La Società Di Oggi Descritta In Uno Sfogo Tragicomico

società di oggiLa società di oggi è quanto di più tragicomico possa esistere, basta guardarsi intorno, saper osservare, per constatare di quanto siamo imbecilli, di quanto abbiamo imbrattato di cemento e catrame il nostro habitat. O basta entrare in un qualsiasi ufficio dei burocrati, per poter constatare tutta la nostra prosopopea del ritenerci tanto intelligenti quanto stupidi, e nell’esserci complicata la vita in scartoffie inutili, incomprensibili anche per chi le ha scritte, pretendendo poi che vengano capite anche da chi è analfabeta. O magari, basterebbe saper osservare il popolino nei suoi comportamenti, per constatare quanto poi preferisca ragionare con la propria pancia, ancor prima che con il proprio cervello. Basta girare per una qualsiasi città, un qualsiasi grande centro urbano, per poter constatare di quanto poi i suoi abitanti non siano altro che degli esseri viventi facenti parte di un allevamento intensivo. Un allevamento dove se non tira vento per una settimana, cominciano tutti a boccheggiare immersi nei propri “liquami”, come se fossero dei pesciolini rossi in una caraffa alla quale non viene cambiata l’acqua da un mese.

Basta poi vedere come abbiamo conciato questo mondo, per poter comprendere quanto possiamo essere cattivi e malvagi verso il prossimo. Ogni cinque secondi nel mondo muore un bambino sotto i dieci anni perché non ha nulla da mangiare, e sono 37mila le persone che muoiono ogni giorno per fame e circa un miliardo vivono in condizioni di grave e costante sottoalimentazione. La storia documenta ampiamente la disposizione omicida ed etnocida dell’uomo e delle sue guerre, ma solo la storia più recente ha rivelato anche la sua disposizione ad essere anche “ecocida” e “geocida”.

Intelligenza? Ma quale intelligenza, se poi quei pochi veramente intelligenti sono stati sin da bambini ritenuti dei ritardati dalla società di oggi? Ma quale intelligenza se poi i più grandi artisti sono riusciti ad affermarsi solo grazie al loro spirito libertario, per il quale, mai permisero a chicchessia di farsi mettere le briglie al pensiero, e che fortunatamente in pochi frequentarono le università! Le università che oggi altro non sono che centri di potere, di baroni e baronie, di parassiti. Le università sono diventate dei produttori in serie di zombi, che difficilmente penseranno con la loro testa e progetteranno immensi scempi, come ponti che crollano dopo una settimana dalla loro inaugurazione, mentre a pochi chilometri di distanza ci sono opere progettate e realizzate da oltre duemila anni orsono sempre in piedi, costruite da gente della quale solo qualcuno a malapena sapeva leggere e scrivere.

Ma dove vogliamo andare? Ma chi ci crediamo di essere? Ma quale Dio? Molti pregano un Dio che non esiste e arrivano a scannarsi a vicenda per ciò, mentre quotidianamente poi distruggono Madre Natura che sarebbe il vero Dio che li ha creati. Ma per favore, un po’ di umiltà, di amore, di rispetto, di altruismo, diventare consapevoli che poi siamo tutti una gran massa di ignoranti, e che dovremmo farla finita di guardare soltanto le foto dell’ultima velina o del calciatore più in voga, e riflettere seriamente per acquisire una maggiore consapevolezza sul declino della società di oggi. Siamo arrivati all’ultimo avviso prima del collasso, in pochi sembrano rendersene conto, e continuano ad elogiare questa società di falsi eroi, di maschere di pulcinella, di ipocriti e parassiti.

Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario.G. Orwell

Tragicomico

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