Lettere Contro La Guerra – Tiziano Terzani (Recensione)

Lettere contro la guerra” di Tiziano Terzani, è un libro che raccoglie alcune sue lettere inedite e altre comparse sul “Corriere della Sera”, scritte nei mesi successivi all’attentato dell’11 settembre 2001. Mesi durante i quali tutto l’odio dell’Occidente si riversò verso un Afghanistan già martoriato per secoli da fame e guerre, e secondo Terzani, anziché vendicare nell’immediato l’attentato alle Torri Gemelle, in quei mesi è andata persa “una buona occasione” per capire che il terrorismo non lo combatti con le guerre, con le bombe e con altre migliaia di morti, per la maggior parte civili. Il terrorismo lo combatti eliminando le ragioni che lo rendono tale. “Ancor più di una coalizione contro il terrorismo, il mondo ha bisogno di una coalizione contro la povertà, una coalizione contro lo sfruttamento, contro l’intolleranza”.

Le sue parole pronunciate in queste lettere, non sono a favore dei Musulmani o contro i Cristiani,  ma Terzani cerca, nella sua innata capacità descrittiva, di delineare e sostenere un posizione neutrale, che appartiene a tutti coloro che vorrebbero sempre più intensamente un ripensamento del complesso paradigma di equilibri che governano i rapporti tra il sistema occidentale e l’ambiente in cui opera. In quel frangente storico c’era la necessità di scuotere le coscienze, ammonendole di non continuare una vita da indifferenti a ciò che succede nel mondo. Ed è un monito che vale anche oggi, adesso, ovunque. È tempo di rivalutare i valori della nostra e altrui vita, prendendo, finalmente, la responsabilità di riflettere sui rapporti tra diversi uomini. E bisogna farlo prima che sia troppo tardi.

Ciò che ha da sempre contraddistinto Terzani, prima giornalista e poi ricercatore spirituale, è la sua voglia di verità e il suo amore per il genere umano. E con la stessa abilità con cui un tempo raccontava la guerra del Vietnam, direttamente dal fronte, la usa per scrivere queste lettere, mentre si spinge a chiedere alla gente dei luoghi in cui si trova il perché di tanto odio verso noi Occidentali e il loro pensiero sulla guerra. Perché noi sappiamo quello che la televisione ci racconta, ma cosa ne sappiamo di cosa ne pensa veramente chi è dall’altra parte del fronte?

Attraverso le pagine di “Lettere contro la guerra”, Terzani ci mette a contatto con un altro pezzo di verità, sperando che una conoscenza più completa della situazione ci porti alla conclusione che l’unico modo per spezzare questa catena d’odio è proprio la non-violenza. Il libro si chiude con una lettera scritta direttamente dall’Himalaya: parole ricche di buon senso di cui, attualmente, abbiamo un grande bisogno.

Allora fermiamoci. Immaginiamoci il nostro momento di ora dalla prospettiva dei nostri pronipoti. Guardiamo all’oggi dal punto di vista del domani per non doverci rammaricare poi d’aver perso una buona occasione. L’occasione è di capire una volta per tutte che il mondo è uno, che ogni parte ha il suo senso, che è possibile rimpiazzare la logica della competitività con l’etica della coesistenza, che nessuno ha il monopolio di nulla, che l’idea di una civiltà superiore a un’altra è solo frutto di ignoranza, che l’armonia, come la bellezza, sta nell’equilibrio degli opposti e che l’idea di eliminare uno dei due è semplicemente sacrilega.Tiziano Terzani – “Lettere contro la guerra”

Voto: 8,5
Note: Profondo, Vero, Spirituale.

Tragicomico