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Credere O Non Credere, Non È Questo Il Dilemma

Tragicomico
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credere-o-non-credere-altre-realtà-dimensioniL’umanità intera, dal Medioevo in poi, è sempre stata divisa per quanto riguarda il dilemma di credere o non credere alle realtà “altre“, ovvero realtà definite parallele, che accompagnano la nostra quotidianità e ogni tanto s’intersecano in maniera evidente con essa. Mi riferisco a quei eventi paranormali, mistici, soprannaturali, che lasciano sempre l’essere umano confuso e sbalordito. Sono eventi che mandano all’aria le nostre certezze così rassicuranti e fanno penetrare in noi un elemento di inquietudine, costringendoci a rallentare la velocità e a togliere il pilota automatico che ci accompagna nella nostra quotidianità: ci obbligano a guidare manualmente, osservando bene e riflettendo su ciò che, anche solo un attimo prima, davamo banalmente per scontato.

In condizioni normali infatti, ovvero durante i giorni della nostra vita da esseri dormienti, noi viviamo (o meglio, sopravviviamo!) con il pilota automatico inserito: noi guardiamo le cose ma non le vediamo; udiamo i suoni e i rumori, ma non li sentiamo; proseguiamo tranquilli e sicuri, ora dopo ora, giorno dopo giorno, anno dopo anno, restando ancorati alle nostre certezze e alle nostre abitudini, che poi, sono la stessa cosa. E il solo pensiero che, forse, non dovremmo dare nulla per scontato, nulla per compreso e per spiegato sino in fondo, ci infastidisce parecchio, perché ci costringe a pensare, a riflettere, a destarci da quel sogno così illusorio nel quale viviamo.

einstein-dadi-dubbio-universo-paralleloCredere o non credere a questi eventi non è il dilemma, in quanto soltanto per essere in grado di percepire tali realtà parallele, è necessario sviluppare una giusta attitudine mentale: bisogna essere né eccessivamente propensi alla credulità, e tanto meno rigidamente corazzati nel materialismo e nello scientismo più ortodosso.
Bisogna, in altre parole, essere capaci di stupirsi continuamente, di meravigliarsi, senza avere la pretesa altezzosa di poter spiegare tutto al primo sguardo, del “io so tutto” o peggio “ho sentito dire che…”; in quanto qualsiasi teoria fisica che abbiamo studiato è sempre provvisoria, ovvero è solo un’ipotesi. Una teoria fisica non può cioè mai venire provata. Per quante volte i risultati di un esperimento sono in accordo con una teoria, è possibile che la prossima volta, con lo stesso esperimento, si ottenga un risultato che la contraddica.

Per questo alle persone viene difficile credere a queste realtà parallele, ai fenomeni misteriosi, proprio perché, per dirlo con le parole dell’investigatore Sherlock Holmes:gli uomini sono soliti disprezzare ciò che non sono in grado di comprendere”. Disprezzando non solo non credono, ma non riescono neanche a meravigliasi, a scovare indizi che manifestano la perfezione dell’universo ed evidenziano i limiti dei nostri cinque sensi.
Quindi, per riuscire a porsi nella giusta prospettiva di fronte ai fenomeni insoliti di varia natura, che contraddicono tutte le nostre razionalistiche certezze studiate a scuola, ascoltate dai genitori e assimilate dalla tv, occorre aver sviluppato non solo una larga e comprensiva elasticità mentale, rifiutando quindi il ricatto dello scientismo oggi imperante (esiste solo ciò che si vede e ciò che può essere misurato! 😯 ); ma allo stesso tempo bisogna anche avere una vasta sfera della propria sensibilità e consapevolezza spirituale.

Detto in altre parole, possiamo constatare come le cose ci vengono incontro nel momento in cui noi siamo pronti per esse; non prima, né dopo; perché, se anche ciò accadesse, noi, semplicemente, non avremmo gli strumenti per rendercene conto. Un certo William Shakespeare un giorno scrisse: “Quando la tua anima è pronta, lo sono anche le cose”.

uomo-meccanico-pilota-automaticoQuesto nuovo modo di approccio verso tutto ciò che ci circonda, che sia visibile o meno, conduce l’essere umano verso lo scardinamento del quadro della realtà ordinaria, la messa in crisi irreversibile delle certezze abitudinarie che ci facevano vivere con il “pilota automatico” inserito. Capite bene che il dilemma non è credere o non credere, ma si tratta di occasioni che la vita sembra offrirci per RICREDERCI non solo sulle nostre convinzioni, più o meno superficiali, più o meno profonde, circa la natura della realtà esterna, ma soprattutto, su quel senso dell’esistenza in generale e sul significato della nostra vita individuale. In conclusione: nella nostra vita si reagisce alle situazioni in cui ci si viene a trovare, quelle comunemente ordinarie ed, eventualmente, quelle straordinarie che s’intersecano con “altre realtà”, in base agli strumenti concettuali e spirituali in nostro possesso: né più, né meno. 😉

Se negare l’esistenza di un regno mai visto è male, fingere di saperne qualcosa di più del semplice fatto che esiste non è meglio.Samuel Butler

Tragicomico

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