La Gabbia Del Cattolicesimo

gabbia-cattolicesimo-chiesaÈ in atto una sorta di omologazione del credo cattolico a cui i cittadini italiani sono sottoposti, attraverso la TV, i giornali e il web. Il nuovo Papa Francesco è ormai ovunque, dal momento della sua elezione non c’è giorno che una sua immagine non venga offerta attraverso i canali d’informazione; è un vero e proprio martellamento psicologico! E mi chiedo perché mai i giornalisti devono andare a scavare per giorni e giorni sulla vita del nuovo pontefice, raccontare cosa fa, cosa dice e addirittura lanciare una rivista, “Il Mio Papa”, come se fosse una mania da teenager.

Questo è uno Stato laico, e non lo si vuole capire.
Esistono gli ebrei, esistono i buddisti, perché non ascoltiamo anche le loro parole ogni tanto? Perché non ci fanno mai sapere il punto di vista di un rabbino su un determinato fatto invece che intervistare sempre i soliti preti cattolici? La loro è l’unica parola valida? Perché i musulmani vengono interrogati da TV e giornali solo quando si parla di terrorismo? Perché non ci fanno sapere il loro punto di vista ad esempio su argomentazioni come l’aborto, sull’uso degli anticoncezionali, sulla reincarnazione, sull’aldilà? Perché dobbiamo sempre sorbirci i pareri (a volte veramente inopportuni) dei preti della chiesa cattolica romana?

È un continuo ostinarsi a far apparire il credo cristiano come unica e sola verità, l’opinione pubblica è ormai ammaestrata, e guai a parlar male dell’uomo in bianco. Prima c’era la Santa Inquisizione e ora ci sono i mass media, ma lo scopo è sempre lo stesso: imporre il cattolicesimo!

Si parla tanto di integrazione, ma come intermediario c’è di mezzo sempre la chiesa. Si parla di tolleranza, ed è sempre la chiesa ad esprimersi con la sua morale. E parlando di morale come di dottrine mi viene da pensare: quanti di coloro che si riconoscono nel credo cattolico seguono poi nel quotidiano i rigorosi dettami della morale familiare o sessuale sostenuti dalla Chiesa? Ricordo che quando la maggioranza cattolica è stata chiamata ad esprimersi su “aborto” e “divorzio” si è rivelata una minoranza. Quanti dei giovani che affollano Roma sono in regola su castità, matrimonio e anticoncezionali? Possiamo dire che ci sono dei seri dubbi nell’affermare con sicurezza che li seguano, e quindi sorge spontanea la domanda: perché continuare ad ostinarsi a proporre un credo che ormai fa acqua da tutte le parti, che dopo gli scandali dello IOR, della pedofilia, sta incamminandosi verso il declino?

Un declino prevedibile, perché fu Gesù stesso a dire che il Regno di Dio è dentro di noi e che un altro, al limite, sta in cielo, ed è ovvio che uno Stato (quello Vaticano) “a suo” nome sulla Terra è un imbroglio. E questa non è un’opinione, è la verità! Se noi amassimo il prossimo come noi stessi, non ci sarebbe alcun bisogno dei soldi, del potere o di un intermediario per guadagnarci una menzione d’onore in paradiso. Questo è l’unico comandamento: “AMERAI IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO”, lo dice il Cristo, non Tragicomico.

frasi-contro-la-chiesa-cattolica-cattolicesimoL’idea che mi sono fatto è che semplicemente NON si vuole dare spazio ad altre visuali del mondo. Per controllare l’ordine mondiale e mantenere tutte le pecore unite in branco, ci martellano psicologicamente e continuamente con questa cristianità che vuole solamente CATTURARE e NON UNIRE.
Perché un bambino, fin dai primi anni della sua esistenza, deve vedere il cattolicesimo come unica via di realizzazione di sé? Se vogliamo veramente UNIRE, allora c’è bisogno di meno chiacchiere, meno “spettacolo pubblico” e meno media; in cambio bisogna offrire maggior pluralità, libertà di pensiero reale, libera circolazione delle idee, libertà di espressione dell’Essere… è il vero cambiamento, questa è la “rivoluzione” che le anime stanno aspettando. Basta con questi dogmi, con questa moralità, con questi comandamenti, nessun spirito libero può essere ingabbiato in eterno in ciò che chiamano “cattolicesimo”!

La massima fondamentale dell’uomo libero è quella di vivere nell’amore per l’azione e di lasciar vivere avendo comprensione per la volontà altrui.Rudolf Steiner

Tragicomico

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