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Il Rispetto: La Legge Di Tutte Le Leggi

Tragicomico
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il-rispetto-la-legge-universaleIl rispetto è fondamentale in ogni tipo di relazione, sia essa con persone, cose o animali: questo ci fa già capire che abbiamo a che fare con una legge universale e che il semplice rispettarla ci porta al di fuori delle leggi stesse. Come diceva giustamente Platone, un uomo educato (rispettoso) non ha bisogno di una educazione legale (l’edu-castrazione dei giorni nostri!) perché è già educato al rispetto della legge. Per cui, sostanzialmente, il segreto dell’educazione è la capacità di rispettare gli altri.

Nel mito di Antigone ad esempio, il rispetto diventava la legge di tutte le leggi, infatti mentre le leggi degli uomini possono essere modificate, cambiate, migliorate, peggiorate, e ogni Stato si dà le sue, così come ogni linea politica ha le sue leggi, nel mito di Antigone è Antigone che contraddice alle leggi della sua città e che contraddice alle leggi di suo padre per rispettare una legge superiore, che ad un primo livello sembra la legge della coscienza, ma sostanzialmente è un’unica legge: il rispetto degli altri. Che poi equivale a quello che troviamo nelle sacre scritture, ovvero “ama il prossimo tuo come te stesso”. Quindi il rispetto è davvero la legge di tutte le leggi, o se preferite, l’etica di tutte le etiche.

Principio fondamentale è quello di rispettare prima di tutto se stessi, può sembrare semplice o banale come affermazione, ma non lo è. Nella società moderna infatti, è vagamente diffusa una cultura non tanto del non-rispetto verso gli altri, ma una cultura dello svendere la propria vita, quindi un non-rispetto della propria vita, del non assegnare un valore alla propria vita. Pensiamo ad esempio ai fenomeni di dipendenza in generale, sia da droghe che da fumo, alcool e quant’altro, così come il fenomeno della prostituzione che non va di certo relegato solo all’interno della cerchia sessuale. È chiaro che una cultura come quella moderna, che toglie la fiducia dell’individuo verso se stesso, non potrà avere individui che rispetteranno la legge del rispetto verso gli altri.

Rispettare se stessi è anche un allontanarsi dalla logica dell’autodistruzione e della distruttività umana che giocano un ruolo importante al giorno d’oggi. Anche il bambino vuole costruire la torre o il castello di sabbia e che poi vuole distruggere, ma è una fase momentanea della crescita attraverso la quale inizia a segnare la sua potenza. Il problema sorge nel momento in cui non si supera più questa fase della propria vita che appartiene all’infanzia, quindi inizia a mancare la fiducia in se stessi, in ciò che si crea e naturalmente la fiducia negli altri e in ciò che loro creano.

Impariamo a vedere il rispetto non come un obbligo, perché non lo è, ma il rispetto di un’etica universale che ci permette di liberarci da tutte le altre etiche morali. Le leggi universali esistono affinché nell’Universo regni l’armonia, la bellezza, la forza creatrice. Ma se non abbiamo rispetto, primis verso noi stessi, poi verso gli altri e verso l’Universo, allora andremo incontro a spiacevoli avvenimenti che ci ricorderanno l’importanza di questa parola.

Certo che c’è qualcosa che accomuna gli esseri umani, che dovrebbe essere il rispetto per tutti. Un occidentale ha forse meno paura della morte di un orientale? Forse la psiche è diversa tra un orientale e un occidentale? Non credo. Un orientale ama più o meno come un occidentale, ha la stessa paura di essere solo… Secondo me di cuore ce n’è uno solo, e il cuore è uguale per tutti, la voce del cuore sa quali sono i diritti umani, i diritti degli animali, il cuore parla allo stesso modo nel petto di tutti, musulmani, ottentotti, bantù, esquimesi, uomini, donne. Il problema è che questa voce del cuore non la sta più ad ascoltare nessuno, c’è tanto rumore, quella è una voce piccola, che bisbiglia, proprio un soffio a volte.Tiziano Terzani

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