La Quarta Via – P.D. Ouspensky (Recensione)

la-quarta-via-ouspenskyIl libro “La Quarta Via” è un’opera tratta da un insieme di domande e risposte incentrate sull’osservazione di se stessi e sulle teorie della Quarta Via. Pëtr Demianovič Ouspensky può essere definito l’allievo prediletto di Gurdjieff, e attraverso questo libro egli cerca di proporre, sotto forma di discorsi e dialoghi, lo stesso insegnamento ai propri allievi. Un insegnamento che proviene da “menti superiori”, come egli stesso afferma, che può essere tramandato solo attraverso la scuola e deve essere messo in pratica sotto forma di lavoro su se stessi. Questa è la Quarta Via, che si differenzia dalla via del fachiro, del monaco e dello yogi in quanto cerca di sviluppare contemporaneamente nell’essere umano i vari “centri”: il centro motorio, il centro intellettuale ed il centro emozionale.

Oltre ai centri, sono innumerevoli gli argomenti trattati dal sistema d’insegnamento ed esposti in quest’opera da Ouspenky: il ricordo di sé, le emozioni negative, l’identificazione, il centro magnetico, la legge del tre, la legge del sette, il pensiero formatorio, i linguaggi, le personalità e tutto ciò che può aiutare l’essere umano a liberarsi dalle idee sbagliate su se stesso e trovare nuovi metodi per osservarsi e migliorarsi.

Questo libro è il seguito ideale di un altro libro di Ouspensky intitolato “Frammenti Di Un Insegnamento Sconosciuto”, nel quale vengono esposte le teorie di Gurdjieff, ma ne “La Quarta Via” l’insegnamento viene esposto in un’ottica più scientifica e razionale, quindi più comprensibile per il profano, ma non per questo meno efficace. Ouspensky, infatti, dimostra di aver assimilato e digerito bene gli insegnamenti di Gurdjieff, del quale è stato allievo per sette anni prima di formare una propria scuola a Londra.

Certamente è un testo fondamentale per chi è alla ricerca di un metodo, una Via, per studiare se stesso, per auto-osservarsi e rendersi conto della propria meccanicità, e di non poter fare nulla, ma di vivere sotto la legge dell’accidente. A tal proposito pubblico un estratto di questo meraviglioso libro: “Noi riteniamo di essere ciò che siamo. Sfortunatamente non siamo ciò che siamo ma ciò che siamo divenuti; non siamo esseri naturali. Siamo troppo addormentati, mentiamo troppo, viviamo troppo nell’immaginazione, ci identifichiamo troppo. Riteniamo di avere a che fare con esseri reali, mentre in realtà abbiamo a che fare con esseri immaginari. Quasi tutto ciò che sappiamo di noi stessi è immaginario. Sotto tutto questo agglomerato, l’uomo è completamente diverso. Abbiamo parecchie cose immaginarie che dobbiamo buttar via prima di poter arrivare alle cose reali. Finché viviamo in cose immaginarie, non possiamo scorgere il valore del reale; e solamente quando arriviamo alle cose reali in noi stessi possiamo vedere cosa sia il reale fuori di noi. Abbiamo troppa crescita accidentale in noi”.

Questa è una delle risposte che Ouspensky deliberava ai propri allievi, caratterizzata come sempre da grande sicurezza , chiarezza e semplicità. Ouspensky lo definisco come uno dei più grandi pensatori del ‘900, studioso della Quarta Via, del Ricordo di sé e dell’Esoterismo in generale. Un libro scritto quasi un secolo fa, ma che mantiene intatto il sistema composto da insegnamenti che indicano una Via di sviluppo da seguire nelle condizioni ordinarie di vita. Un’opera preziosa per tutti coloro che cercano una Via di crescita interiore, senza condizioni, ma con tanti sacrifici. Buon lavoro.

Note: Esoterico, Illuminante, Pratico, Introspettivo
Voto: 9,5

Tragicomico