Il Dono Dell’Aquila – Carlos Castaneda (Recensione)

carlos castaneda libroIn questo libro, “Il Dono Dell’Aquila”, Carlos Castaneda mescola nuovamente le carte, e rende il suo percorso iniziatico ancora più intrigante ed ermetico, non è un testo semplice e va riletto almeno un’altra volta per comprenderlo nella sua totalità. Non lo consiglio, insomma, a chi per la prima volta vuole approcciarsi con il magico mondo di Carlos Castaneda, di Don Juan e dell’esoterismo tolteco. Libro fondamentale invece, per chi sta seguendo tutto il percorso iniziatico dell’antropologo peruviano, a partire dal suo primo libro: “Gli Insegnamenti di Don Juan”.

Un libro che si divide in tre parti, nelle prime due, l’autore tratta argomenti già affrontati nelle sue precedenti opere, come la seconda attenzione, la perdita della forma umana e la consapevolezza del lato sinistro e del lato destro. Ovviamente aggiunge nuove e preziose informazioni, in modo da facilitare la comprensione di argomenti fuori dal mondo ordinario. Nella terza e ultima parte invece, affronta un argomento inedito, la regola del Nagual e la donna Nagual, e spiega quale sia il significato e il potere dell’Aquila.

Ed è così, che nel paesaggio allucinato delle aride e desolate plaghe di un Messico diverso, tra le antiche rovine delle civiltà autoctone più remote, l’apprendista Castaneda raggiunge il livello più alto dei poteri magici: ottiene “il dono dell’aquila”, la libertà, si scioglie da ogni forma di condizionamento e diviene Nagual, energia cosmica pura.

Come sempre, consiglio di leggere i testi di Carlos Castaneda in ordine cronologico di pubblicazione, in modo da avere una “mappa” chiara dei concetti esposti da don Juan e dagli altri affiliati. Questo libro è di fondamentale importanza per chi si è già addentrato nel mondo dei segreti Toltechi, perché fornisce al lettore le chiavi di lettura e fa da congiunzione tra quella che è la parte teorica degli insegnamenti di don Juan e la parte pratica da applicare nel mondo quotidiano.

Il potere che governa il destino di ogni vivente è chiamato Aquila, non perché sia un’aquila, o abbia a che fare con un’aquila, ma perché appare al veggente come una immensa aquila nera come l’ebano, eretta come stanno erette le aquile, così alta da arrivare all’infinito.Carlos Castaneda, “Il dono dell’aquila

Voto: 8
Note: Magico, Rivelatore, Spirituale

Tragicomico