Renzi E La Propaganda Elettorale Degli 80 Euro

renzi-80-euroLa mossa del bonus di 80 euro al mese in busta paga dei lavoratori dipendenti, proposta da Renzi, è certamente una gran trovata per una propaganda elettorale dal grande effetto! Basta notare quanta informazione ed importanza viene data per questo decreto legge che tenderebbe (il condizionale è d’obbligo quando si parla del PD) sostanzialmente alla riduzione della tassazione sul lavoro. Un bonus che dovrebbe valere per 10 milioni di lavoratori dipendenti e assimilati, che probabilmente, alla prossima tornata elettorale del 25 maggio, avranno un sussulto di “simpatia” verso questo nuovo, apparente, Robin Hood.

Ma come disse qualcuno, non è tutto oro quel che luccica, o se preferite, spesso le cose non sono così come sembrano. Durante il concerto del primo maggio a Roma, il cantante Piero Pelù ci ha provato a mandare un messaggio forte e chiaro, affermando che gli italiani non hanno bisogno di elemosine.

Il suo tentativo di “risvegliare” le coscienze dei creduloni e degli allocconi, è stato subito sminuito dai media e dai sostenitori stessi del PD. Questo accade perché in Italia abbiamo perso da molto tempo l’abitudine di ascoltare la verità, o meglio, siamo così bombardati da falsità e bugie, che appena una voce libera ci prova nel mezzo dell’ipocrisia dilagante diventa essa stessa bugia, proprio perché è diversa dalla massa, che è stata vaccinata per ripudiare tutto ciò che non è conforme al sistema. La verità è che di fronte alle cifre esorbitanti e spaventose che politica, insieme alla parapolitica (sindacati, associazioni,consorzi, e che più ne ha, più ne metta!) per decenni hanno sperperato e continuano a sperperare, i cosiddetti 80 euro diventano una vera elemosina, oltretutto nemmeno per tutti, ma solo per una fetta di popolazione.

Il problema in Italia è la distribuzione della ricchezza, e se io prendo ai poveri per dare ai poveri, non cambia nulla. È solo il gioco delle tre carte, altro che Robin Hood!
Con una mano prendo e con l’altra ti do. Prendo da dove non ti accorgi che sto prendendo, e do in forma eclatante, pubblicizzando l’operazione in pompa magna, come appunto sta avvenendo. Attraverso questa decreto, avviene un palese voto di scambio, ma a livello macro-economico si ha la stessa divisione di ricchezza tra popolo ed elite.

Si sta dribblando il problema vero, che è la distribuzione diseguale e iniqua della ricchezza in Italia (e nel Mondo). Invece di dare 80 euro pro-voto, sarebbe opportuno dare un reddito minimo garantito e unificarlo al sistema di cassa integrazione , il tutto dopo aver riorganizzato i centri per il lavoro per renderli funzionali. In questo caso non ci sarebbe più bisogno di sindacati e sparirebbe anche il cosiddetto voto di scambio, e a quel punto sparirebbero anche i partiti politici tradizionali, che non potrebbero più comprare i voti per un tozzo di pane.

Ci vogliono far credere che sia “impossibileabolire i dei vitalizi parlamentari con un decreto urgente e immediato, oppure che sia “impossibileridurre i costi del personale burocratico politico che costa a noi contribuenti intorno ai 50 miliardi di euro all’anno.

Con la stessa faccia tosta ci dicono che è “impossibile” protestare e ritrattare il contratto sugli F35, approfittando del fatto che perfino la commissione difesa del Senato Usa, li ha definiti aerei fallimentari, delle vere e proprie carrette del cielo.

E allo stesso modo ci vogliono far credere che non esiste alternativa al potere di Berlusconi, al potere della criminalità organizzata, al potere degli Ultras… in questo paese è tutto un prendere o lasciare!
E ancora, ci vengono a dire che la crisi dell’ultimo decennio dipende dalla scarsa produttività italiana, quando non è assolutamente vero, o meglio, la nostra produttività è scarsa perché il nostro Paese è la nazione d’Europa che, tra il 2004 e il 2014, ha investito la cifra minore in assoluto per ricerca scientifica, innovazione, istruzione e cultura. È diventato un paese intellettualmente flaccido e privo di vigoria, così, in fondo, lo si controlla meglio 😉 !!

Il voto europeo del 25 maggio, diventa un crocevia, un’occasione per dire la propria in questo referendum di guerra socio-economica. Gli italiani hanno la possibilità e l’opportunità di uscire fuori dal consueto meccanismo ideologico, dal trucco da baraccone del “dividi et impera” che non funziona più: perché non esistono fascisti e comunisti, e non esistono più neppure liberisti e keynesiani, neanche europeisti ed anti-europeisti.

Ci sono soltanto due categorie di persone: da una parte, chi ha capito di essere vittima di falsità, di menzogne, di illusioni quotidiane, e si rifiuta quindi di essere trattato e considerato come un suddito passivo, quasi come uno schiavo. Tutti costoro hanno deciso di ribellarsi, di svegliarsi e di aprire gli occhi.

Dall’altra, ci sono ancora quegli italiani che preferiscono mentire a loro stessi, sapendolo, perché preferiscono fingere che non c’è nessuna guerra in atto, semplicemente per bieco opportunismo, e dicono a loro stessi che le personalità al governo stanno lì perché sono i migliori, i più competenti e si occupano del bene comune, insomma le stesse frasi che sentivano già dai loro padri.

Chi il 25 maggio andrà a votare destra o sinistra (cosa cambia poi?), per uno di questi partiti che insieme gestiscono l’apparato dello Stato e del mercato, è un collaborazionista, una persona disonesta, che “vende” il futuro delle prossime generazioni per una promessa di IMU non pagata o per 80 euro di elemosina.

Ci due “Italie”, quella che si è svegliata ed è pronta ad assumersi la propria responsabilità e quella che dorme, o per ipocrisia o per ignoranza. Ormai i giochi sono chiari a tutti: o noi o loro!!

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