Un Vaccino Contro La Paura Collettiva

paura collettivaLa paura collettiva attraversa ogni strato della società in cui viviamo e spesso diventa un fattore dominante che fa perdere il senso della ragione, della riflessione, creando così un clima di inconsapevolezza che permette di moltiplicare gli effetti degli strumenti di “potere” (mass-media) utilizzati dall’alto per manovrare le masse. In altre parole, la nostra è una società soffocata dalla paura collettiva. Ma come si crea e si diffonde una paura collettiva? In verità è molto più semplice di quanto si possa immaginare, visto che ormai si possono disporre di tecniche subdole e raffinate, ossia perfezionate negli anni. L’aumento delle paure vede comunque protagonista “il brodo dell’inconsapevolezza” accompagnato da quello di un informazione martellante. Chi non conosce e si affida senza sapere, è facile che faccia l’errore di cadere preda della paura se non del terrore vero e proprio. Del resto la più grande arma di distruzione di massa è proprio l’ignoranza.

Ma a questi elementi si deve aggiungere l’allarmismo, una tecnica sempre più diffusa ultimamente, ogni giorno nasce un nuovo allarme nel mondo e la notizia, grazie anche ai social, si propaga in pochi minuti da una parte all’altra dell’emisfero. Un clima di terrore, di paura collettiva, che certamente non aiuta le persone a prendere coscienza del mondo in cui vivono senza farsi prendere dal panico. Basti pensare a come vengono effettuati taluni reportage per rendersi conto dello “stile” che questi hanno e del potenziale strumento che rappresentano a fini non certo di formazione e informazione, quanto più impiegati, invece, dall’alto, al fine di manovrare le masse.

L’allarmismo, oltre a diffondere panico, paura e terrore, ha un secondo fine ben preciso: serve per identificare dei simboli, delle sigle, nazioni o personaggi , contro i quali aizzare la popolazione, una sorta di capro espiatorio più o meno reale, non importa, ciò che importa è che ci sia qualcosa su cui far sì che la popolazione possa riversare il proprio odio, la propria ira repressa, la propria frustrazione. Gli stimoli attraverso i quali si persegue l’idea dell’agnello sacrificale o capro espiatorio che dir si voglia, somigliano al meccanismo dei “Cani di Pavlov”, e risultano sempre molto efficaci. Ci hanno educati ad essere una massa di zombie obbedienti, pronti a comportarci di conseguenza visto che qualcuno ha già deciso per noi.

Un altro fattore che permette alla paura collettiva di diffondersi è il clima sovrainformazione che si viene a creare in occasione dell’evento stesso. Se, ad esempio, viene compiuto un attentato, un atto violento o un qualcosa che destabilizza le masse, e si vuole mantenere alto il livello della paura, allora basta continuare a parlarne, a scriverne sui giornali, a parlarne in Tv, sul web e ed il gioco è fatto. Può funzionare anche all’infinito e la vicenda dell’11 settembre lo dimostra ampiamente. Sono già passati oltre 15 anni e gli strascichi di quell’attacco terroristico (a patto che si possa chiamare così!) condizionano ancore le menti ipnotizzate delle masse, ma nessuna di queste menti si preoccupa del fatto che ogni cinque secondi, su questo pianeta, un essere umano muore di fame, anche adesso!

Guardando ai temi attuali di casa nostra, non si può notare come il “decreto vaccini” faccia parte di una paura collettiva ben manifesta e radicata, genitori che ormai saranno costretti, anzi obbligati per legge, a vaccinare i propri figli, e le vaccinazioni obbligatorie diventano sempre di più. Eppure, nessuno si assume la responsabilità se qualcosa dovesse andare storto, nessun medico, politico o giornalista, che propagandano le vaccinazioni come “sicure”, è disposto ad assumersi in prima persona la responsabilità di un eventuale danno causato proprio dai vaccini stessi. Si tratta di vaccinazioni di massa, che servono da risposta per la paura collettiva della massa, e io mi chiedo: non bastava fare un vaccino contro la paura collettiva?

libero pensieroIn verità ci si può vaccinare da soli contro la paura collettiva, basta iniettare nella mente il vaccino del “libero pensiero”, ossia quella libertà di decidere a cosa pensare. Perché rifletteteci, davvero vogliamo pensare a tutte le cose brutte ed orrende che succedono in questo mondo, oppure sarebbe preferibile dedicare la propria mente a qualcosa di gioioso e piacevole? E allora, perché non lo facciamo? Avete mai notato di come i mass media parlino tanto di cronaca nera mentre dedicano solo qualche minuto ad eventi lieti e positivi? Pensate sia fatto tutto per caso o solo per aumentare l’audience? Beh vi sbagliate, perché il Sistema che ci sovrasta non funziona “per caso”, ma è studiato nei minimi dettagli. Questo tipo di trasmissioni hanno lo scopo di far focalizzare l’attenzione dell’uomo medio zombie verso eventi in grado di scaricarlo dalle proprie energie portandolo, di conseguenza, nella direzione voluta dal Sistema stesso.

Il libero pensiero, ovvero dobbiamo imparare a non dare eccessiva importanza agli eventi negativi, parlarne il meno possibile, non lasciandoci condizionare da notiziari, giornali o discussioni su questo o quell’attentato. Non ha senso pensare all’evento negativo, ma pensiamo a come risolvere un problema portando qualcosa di buono e di genuino, diamo spazio alle nostre idee, alla nostra immaginazione, ai nostri sogni. Solo così possiamo realizzare qualcosa di positivo. Tutti i grandi inventori e artisti dell’umanità, non si sono fermati a contemplare il brutto che li circondava, ma hanno avuto la capacità di andare oltre e di focalizzare la loro energia sul bello, su qualcosa da cui poter attingere positività, meraviglia, stupore, gioia e condividerla con il prossimo. Dobbiamo imparare a svegliarci, ad usare con criterio i dispositivi mediatici e informatici, e soprattutto dobbiamo imparare ad attingere noi stessi informazioni da diverse fonti e poi filtriamole per tenere quelle che riteniamo più verosimili in merito a determinati accadimenti.

La paura collettiva deriva sempre da un sonno collettivo, è un intreccio di cause ed effetti. Inconsciamente chi “dorme” fornisce energia a chi riesce a catturare per primo la sua attenzione, per questo le masse vengono tenute in uno stato ipnotico, di zombie. Bisogna svegliarsi da questo stato di torpore e se non lo si guarda in faccia quel predatore che è il Sistema, si resterà perennemente vittime di paure collettive senza analizzare nulla e facendosi governare da qualcun altro invece che governare da soli noi stessi. Iniettiamo fiducia nelle nostre menti, liberiamole, governiamole e prendiamone il controllo, solo così potremo definirci esseri pensanti e non esseri pensati.

Mi dicono: se trovi uno schiavo addormentato, non svegliarlo, forse sta sognando la libertà. Ed io rispondo: se trovi uno schiavo addormentato, sveglialo e parlagli della libertà.Khalil Gibran

Tragicomico

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