

Benvenuta Franca, accolgo con grande piacere questo suo messaggio e ringrazi pure da parte mia la persona che l’ha invitata a leggermi.
Quanta verità nel dire che non siamo più abituati alla gentilezza: né a darla né a riceverla. Chi riceve un gesto gentile a volte con un movimento o una parola brusca tronca subito la magia che sta per nascere, convinto com’è che ci sia una fregatura dietro. E chi è propenso ad elargirla si sente dire, come nel suo caso, di smetterla, perché è fuori luogo in un mondo di lupi.
Resto dell’idea che senza gentilezza non avremo un futuro. Non come umanità perlomeno. Come automi forse sì.
Grazie per avermi letto e scritto, alla prossima!

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fabrizio mauro 12 Dicembre 2023 - 21:21

Ciao Ivan, se ogni persona stabilisse che, ovunque tu sia, cercherai di comportarti nel modo gentile, il mondo sarebbe veramente un posto migliore, e le parole gentili non costano nulla, non irritano mai la lingua o le labbra. Dovremmo riempire il cuore di gentilezza, la bocca di educazione e le mani di accoglienza.
Forse solo così potremmo tornare ancora ad essere degli esseri umani. Buona vita a tutti quelli persone che seguono questo blog.

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Tragicomico 12 Dicembre 2023 - 22:55

“Dovremmo riempire il cuore di gentilezza, la bocca di educazione e le mani di accoglienza.”
Grazie Fabrizio, grazie per questo tuo commento che è la sintesi perfetta di quanto ho esposto nell’articolo. Buona vita anche a te!

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paolo 14 Dicembre 2023 - 11:24

Premesso che ogni azione ha valore in base alle intenzioni che abbiamo, la gentilezza per chi non se l’aspetta è dirompente, può sconvolgere e travolge la persona dalle sue assopite emozioni. Mi è capitato giusto in ufficio diverso tempo fa. Sono dell’avviso che è sempre lecito dare gentilezza, una o due volte, almeno per il rispetto dovuto alla dignità di ogni persona, tuttavia se si riceve – diciamo così – uno schiaffo è bene ritirarsi, così come se dovesse essere troppo travolgente. È un po’ come è per la verità: non tutti sono pronti ad accettarla. Dobbiamo essere corretti rispetto a chi abbiamo davanti e non essere per forza gentili. Ma il contrario di gentili non è scortese, ma presenti a noi stessi che non è distaccati o indifferenti. L’equilibrio è un’arte. Anche se si sbaglia spesso, nel tempo ci si affina e si comprende quale atteggiamento dobbiamo avere in base al contesto dove ci troviamo. Ciò che trovo invece terribile è come le persone fanno violenza senza accorgersi, non solo fisica ma a livello emotivo e/o psicologico con le parole e con i pensieri. Non molto tempo fa ho sentito dire che lo fa perché lo fanno tutti. Terribile.

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Tragicomico 15 Dicembre 2023 - 14:08

Caro Paolo, concordo con quanto hai scritto nel tuo commento, il mio scritto è un invito nel fare il “primo passo” con gentilezza, ma come giustamente asserisci, non deve essere un obbligo, soprattutto quando questa non è nemmeno gradita. Tanto vale investire la propria gentilezza su chi è in grado di metterla nuovamente in circolo.

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paolo 16 Dicembre 2023 - 9:31

Infatti questo spesso è il problema. La tua ultima frase, perfetta, mostra però una scelta e dietro un naturale giudizio sulla persona. A partire da questo non è possibile conoscere la reazione in anticipo, per cui va benissimo dare per primi la gentilezza ma poi si agirà in base al risultato, a quello che la persona mostrerà di sé. Perché alla fine risponderemo delle nostre vere intenzioni alla coscienza, non di quello che ci siamo immaginati o abbiamo creduto. In questo vedo il detto del porgere l’altra guancia: saper accettare quanto viene dalle nostre scelte e non, come solitamente è visto, una seconda opportunità. Quella di dare una seconda opportunità è una scelta personale che non deve essere regola ma appunto una nuova opportunità. Sia perché ci sono troppe variabili in gioco (per dire che la terza volta non è più valida) sia perché la situazione può essere cambiata e non è più una seconda opportunità. Mi è capitato di dare, a volte, una sola opportunità ma altre volte anche dieci, perché – al di là del risultato – ho visto che è stato utile e quindi lo farei nuovamente.

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Tragicomico 16 Dicembre 2023 - 19:26

Assolutamente sì Paolo, i rapporti umani sono del tutto situazionali e non possono essere inquadrati in delle regole comportamentali ben precise. Ma il senso del mio scritto rimarca una questione per me fondamentale: facciamo il nostro primo passo senza “pregiudizio” alcuno, poi si valuta, come giustamente hai detto tu. Ti abbraccio!

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Luca 10 Marzo 2024 - 15:49

Altro bellissimo articolo Ivan . Nel tempo ho imparato a non dare per ovvia la gentilezza ricevuta e oggi la apprezzo tanto che la mia mi pare accresciuta , come dici tu è un circolo di bene contagioso . Sicuramente l’ho donata anche a chi non la meritava , ma non sono per niente pentito , è un problema loro . Grazie , anima gentile .

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Tragicomico 10 Marzo 2024 - 19:08

Grazie a te, come giustamente dici non c’è da pentirsene ma da prenderne atto per migliorarsi, in modo da non sprecare più un bene così prezioso.

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