Diventare Santi Senza Religione

essere-santi-senza-religioneSi può diventare santi senza appartenere a nessuna religione? A quanto pare no, poiché le religioni stesse si sono appropriate della santità e quindi per diventare santi bisogna rispettare determinati dogmi. Ogni religione ha i suoi santi: i santi cattolici, i santi musulmani che sono uomini ricordati dalla tradizione per la loro dedizione alla religione, i santi ebrei detti “giusti”, i santi buddhisti illuminati e così via. Cosa resta quindi ad una persona che per scelta, o per cultura, non professa alcuna religione? Non sarebbe bello e giusto far diventare santa anche una persona che nella sua vita ha dato tanto per gli altri, o addirittura ha dato la propria stessa vita, senza professare nessuna religione in particolare o senza seguirla in tutti i suoi innumerevoli e drastici dogmi? Un santo civile insomma!

Prendiamo ad esempio il cattolicesimo. Perché mai una persona che vuole consegnarsi a Dio, che vuole rispettare la vita in tutte le sue forme, deve eliminare la donna dalla propria vita e con essa cancellare la possibilità di avere una famiglia? Personalmente non riesco ad immaginarmi un Dio che crea la donna soltanto per “tentare” gli uomini buoni. Se la donna è sacra quanto l’uomo (perché ogni essere umano è sacro!) allora anche la coppia diventa sacra e allo stesso tempo anche l’atto sessuale è sacro, e deve essere accettato e goduto come un dono divino. Questo, in fondo, è l’amore totale! La santità, dal mio punto di vista tragicomico, non deve essere necessariamente legata alla castità o alla rinuncia del piacere sessuale che è la base della creazione della famiglia. Annie Besant, una grande Esoterista inglese ma anche attivista per i diritti dei lavoratori e soprattutto in favore delle donne, scrisse in uno dei suoi libri la seguente denuncia: “Per secoli i leader cristiani hanno considerato le donne come un male necessario, e i più grandi santi della Chiesa furono quelli che disprezzarono le donne più degli altri.”. È tempo di creare un’altra generazione di santi, e dare la possibilità di diventare santi senza religione. Persone sante che NON hanno bisogno di entrare in un tempio, non hanno bisogno di venerare un dio con un nome o peggio ancora, venerare delle immagini predefinite.

Un santo senza religione è una persona con una coscienza non soltanto sociale, ma soprattutto cosmica, perché è capace di andare al di là degli interessi esclusivamente personali, e saprebbe agire per il bene dell’umanità. Un persona unita all’Universo che sente i dolori degli altri come suoi dolori, e le gioie degli altri come sue gioie. Un santo senza religione che sa compatire e aiutare il bisognoso e allo stesso tempo è capace di incoraggiare gli artisti a diffondere la loro arte, denigra gli sfruttatori e sostiene la politica degli onesti. È una persona capace di generosi atti anonimi, e amando l’umanità ha imparato ad amare se stesso. Rispetta la famiglia e sa che il futuro della razza umana dipende dalle coppie in grado di raggiungere una relazione equilibrata. Combatte per il diritto alla vita dei bambini e combatte per liberare la medicina dalle grandi industrie che stanno fabbricando sempre più droghe, dannose ancora più delle stesse malattie. Tratterebbe il prossimo al pari di un figlio, di una madre o di un padre, senza distinzioni di razza, di cultura, e soprattutto, di religione!

Esseri umani del genere, con questa maestosità d’animo, dolcemente impersonali, per me hanno il diritto di diventare santi, ossia, ad essere degli esempi di vita, anche senza religione. La santità non è un lusso e non deve essere un privilegio per pochi, tantomeno un traguardo impossibile per un uomo normale, civile, che fa dell’amore per gli altri e per l’Universo intero, il proprio messaggio di Vita.

Non la conoscenza ci avvicina ai santi, bensì il destarsi delle lacrime che dormono nel più profondo di noi. Soltanto allora, grazie alle lacrime, approdiamo alla conoscenza e comprendiamo come si possa diventare santo dopo essere stato uomo.Emil Cioran

Tragicomico